Apple chiede documenti riservati a Samsung Corea per difendersi dall’antitrust USA

Nel marzo 2024, il Dipartimento di Giustizia americano e un gruppo di Stati hanno avviato un’azione legale contro Apple, accusandola di aver sfruttato le regole dell’App Store, le restrizioni agli sviluppatori e il controllo su funzionalità chiave dell’iPhone per soffocare la concorrenza nel mercato degli smartphone e dei servizi collegati. Dopo il tentativo fallito di Apple di ottenere l’archiviazione del caso, la causa è entrata nella fase istruttoria, quella in cui entrambe le parti si scambiano documenti, richiedono atti e raccolgono prove a supporto delle rispettive tesi.
È in questo contesto che si inserisce la nuova mossa di Apple, che ha chiesto formalmente al Tribunale di emettere una rogatoria internazionale ai sensi della Convenzione dell’Aia del 1970 sull’acquisizione di prove all’estero in materia civile e commerciale, con l’obiettivo di ottenere documenti da Samsung Electronics in Corea del Sud. La filiale americana del gruppo coreano, già raggiunta da un’ingiunzione, si è rifiutata di consegnare i materiali richiesti sostenendo che si trovano nella disponibilità esclusiva della casa madre. Apple punta ad acquisire relazioni interne, analisi di mercato e dati relativi al business di Samsung nel segmento degli smartphone, degli smartwatch e del proprio negozio di applicazioni.
La scelta dello strumento giuridico non è casuale: la Convenzione dell’Aia fornisce il meccanismo più consolidato per raccogliere prove da soggetti stranieri nell’ambito di procedimenti civili e commerciali. Vale la pena ricordare che lo stesso strumento era già tornato di attualità nei mesi scorsi, quando le autorità sudcoreane avevano respinto un’analoga richiesta avanzata da xAI nei confronti di Kakao, giudicandola eccessivamente generica. Apple ha evidentemente tenuto conto di quel precedente: il documento depositato in Tribunale dedica ampio spazio a dimostrare che la richiesta è circoscritta, specifica e direttamente collegata a questioni concrete del procedimento, cercando così di convincere sia il giudice americano sia le autorità di Seul della sua legittimità e proporzionalità. Secondo Apple, i documenti Samsung potrebbero chiarire il reale grado di concorrenza nei mercati degli smartphone e degli smartwatch, la frequenza con cui gli utenti migrano da una piattaforma all’altra e se le politiche aziendali di Cupertino abbiano prodotto gli effetti anticoncorrenziali contestati dall’accusa.
L’esito della richiesta resta tuttavia incerto su più livelli: anche qualora il Tribunale statunitense accogliesse il ricorso, le autorità sudcoreane manterrebbero piena discrezionalità nell’eseguire o meno la rogatoria, e Samsung potrebbe sollevare ulteriori obiezioni in base al diritto coreano.

