Disponibile Hush 1.0.18 per Safari: blocca i banner cookie, meno pop-up GDPR

Per adeguarsi al regolamento europeo sulla protezione dei dati, il GDPR, i siti web devono informare gli utenti sull’uso dei cookie e offrire la possibilità di scegliere quali attivare 8Spider-Mac è esente da questo “problema” perchè è zero pubblicità e zero tracciamenti). Il risultato è ormai familiare a chiunque navighi online dall’Europa: alla prima visita di un sito compare un modulo di consenso che obbliga a selezionare preferenze e autorizzazioni prima di proseguire. Un passaggio spesso macchinoso, che ostacola la fluidità della navigazione.
Hush nasce proprio con l’obiettivo di semplificare questo scenario su Safari, bloccando del tutto la comparsa dei pop-up relativi al consenso dei cookie. L’estensione non interagisce con i banner e non seleziona alcuna opzione al posto dell’utente: li impedisce semplicemente di apparire. In teoria, questa soluzione dovrebbe essere compatibile con le norme europee, poiché il GDPR vieta l’attivazione di cookie non essenziali senza un consenso esplicito. Se il banner non viene mostrato e il sito rispetta la normativa, dovrebbero restare attivi soltanto i cookie strettamente necessari al funzionamento della pagina.
Si tratta però di un approccio che non garantisce una protezione assoluta. Alcuni siti potrebbero comunque attivare cookie non essenziali di default, pratica che violerebbe le regole europee ma che, di fatto, non può essere esclusa a priori. Una soluzione più sofisticata, come quella adottata dal browser di DuckDuckGo, prevede la selezione automatica delle preferenze con l’obiettivo di massimizzare la privacy dell’utente. Tuttavia, un sistema del genere richiede una logica molto più complessa e aumenterebbe significativamente il livello di intervento dell’estensione.

Nei test effettuati, Hush si è dimostrata efficace su numerosi siti, riuscendo a eliminare i pop-up di consenso in modo trasparente. Restano però esclusi alcuni nomi di primo piano del web: su Facebook, YouTube, Yahoo e Bing il modulo di consenso continua a essere mostrato regolarmente. Potrebbe trattarsi di un limite temporaneo legato alla copertura dell’estensione, ma l’assenza di questi colossi rappresenta una lacuna evidente per chi cerca una soluzione davvero universale.
A complicare ulteriormente l’esperienza c’è il sistema di segnalazione dei siti non coperti, che richiede l’apertura di un modulo su Google Documenti e l’inserimento manuale dell’URL e dei dettagli del problema. Un meccanismo integrato direttamente nel browser renderebbe il processo più immediato e coerente con la filosofia di semplicità promessa dall’estensione.
Nel complesso, Hush si presenta come uno strumento interessante per gli utenti europei di Safari che desiderano una navigazione più lineare e meno frammentata dai banner GDPR. La tecnologia funziona nella maggior parte dei casi testati, ma la copertura incompleta dei siti più frequentati e l’assenza di funzioni avanzate di gestione automatica delle preferenze indicano che il progetto ha ancora margini di miglioramento prima di poter essere considerato una soluzione definitiva.


2 commenti
Se uso 1Blocker and Wipr già, mi serve anche questa per nascondere i banner o lo fanno già le altre app che tu sappia?
Dipende da come hai configurato le tue estensioni e da cosa ti aspetti di ottenere. In ogni caso, nessuna di queste estensioni è specificamente progettata solo per i cookie GDPR come fa Hush.