Accadde oggi: Apple rilascia il suo primo computer, e inizia la rivoluzione

11 aprile 1976 Steve Jobs e Steve Wozniak iniziano la commercializzazione del primo computer Apple, che con molto poca originalità avevano deciso di chiamare Apple I.
Progettato e costruito per hobby da Woz, i computer sono venduti all’ingrosso da “Steven” Jobs. Per finanziare la loro produzione, Wozniak cede la sua calcolatrice Hewlett-Packard 65 per $500, mentre Jobs vende il suo microbus Volkswagen.
“Ho fatto questo computer… per mostrare alla gente dell’Homebrew che era possibile costruire un computer molto conveniente – un vero computer che si potesse programmare per il prezzo dell’Altair – con pochi chip.” spiegherà molto tempo dopo Wozniak nella sua autobiografia, iWoz.
Il grande merito di trasformare un hobby in un affare fu naturalmente di Steve Jobs. Nel corso del primo mese della neonata Società, Apple I fece il suo debutto all’Homebrew Computer Club di Palo Alto (California). Apple I era equipaggiato con una CPU Mos Technology 6502 di 1MHz a 8 bit in esecuzione a 1 MHz, e 4KB di memoria di serie, sebbene fosse espandibile a 8KB o 48KB tramite schede di espansione.

A differenza degli altri computer hobbystici, non verrà venduto in un kit di montaggio, ma sotto forma di scheda madre già assemblata, senza case e senza componenti. Gli acquirenti di Apple I per ottenere il computer funzionante dovevano aggiungervi un alimentatore, la tastiera, un case e un display, anche un televisore andava bene. È per questo motivo che molti Apple I si possono rinvenire alloggiati in scatole di legno.

Paul Jay Terrel, il proprietario di Bit Shop, la prima catena americana di informatica, che in seguito verrà definito da Woz come il quarto fondatore di Apple, ha un ruolo decisivo nella commercializzazione dell’Apple I. Infatti, rifiutò l’offerta iniziale di Steve Jobs che voleva vendergli il circuito stampato dell’Apple I per $40, e gli acquirenti avrebbero poi dovuto saldare i chip nelle posizioni indicate nello schema fornito, ma Terrel spiegò che la gente voleva comprare macchine completamente assemblate, così si offrì di acquistare 50 Apple I già assemblati per $500 ciascuno, anche se il pagamento sarebbe avvenuto solo al momento della consegna.
Mentre Ronald Gerald Wayne (il terzo fondatore di Apple) decise di cedere il suo 10% perché non convinto del business, Steve Jobs riuscì a ottenere un prestito di $5.000 e a persuadere i fornitori ad accettare pagamenti a 30 giorni.

In questo modo, Apple spese $15.000 in componentistica e nel garage dei genitori di Jobs (foto in alto) prese il via l’assemblaggio dei computer per soddisfare la richiesta di Terrel. Anni dopo, nel 2014, un Apple I di Steve Jobs sarà venduto all’asta per $ 905.000.


8 commenti
Bella questa rubrica Stè!! Fa sempre piacere ripercorrere le tappe che hanno portato la Apple dove è arrivata oggi!
Bella idea!
Con la morte prematura di Steve jobs purtroppo è finita la rivoluzione in Apple
Insomma… l’Apple Watch ha rivoluzionato l’industria degli orologi, poi ci sono gli AirPods, Apple continua a trasformarsi come nel suo DNA.
Certo Stefano, ma senza Jobs non è più la stessa cosa, era un trascinatore era incredibile mi ricordo quando presentò time machine,l’iPod il primo iPhone, l’iPad! Ciò malgrado continuo con i prodotti Apple,ho appena acquistato in iPad 12,9 pro e iPhone 12 pro max! Attendo i nuovi iMac per mandare in pensione il mio 27 del 2010 che continua a fare il suo sporco lavoro
Sono d’accordo – la apple ora manca di magia – ha perso oltre che un grande innovatore un vero e proprio leader capace di ispirare e coinvolgere anche con poco. Ricordo benissimo quando a Febbraio venivano illustrate le novità della suite iLife – bazzecole rispetto a quello che fa adesso la apple ma quel modo di incantare il pubblico e quella filosofia che stava dietro alle scelte di sviluppo o di produzione rendevano le innovazioni proposte da Apple delle vere e proprie chicche.
E non dimentichiamo la presentazione del primo Air tirato fuori dalla busta gialla… remember? Jobs era un genio, un istrione che anche sul palco incantava, ahimè manca adesso in Apple una figura del genere; pensavo che il suo erede fosse Jony Ive ma il tempo mi ha sconfessato, ma bisogna anche dire che attualmente non vedo in giro anche al di fuori di Apple una figura del genere, mi sa tanto che l’avanzare della tecnologia sta impoverendo la creatività della mente umana.
Jony Ive non è un soggetto emozionale
Forse Scott Forstall poteva ma sappiamo come è andata
Ci sono tanti film, opere teatrali, mostre, romanzi, attività di ogni tipo che danno molte più emozioni di una corporation