Apple blocca gli aggiornamenti di AppGrid su macOS Tahoe: troppo simile al Launchpad che ha appena eliminato

Apple è finita al centro di una nuova controversia legata alle regole dell’App Store dopo aver bloccato gli aggiornamenti di AppGrid, un’app sviluppata da Attila Miklosi che riproduce l’esperienza del vecchio Launchpad, la funzione storica di macOS rimossa con l’arrivo di macOS Tahoe. La vicenda, segnalata dallo sviluppatore e riportata dal blogger Michael Tsai, evidenzia una situazione paradossale: l’app è ancora disponibile sullo store e continua a essere venduta, ma Apple impedisce qualsiasi aggiornamento sostenendo che l’interfaccia sia troppo simile a una propria funzione ormai dismessa.
Con la scomparsa di Launchpad da macOS Tahoe, molti utenti hanno iniziato a cercare soluzioni alternative per mantenere una visualizzazione a griglia delle applicazioni installate. In questo contesto si è rapidamente diffusa AppGrid, che promette di ripristinare proprio quell’esperienza con una griglia classica per sfogliare, organizzare e avviare le app, offrendo funzionalità di base gratuite e strumenti avanzati opzionali a pagamento. Nonostante il buon riscontro iniziale, gli utenti più attenti avevano notato l’assenza di aggiornamenti negli ultimi quattro mesi, una situazione che ora trova spiegazione nelle restrizioni imposte da Apple.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Miklosi, Apple avrebbe bloccato ogni nuovo aggiornamento circa tre mesi dopo la pubblicazione, motivando la decisione con l’eccessiva somiglianza con Launchpad, proprio la funzione che aveva appena rimosso dal sistema operativo. Lo sviluppatore afferma di aver presentato più ricorsi senza successo, fino a decidere di rinunciare. Ancora più singolare, secondo Miklosi, è il fatto che Apple non abbia rimosso l’app dallo store, lasciandola invece in una sorta di stato “zombie”: il software continua a essere venduto e Apple continua a incassare la sua commissione del 30%, ma lo sviluppatore non può correggere bug, introdurre nuove funzioni o rispondere alla concorrenza.
La questione si inserisce anche nel contesto delle linee guida dell’App Store, che vietano agli sviluppatori di creare applicazioni troppo simili ai prodotti o alle interfacce Apple esistenti. Proprio il termine “esistenti”, però, rappresenta il punto controverso della vicenda, dal momento che Launchpad non fa più parte del sistema operativo. Apple avrebbe comunque comunicato allo sviluppatore che gli aggiornamenti sarebbero stati approvati solo a condizione di modificare sensibilmente l’aspetto dell’app per differenziarla dal design originale. Una richiesta che Miklosi ha deciso di non accettare, sostenendo che migliaia di utenti avevano acquistato il software proprio per la sua fedeltà all’esperienza Launchpad.
Come soluzione alternativa, lo sviluppatore ha iniziato a distribuire una versione parallela di AppGrid al di fuori dell’App Store. Questa edizione include anche funzionalità che normalmente non sarebbero consentite nello store ufficiale Apple, come l’attivazione tramite angoli con ritardo o gesture di pinch sul trackpad, ampliando così le possibilità di personalizzazione per gli utenti più esperti. La vicenda riaccende così il dibattito sul controllo esercitato da Apple sull’ecosistema macOS e sulle limitazioni imposte agli sviluppatori anche quando cercano di colmare i vuoti lasciati dalle scelte della stessa azienda.


3 commenti
Penso di non aver mai usato Launchpad
Neanche io
launch che?