Apple cresce nel mercato computer, ma la carenza di componenti frena il settore nel 2026

Il mercato globale dei computer apre il 2026 con segnali contrastanti. Da un lato si registra una leggera crescita nelle spedizioni rispetto all’anno precedente, dall’altro emergono già le prime avvisaglie di rallentamento legate a fattori strutturali come la carenza di componenti e il peggioramento del contesto economico. In questo scenario, secondo una nuova indagine di mercato pubblicata da IDC, Apple si distingue come uno dei produttori con i risultati più solidi del trimestre.
Nel dettaglio, Apple ha spedito circa 6,2 milioni di Mac nel primo trimestre del 2026, segnando una crescita del 9,1% su base annua. Questo risultato si traduce anche in un incremento della quota di mercato, salita al 9,5% rispetto all’8,9% registrato nello stesso periodo del 2025. Numeri che confermano il buon momento dei Mac, nonostante un contesto mondiale tutt’altro che favorevole.
A fare ancora meglio, però, è stata ASUS, che ha registrato un balzo del 17,1% raggiungendo una quota del 7,2%. Nonostante queste crescite, Apple e ASUS restano rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica mondiale dei PC tradizionali, dominata da Lenovo, HP e Dell. Lenovo mantiene la leadership con 16,5 milioni di unità spedite e una crescita dell’8,6%, seguita da HP con 12,1 milioni di unità ma in calo del 4,9%, mentre Dell si posiziona terza con 10,3 milioni di unità e una crescita del 7,7%.
Al di là dei numeri, il rapporto evidenzia un cambiamento di tendenza che potrebbe influenzare l’intero 2026. La crescita registrata a inizio anno appare infatti già in rallentamento in tutte le aree geografiche, un segnale che secondo IDC riflette l’impatto crescente delle difficoltà nella catena di approvvigionamento e dell’aumento dei prezzi dei sistemi. Le carenze di componenti, in particolare delle memorie, stanno diventando un fattore critico, mettendo alla prova la capacità dei produttori di garantire continuità nelle forniture.
In questo contesto, le aziende con catene di approvvigionamento più solide e con un accesso privilegiato ai componenti chiave potrebbero ottenere un vantaggio competitivo. Allo stesso tempo, sarà determinante disporre di un portafoglio prodotti ampio, in grado di coprire diverse fasce di prezzo per rispondere a una domanda sempre più selettiva.
Per quanto riguarda Apple, i primi segnali di queste difficoltà sono già visibili. Alcune configurazioni dei Mac risultano infatti meno disponibili, soprattutto quelle con quantità elevate di memoria RAM o opzioni di personalizzazione avanzate. In alcuni casi, come per specifiche versioni di Mac Studio, i tempi di attesa possono arrivare fino a cinque mesi, un dato che riflette chiaramente le tensioni sulla produzione.
Durante l’ultima conferenza sui risultati finanziari, Apple ha mostrato fiducia nella propria capacità di gestire queste criticità, pur riconoscendo che l’impatto delle carenze — soprattutto sui margini — sarebbe stato più evidente nel trimestre di marzo. Un tema che con ogni probabilità tornerà al centro dell’attenzione nel prossimo appuntamento con i risultati finanziari, previsto per il 30 aprile.
Guardando ai mesi a venire, il mercato PC si prepara quindi ad affrontare una fase più complessa. Se da un lato Apple continua a rafforzare la propria posizione, dall’altro le incognite legate alla disponibilità dei componenti e all’andamento dei prezzi potrebbero ridisegnare gli equilibri del settore nel corso del 2026.

