Tim Cook cita Steve Jobs e mantiene il segreto sugli smart glasses Apple: “Non puoi avere una nave che perde dall’alto”

Nel corso di una recente intervista video pubblicata dal Wall Street Journal, Tim Cook – CEO di Apple – ha offerto un momento tanto breve quanto significativo per comprendere la filosofia dell’azienda sul segreto industriale e sui prodotti futuri. Alla domanda sui possibili sviluppi nel settore degli smart glasses (occhiali intelligenti), Cook ha risposto con una battuta che richiama direttamente una celebre osservazione di Steve Jobs, sottolineando ancora una volta quanto la cultura aziendale di Cupertino sia rimasta fedele alle sue origini.
Durante la conversazione, il columnist del WSJ Ben Cohen ha chiesto a Cook quali fossero i piani di Apple nel campo degli occhiali intelligenti. La risposta del CEO è arrivata accompagnata da una risata: “Non posso dirlo. Non puoi avere una nave che perde dall’alto”. Una frase apparentemente semplice, ma carica di significato per chi conosce la storia della società.
L’espressione, infatti, non è nuova nel lessico Apple. Era stato proprio Steve Jobs a citarla anni prima, riferendosi addirittura a sé stesso. Nel 2007, durante una nota intervista con i giornalisti Walt Mossberg e Kara Swisher, al cofondatore di Apple venne chiesto quali evoluzioni avrebbe potuto avere negli anni successivi il cosiddetto “pocket device”, ovvero quello che oggi identifichiamo chiaramente con l’iPhone.
Jobs rispose spiegando come sia impossibile prevedere con precisione il futuro della tecnologia, anche perché l’innovazione nasce spesso dall’adozione di funzionalità che inizialmente non erano state immaginate. Citò ad esempio le mappe digitali, che qualche anno prima non avrebbe previsto su un dispositivo tascabile, ma che con il tempo sono diventate una funzione imprescindibile grazie alla diffusione e all’apprezzamento da parte degli utenti. Secondo Jobs, il vero talento nel progettare questi prodotti consiste nel trovare il giusto equilibrio tra ciò che deve essere incluso e ciò che invece è meglio lasciare fuori, un lavoro che lui stesso definiva come una vera e propria “funzione di editing”.
Quando Swisher insistette per ottenere dettagli più concreti sui progetti futuri, Jobs ammise apertamente quanto fosse importante mantenere la riservatezza sui nuovi prodotti. Fu in quel contesto che ricordò un vecchio detto interno ad Apple: “Non è curioso che una nave perda dall’alto?”. Aggiunse poi, con una punta di autoironia, che quella frase veniva usata per descrivere proprio lui quando aveva poco più di vent’anni, a testimonianza di una minore disciplina nel mantenere il riserbo.
Nella stessa intervista, Jobs fece anche riferimento a un’altra metafora legata a una nave, questa volta citando l’ex CEO Gil Amelio. Secondo quanto raccontato da Jobs, Amelio descriveva Apple come una nave con una falla nello scafo che imbarcava acqua, sostenendo che il suo compito fosse quello di rimetterla sulla giusta rotta. Un’immagine che ben rappresenta il periodo difficile attraversato dall’azienda a metà degli anni Novanta, poco prima del ritorno di Jobs e della successiva rinascita del marchio.
Il breve scambio tra Cook e il Wall Street Journal dimostra quindi come, anche a distanza di anni, Apple continui a considerare la segretezza una componente fondamentale della propria strategia. Allo stesso tempo, il richiamo a Jobs evidenzia la continuità culturale tra la gestione attuale e quella del fondatore, soprattutto quando si tratta di proteggere le informazioni sui prodotti non ancora annunciati.
Se Apple stia davvero lavorando a un proprio progetto di smart glasses resta dunque una domanda senza risposta ufficiale. Tuttavia, la reazione di Cook conferma che, almeno per ora, eventuali novità continueranno a rimanere ben custodite all’interno di quella “nave” che, per tradizione, non deve permettersi perdite dall’alto.


4 commenti
È sempre interessante vedere come Tim Cook continui a seguire la linea di Steve Jobs sulla segretezza.
Bello il richiamo storico all’intervista del 2007
Personalmente sono molto curioso di vedere se Apple entrerà davvero nel mercato degli occhiali smart e come riuscirà a differenziarsi rispetto ai concorrenti. Di solito arrivano dopo, ma cambiano le regole del gioco.
Questo è un articolo splendido, che nasce ogni venti anni.