Recensione: MacBook Neo a 699 €: Apple ha finalmente costruito il Mac per tutti

Ci sono momenti in cui Apple fa qualcosa che nessuno si aspettava davvero, e il lancio del MacBook Neo è uno di quelli. Con un prezzo base di 699 € — 599 per il mondo dell’istruzione — Apple ha compiuto un passo che in molti consideravano impossibile: portare un Mac vero, senza asterischi e senza scorciatoie, a una fascia di prezzo mai esplorata prima dalla casa di Cupertino per un laptop. Il precedente record apparteneva al Mac mini originale, venduto a 499 dollari ma privo di qualsiasi periferica inclusa. Un laptop completo a 599 dollari è, per Apple, un territorio completamente nuovo.
Prima dell’annuncio ufficiale, atteso e anticipato da oltre due anni, il web era pieno di speculazioni: molti ipotizzavano che questo laptop economico sarebbe stato una versione castrata e limitata artificialmente del MacBook Air, progettata per non cannibalizzare le vendite dei modelli più costosi. Quelle speculazioni si sono rivelate infondate. Il MacBook Neo è un Mac a tutti gli effetti, capace di fare tutto ciò che gli utenti si aspettano da un computer Apple.
Stile originale: progettato per emergere, non per imitare
Apple avrebbe potuto prendere un MacBook Air con chip M1, aggiornarne gli interni e metterci un cartellino più economico. Ha scelto invece una strada diversa: costruire il MacBook Neo da zero, con un’identità propria. Il risultato è un portatile che adotta il linguaggio formale introdotto dal MacBook Pro con M1 nel 2021 e poi portato al MacBook Air M2 nel 2022 — scocca piatta, angoli arrotondati, linee pulite — ma che si distingue grazie a una palette di colori che ha pochi precedenti nella storia dei portatili Apple.

Accanto a un classico argento, pensato per chi vuole mimetizzarsi tra gli altri MacBook, il Neo propone Indigo, un blu scuro vicino al Midnight già visto sull’Air, e due opzioni decisamente più audaci: un rosa argentato dalla personalità vivace, e un giallo oro brillante che non ha nulla da invidiare ai colori dei primi iBook. Apple sta chiaramente cercando di parlare a un pubblico più giovane, più propenso a far esprimere personalità al proprio dispositivo.

I tasti bianchi con una leggera sfumatura che si adatta al colore della scocca, e il logo Apple in alluminio anodizzato anziché in acciaio lucido, mostrano che la cura dei dettagli non è stata sacrificata sull’altare del risparmio. Il MacBook Neo pesa 1,22 kg, ha dimensioni molto simili a quelle del MacBook Air — leggermente più sottile ma di uguale impronta — e nessuno, a prima vista, lo scambierebbe per un prodotto di seconda categoria.
Il cuore: un chip da iPhone dentro un Mac
La mossa più coraggiosa — e controversa — di Apple è stata quella di equipaggiare il MacBook Neo con un chip A18 Pro, lo stesso processore dell’iPhone 16 Pro. Sei core CPU (due ad alte prestazioni, quattro orientati all’efficienza energetica) e cinque core GPU: numeri che, sulla carta, potrebbero far storcere il naso agli appassionati. Eppure, dopo anni trascorsi a guardare Apple portare chip derivati dall’architettura iPhone su Mac sempre più potenti, l’idea che un chip della serie A possa fare girare macOS senza problemi non dovrebbe più sorprendere nessuno.

I benchmark lo confermano: in single-core il MacBook Neo si posiziona tra un M3 e un M4, mentre in multi-core e GPU è più vicino alle prestazioni di un M1. Non sono numeri da record, ma è esattamente il punto: per la stragrande maggioranza degli utenti — che scrivono, navigano sul web, gestiscono documenti, ascoltano musica, fanno videochiamate — questo livello di potenza è più che sufficiente. Ho passto 24 ore a usare il Neo come macchina principale, lavorando con più applicazioni aperte in contemporanea – Photoshop 26, Logic pro, Final Cut, Pages, Excel, MarsEdit e Pixelmator pro – il fatto di avere sotto la scocca un chip nato per un iPhone non si è mai fatto sentire.
I test di Cinebench 2024 mostrano abbastanza chiaramente dove si posiziona il MacBook Neo con chip A18 Pro rispetto ai MacBook Air con chip Apple Silicon più tradizionali, e il quadro che emerge è interessante perché evidenzia sia punti di forza sia limiti strutturali.
Nel test single-core il MacBook Neo ottiene 137 punti, un risultato superiore al MacBook Air M1 (114) ma nettamente inferiore al MacBook Air 15 con M5 (200). Questo suggerisce che l’A18 Pro, pur essendo un chip molto moderno e derivato dal mondo iPhone, riesce comunque a superare la prima generazione Apple Silicon desktop, ma non può competere con le CPU progettate specificamente per Mac, che hanno core più grandi e frequenze sostenute più a lungo. In pratica le prestazioni per singolo core sono buone per attività quotidiane come navigazione, Office, coding leggero e fotoritocco, ma non sono al livello dei chip Mac più recenti.
La vera differenza emerge però nel multi-core, dove il MacBook Neo si ferma a 331 punti, molto sotto sia al MacBook Air M1 (501) sia soprattutto al MacBook Air M5 (974). Questo divario indica chiaramente che il numero di core ad alte prestazioni e la gestione dei carichi paralleli non sono paragonabili a quelli dei chip della serie M. È il classico limite di un SoC mobile adattato a un laptop: ottima efficienza energetica, ma meno potenza sostenuta nei carichi pesanti come rendering, compilazione software o editing video complesso.
In sintesi, i benchmark di Cinebench 2024 raccontano una storia molto precisa: il MacBook Neo sembra posizionarsi come un Mac estremamente efficiente e adatto all’uso quotidiano, capace di battere i primi Apple Silicon ma ancora lontano dalle prestazioni dei chip M più recenti, soprattutto quando il software sfrutta tutti i core. È quindi una macchina che punta più su autonomia, silenziosità e prezzo che sulla pura potenza bruta.
Per quanto riguarda l’SSD, i dati del benchmark mostrano chiaramente quello del MacBook Neo sia sensibilmente più lento rispetto sia al MacBook Air del 2020 sia, soprattutto, al MacBook Air 15, con velocità di lettura e scrittura praticamente dimezzate rispetto al modello più recente. Una lettura di circa 1.736 MB/s e una scrittura di 1.684 MB/s sono valori comunque adeguati per un utilizzo quotidiano, ma risultano inferiori a quanto ci si aspetterebbe da un portatile moderno Apple, soprattutto considerando gli standard raggiunti negli ultimi anni.
Una spiegazione tecnica molto plausibile è l’utilizzo di un singolo modulo NAND da 256 GB invece di una configurazione con due chip da 128 GB in parallelo. Gli SSD infatti ottengono le massime prestazioni quando il controller può lavorare su più moduli contemporaneamente (parallelismo), esattamente come avviene nelle configurazioni dual-channel della RAM. Con un solo chip, il controller ha meno canali su cui distribuire i dati e questo si traduce in velocità inferiori, specialmente nei trasferimenti sequenziali.
Va però anche considerato il contesto industriale: i moduli NAND da 128 GB sono ormai sempre più rari perché i produttori di memoria flash hanno progressivamente spostato la produzione su densità maggiori (256 GB, 512 GB e oltre), che risultano più efficienti dal punto di vista produttivo e dei costi per gigabyte. Questo significa che Apple potrebbe non avere realmente la possibilità di usare due moduli più piccoli senza aumentare i costi o complicare la supply chain.
In quest’ottica la scelta del singolo chip da 256 GB potrebbe essere un compromesso tra disponibilità dei componenti, costi di produzione e segmentazione del prodotto. Apple probabilmente punta a mantenere il MacBook Neo come modello entry-level, accettando prestazioni SSD inferiori che però, nell’uso reale (avvio del sistema, apertura app, navigazione, Office, editing leggero), difficilmente rappresentano un vero collo di bottiglia per l’utente medio.
In sintesi, i benchmark evidenziano un limite tecnico reale rispetto ai modelli superiori, ma più legato a scelte progettuali e all’evoluzione del mercato NAND che a una vera “regressione” tecnologica. Rimane il fatto che una configurazione con due moduli avrebbe probabilmente permesso prestazioni molto più vicine agli altri Mac, anche se oggi questa soluzione è meno praticabile rispetto al passato.
Le scelte difficili: porte, RAM e display
Costruire un Mac a 699 € ha richiesto scelte dolorose. La prima riguarda la connettività: il MacBook Neo ha due porte USB-C, entrambe utilizzabili per la ricarica (non c’è MagSafe), ma solo quella posteriore è una porta USB 3 completa con supporto per display esterni fino a 4K a 60 fps. La porta anteriore si ferma alle velocità USB 2, una limitazione ereditata dall’architettura del chip A18 Pro.

Apple ha cercato di attenuare il problema integrando in macOS degli avvisi automatici che segnalano quando un dispositivo sarebbe più efficiente sull’altra porta — un tocco pragmatico, anche se la presenza di due porte asimmetriche rimane una fonte potenziale di confusione per gli utenti meno esperti.
Sul fronte della memoria, il Neo torna a 8 GB di RAM — una scelta che fa un po’ male, considerando che alla fine del 2024 Apple aveva alzato il minimo a 16 GB su tutti gli altri Mac. macOS gestisce bene la memoria, effettuando swap su disco quando necessario, e nell’uso quotidiano questa limitazione raramente si fa sentire. Rimane però un limite che chi usa applicazioni particolarmente esigenti in termini di RAM dovrà tenere in considerazione.

Il display da 13,0 pollici è buono, anche se non all’altezza dei migliori pannelli Apple: supporta solo lo spazio colore sRGB (niente P3 wide color) e non ha True Tone. Le cornici sono più spesse di quelle del MacBook Air, ma in compenso non c’è la tacca nella barra dei menu — cosa che in molti considereranno un vantaggio. La fotocamera frontale è un modulo 1080p senza Center Stage, funzionale ma non paragonabile alla soluzione da 12 MP degli ultimi Mac. Gli altoparlanti, posizionati lateralmente ai lati dei poggiapolsi, suonano sorprendentemente bene per la categoria, pur non raggiungendo la qualità dell’array a quattro canali del MacBook Air.
Tastiera, trackpad e i compromessi visibili
La tastiera Magic Keyboard è quella di sempre, con un’eccezione: non c’è retroilluminazione, misura comprensibile per abbattere i costi ma che alcuni utenti sentiranno come una mancanza. Il modello base da 699 € non include nemmeno Touch ID — che è invece presente nel modello da 799 € con 512 GB di storage — il che significa tornare a digitare la password come si faceva anni fa, per Il trackpad, invece, è un ritorno al passato più tangibile: non si tratta del Force Touch con feedback aptico dei modelli moderni, ma di un trackpad con click fisico meccanico. Supporta tutti i gesti multi-touch e funziona egregiamente, ma chi arriva da un MacBook Air recente noterà subito la differenza.
Ricarica quasi rapida
L’unico neo del MacBook Neo (scusate, è la battuta che volevo fare fin dall’inizio) riguarda l’assenza del caricabatterie da 20W incluso invece nei Paesi extra Unione Europea. Ufficialmente perchè le normative UE impedirebbero di allegare qualsiasi caricatore alla confezione.
Quando Apple ha presentato il MacBook Neo, ha incluso tra le specifiche tecniche una nota piuttosto netta: il dispositivo non supporta la ricarica rapida.
Tuttavia utilizzando il caricatore USB-C Apple da 20W per trenta minuti, la batteria ha guadagnato il 15% di carica, mentre usando quello da 140W del mio MacBook Pro 16” Intel il recupero è stato del 38%, quindi più del doppio, nello stesso lasso di tempo.
Come si spiega questa apparente contraddizione con quanto dichiarato da Apple? La risposta sta nella definizione che mamma Apple utilizza per “ricarica rapida”: secondo i parametri interni di Cupertino, un dispositivo supporta questa funzionalità solo se riesce a raggiungere il 50% di carica in trenta minuti. Il MacBook Neo non è in grado di farlo indipendentemente dalla potenza dell’alimentatore utilizzato, quindi Apple può affermare tecnicamente di non supportare la ricarica rapida — pur ammettendo implicitamente che un caricatore più potente produce comunque risultati migliori.
C’è però un limite fisico da tenere a mente prima di acquistare un alimentatore da centinaia di watt: il MacBook Neo è in grado di assorbire al massimo 24 watt. Ciò significa che qualsiasi caricabatterie superiore a questa soglia produrrà risultati identici, rendendo superflua una spesa eccessiva. Un caricatore da 30W o 35W è più che sufficiente per ottenere la velocità di ricarica massima che la macchina può sostenere.
Quindi, chi si trova costretto ad acquistare un alimentatore può scegliere un modello leggermente più potente — basta superare i 24W — e ottenere così una velocità di ricarica superiore rispetto a un caricabatterie da 20W. Su Amazon è in vendita l’Apple Alimentatore USB‑C da 30W a €39 invece di €45.
Considerazioni finali
Il MacBook Neo non è un portatile per chi fa montaggio video professionale, produce musica con decine di tracce simultanee o lavora con modelli 3D complessi. Apple stessa, al lancio, ha ripetuto più volte che chi cerca più potenza dovrebbe guardare al MacBook Air — una frase che avrebbe avuto tutt’altro significato qualche anno fa, quando era proprio l’Air a essere considerato la scelta di compromesso. Chi ha esigenze più spinte ha ancora il MacBook Pro come riferimento.

Il MacBook Neo è invece il portatile che Apple non aveva mai costruito prima: un punto di ingresso reale nell’ecosistema Mac, a un prezzo che per la prima volta compete direttamente con i portatili del lato oscuro dell’informatica di fascia media. Per anni, milioni di utenti iPhone non hanno mai preso in considerazione un Mac non perché non ne apprezzassero la qualità, ma perché non erano disposti a spendere mille Euro o più per un portatile quando una soluzione da 500 € faceva comunque il lavoro. Il MacBook Neo cambia questa equazione. Non è un prodotto per chi legge recensioni tecniche approfondite; è un prodotto per chi non ha mai pensato di comprare un Mac e adesso, per la prima volta, potrebbe farlo.
E quello che troveranno è esattamente questo: un Mac vero, senza compromessi sull’esperienza, con macOS completo, tutte le app disponibili e quella sensazione di solidità e coerenza che da sempre distingue i prodotti Apple. Non è il Mac più potente, né il più ricco di funzioni. È però, quasi certamente, il Mac più importante che Apple abbia fatto da anni.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
• Prezzo di 699 € che rappresenta il vero punto di ingresso più accessibile nel mondo Mac
• Qualità costruttiva tipica Apple nonostante il posizionamento entry-level
• Design moderno e colori originali che lo differenziano dagli altri MacBook
• Chip A18 Pro molto efficiente e più che sufficiente per produttività, studio e uso quotidiano
• Ottima autonomia e funzionamento completamente silenzioso senza ventole
• Peso contenuto (1,22 kg) e buona portabilità
• Esperienza macOS completa senza limitazioni software
• Buona qualità degli altoparlanti per la categoria
• Ottima integrazione con l’ecosistema Apple (iPhone, iPad, servizi Apple)
Contro:
• Solo 8 GB di RAM nel modello base, limite per utilizzi più avanzati
• SSD più lento rispetto agli altri MacBook per via del singolo modulo NAND
• Due porte USB-C ma con specifiche diverse, scelta poco intuitiva
• Assenza di MagSafe per la ricarica
• Display solo sRGB senza True Tone e con cornici più spesse
• Tastiera senza retroilluminazione
• Touch ID assente nel modello da 699 €
• Trackpad meccanico invece del Force Touch aptico
• Non adatto a carichi professionali pesanti (video editing avanzato, 3D, sviluppo complesso)
Prezzo: €699 con SSD 256GB, €799 con SSD 512 e Touch ID, disponibile su Amazon anche in 5 rate senza interessi.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


25 commenti
Sono appena tornato dall’Apple Store, dal vivo i colori sono diversi, il giallo va più sul verde, lime esattamente. Mentre l’Indigo è molto bello. Ottima recensione.
Chip da iPhone su un laptop: mi convince a metà. Come se la cava con il multitasking pesante? Apro sempre decine di schede Safari e uso Lightroom in contemporanea. Regge?
Sostanzialemnte si comporta come il mio iMac m1 con 8GB di RAM, cioè bene per un uso non professionale. Ad esmepio, nella giornata che ho usato il Neo, ho ritocatto una decina di foto in RAW della mia Canon reflex, e i pannelli aperti in Safari sono anche più di 10, generalmente.
Domanda pratica: la porta USB-C supporta un monitor esterno 4K senza adattatori particolari? Lavoro spesso collegato a un display esterno e sarebbe fondamentale saperlo prima di acquistare.
Si, ma devi usare la porta più vicina al display.
Le porte sono indicate con simboli diversi?
No, sono identiche, bisogna sapere che quella più vicina al display è quella più potente.
E come fa uno che non legge Spider-Mac? 😀
Mi sembra di aver letto un articolo di Stefano in cui era riportato che macOS avvisi l’utente nel caso in cui utilizzi la porta sbagliata.
Ragazzi…a metà articolo è spiegato è c’è anche la schermata dell’avviso di macOS che invita a cambiare porta…
Ragazzi… era una battuta!
Pro Spider-Mac
Uso un MacBook Air M1 dal 2021 e funziona ancora benissimo. Onestamente non sento il bisogno di cambiare, ma 699 € per un Mac nuovo fa sempre riflettere…
Questa recensione ha confermato ciò che pensavo del MacBook Neo dal momento dell’annuncio delle sue caratteristiche.
Concordo con quasi tutti gli aspetti positivi evidenziati da Stefano.
Ma ci sono due aspetti negativi, per me decisivi.
Il primo è la memoria. 8GB oggi sono scandalosamente pochi, oserei dire insufficienti, anche per un utente minimal.
La memoria è molto molto molto più importante del processore.
Se hai un processore che è ultra-performante e hai poca memoria, durante l’uso quotidiano ti capiterà tantissime volte che il tuo Sistema Operativo sarà costretto a fare swap sul disco, basta che tu apra due o tre applicazioni (in alcuni casi anche solo una) e quindi sarà come avere un processore lento.
Se, invece, hai un processore come quello del Neo, ma hai memoria sufficiente a far girare qualche applicazione senza effettuare swap, il processore potrà andare al suo massimo, che sarà anche poco, ma abbondantemente sufficiente per QUASI tutti gli utenti.
La seconda cosa è la mancanza della retroilluminazione della tastiera.
Mi rendo conto che questa è una cosa soggettiva, ma per me è una discriminante.
Lavoro con il MacBook principalmente di notte e in penombra, quindi la tastiera illuminata mi è indispensabile.
Capisco che Apple dovesse risparmiare da qualche parte (tante parti) per arrivare a completare questo progetto, ma…
In conclusione penso che il MacBook Neo non sia attrattivo per chi viene da un altro MacBook, ma penso che invece avrà un grande successo per chi deciderà di passare al Mac o comunque dovrà comprare il suo primo portatile.
Dal momento che è davvero bellissimo esteticamente, per questi ultimi utenti sarà davvero irresistibile.
Io lo vedo ottimo anche per chi cerca un secondo Mac. Buono anche da portare in giro senza troppi “patemi” 🙂
Potrebbe sembrare una domanda sciocca (probabilmente lo è ^_^)… qualcuno sa se il colore Indigo, che è quello che probabilmente sceglierei, ha il “difetto” del colore Midnight degli Air? Se in pratica evidenzia troppo le impronte e quindi appare facilmente “sporco”. Grazie
Oltre alla recensione eccellente di Stefano, consiglio vivamente di guardare il video di un certo Galeazzi a chi è ancora indeciso sulle caratteristiche del Neo
Le recensioni di Galeazzi non sono tecniche: “è molto bello, è molto veloce, è molto nuovo”, in pratica è un banale elenco delle caratteristiche senza che vi sia uan critica oggettiva. Del resto da uno che recensisce dagli aspirapolveri alle Ferrari non è che puoi aspettarti tutte questa competenza.
Io continuo a non capire l’assurda scelta di non includere il Touch ID nel modello base. Ormai è uno standard. Come fai a farne a meno ? Per una questione di sicurezza e di comodità nel non mettere tutte le volte la password a mano. Boh !
Da qualche parte dovevano pur risparmiare e poi se hai l’Apple Watch dovresti risolvere.
Si confermo, bisogna inserire la password di sblocco solo la prima volta che si accede, poi l’uscita dallo stop è automatica avvicinandosi con l’Apple Watch e anche le altre password si inseriscono premendo due volte il tasto laterale dell’orologio. Chi ha l’Apple Watch non sentirà la mancanza del Touch ID.
Scusa Stefano ma perché in italia dobbiamo pagarlo 800 dollari quando in US ne costa 600?
In Italia costa €700. I prezzi americani sono senza IVA (tasse) perchè variano da Stato a Stato.
Ciao Stefano, come ti trovi con il tuo dopo giorni di utilizzo non professionale? Il mio arriva lunedì, ma ho dei dubbi dopo aver visto dei video. Lo userò per lavoro: office, e-mail, PDF, offerte, Word, ecc. Con 200€ in più c’è l’Air M4 in offerta, ma non mi serve troppa potenza perché ho già il MacBook 16 M1. Il Neo è la scelta giusta o meglio l’Air 13 M4? Grazie.
Con poco più di 1.000 Eur vai di Air M5 che è già disponibile su negozi in rete ed è già con 512 Gb di HD, 16 Gb di RAM, Mag-Safe e con un M5 attualissimo e velocissimo…
Io ho preso questo per il tuo identico uso di utilizzo.
@ Cralo 65: il Neo si sta domostrando nettamente più veloce rispetto al mio iMac M1 che utilizzo tutti i giorno per 10-16 ore e mi diletto nel fotoritocco con Photoshop, nell’editing video con FCP e da poco, volendo lanciare un Spider-Podcast, anche con Logic Pro. Per le mie esigenze mi serve un 27″, per questo spero in un iMac neo 😉🕸