Steve Jobs Archive pubblica “Letters to a Young Creator”: le lettere di Tim Cook e Jony Ive online per il 71° compleanno di Jobs
Steve was an incredible leader, innovator, and friend whose world-changing ideas moved all of us forward.
Celebrating his remarkable life and legacy today, on his birthday. pic.twitter.com/ajHO2aVVlT
— Tim Cook (@tim_cook)
Lo Steve Jobs Archive ha pubblicato online un nuovo progetto intitolato “Letters to a Young Creator”, una raccolta di lettere e riflessioni dedicate a chi aspira a creare qualcosa di significativo nel mondo della tecnologia, del design, del business e delle arti. L’iniziativa è stata lanciata in concomitanza con quello che sarebbe stato il 71° compleanno di Steve Jobs, sottolineando ancora una volta l’eredità culturale e intellettuale lasciata dal cofondatore di Apple.
“Letters to a Young Creator” raccoglie prospettive sincere e personali su cosa significhi costruire qualcosa di grande, scritte da figure che hanno già lasciato un segno nei rispettivi settori. I contributi arrivano da protagonisti di primo piano nei campi dell’impresa, del design, della tecnologia e dell’arte, chiamati a rispondere alle domande poste dai borsisti di ieri e di oggi dello Steve Jobs Archive. Il titolo del progetto richiama esplicitamente “Lettere a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke, uno dei libri preferiti di Jobs, e si ispira alla sua abitudine di confrontarsi attraverso lo scambio di idee come strumento per raggiungere chiarezza e visione.
Fino a oggi queste lettere erano disponibili soltanto in edizioni cartacee a tiratura limitata distribuite dall’Archivio nel 2024 e nel 2025. La pubblicazione online segna quindi un passaggio importante verso una diffusione più ampia di contenuti che, pur nascendo in un contesto selezionato, ambiscono a parlare a una nuova generazione di creativi.
Tra i contributi più attesi spicca quello di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, datato 20 agosto 2024. Nel suo testo, Cook ripercorre il primo incontro con Jobs in un momento particolarmente delicato per Cupertino, quando Apple stava attraversando difficoltà significative e molti osservatori mettevano in dubbio la sua sopravvivenza. Cook racconta di essere stato messo in guardia sui rischi legati all’accettare un incarico in un’azienda in crisi, ma di aver cambiato immediatamente prospettiva dopo aver ascoltato Jobs parlare del futuro.
Secondo Cook, la passione e la visione di Jobs erano tali da dissolvere ogni esitazione. Descrive un leader capace di comunicare con carisma e chiarezza un’idea di tecnologia come forza in grado di liberare la creatività umana, connettere le persone e valorizzarne il potenziale in modi ancora inimmaginabili. Per realizzare quella visione, scrive Cook, era necessario un gruppo di individui profondamente curiosi e disposti a lavorare duramente per qualcosa di più grande di loro stessi. In quel momento, afferma, capì di voler far parte di quel progetto.
Nel fondatore di Apple, Cook dichiara di aver trovato un mentore straordinario, capace di spingerlo a crescere e a mettersi alla prova in modi nuovi e significativi. L’ingresso in Apple non rappresentò soltanto un cambiamento professionale, ma una trasformazione più profonda: lo scambio di un semplice lavoro con uno scopo, una missione che continua a guidarlo ancora oggi. Cook definisce quella scelta come la decisione più importante della sua vita.
Oltre alla lettera del CEO di Apple, il progetto include anche il contributo di Jony Ive e di altri protagonisti che hanno collaborato con Jobs o che ne hanno raccolto l’eredità ideale nei rispettivi ambiti. Con la pubblicazione online, “Letters to a Young Creator” si propone non solo come omaggio alla figura di Steve Jobs, ma come strumento concreto di ispirazione per chi oggi si interroga su cosa significhi creare valore, innovare e assumersi il rischio di immaginare un futuro diverso.


4 commenti
È incredibile poter leggere oggi queste lettere online: trasmettono tutta la passione e la visione di Jobs, e vedere Tim Cook e Jony Ive condividere i loro ricordi rende il progetto ancora più umano
È bello che ora queste lettere siano accessibili a tutti.
La sua mancanza si sente soprattuto quando si parla di visionarietà pura, Jobs era comunque un leader carismatico, con grande capacità di influenzare strategia, cultura interna e percezione del marchio, comunicava con passione contagiosa, faceva sembrare ogni prodotto un pezzo di futuro. Purtroppo in Apple non c’è più una figura come Jobs.
Sono d’accordo con te, rifletto anche su questi 15 anni in cui il mondo è davvero cambiato e mi chiedo come Jobs avrebbe sviluppato la sua visione oggi, in tempi in cui ci si è assuefatti a tutto… forse le vere grandi novità sono alle nostre spalle?