Le prime voci sull’iPad entusiasmano i fan Apple

Il Dynabook di Alan Kay
13 aprile 2005 Il mondo della tecnologia è in fermento per una voce di corridoio proveniente dall’estermo oriente ma incredibilmente affascinante: Apple stava lavorando a un computer tablet con touchscreen da 15 pollici e tastiera staccabile, che sarebbe stato prodotto da Quanta e lanciato sul mercato nel primo trimestre del 2006. Anche se le cose non andarono affatto in quel modo, quel rumor rappresentò il primo indizio concreto su un progetto che Apple stava coltivando in gran segreto: quello che, anni dopo, avrebbe preso il nome di iPad.
In realtà, l’idea di un tablet aveva da tempo affascinato Steve Jobs, anche se lui stesso, nel maggio del 2003, aveva negato pubblicamente di voler lavorare a un dispositivo del genere. Intervistato da Walt Mossberg, dichiarò: “Non abbiamo piani per fare un tablet”. Ma, l’idea di un dispositivo che fosse fondamentalmente solo uno schermo, senza elementi superflui, ben si sposava con l’amore di Jobs per il minimalismo. La fonte principale di ispirazione per lui era il concetto di Dynabook, ideato nel 1968 dall’ingegnere Alan Kay, prima presso Xerox PARC e poi, più avanti, anche in Apple. Il Dynabook era immaginato come un computer personale così semplice e intuitivo da poter essere usato persino da un bambino.
Durante il periodo in cui Jobs era lontano da Apple, furono lanciati alcuni dispositivi mobili con alcune caratteristiche da tablet, come il Newton MessagePad, che però fu poi cancellato proprio da Jobs al suo ritorno in Apple nel 1997. Nonostante ciò, all’inizio degli anni Duemila l’interesse per il formato tablet tornò a farsi sentire a Cupertino. Già nel marzo del 2004 Apple cominciò a indagare l’interesse del pubblico, contattando alcuni clienti selezionati con il pretesto di voler rilanciare il Newton. In realtà, Syeve Jobs & C. stavano solo cercando di raccogliere dati su quanto potesse esserci domanda per dispositivi mobili futuri.

Il brevetto depositato da Apple
Proprio in quel mese, un anno prima della voce di corridoio sulla collaborazione con Quanta, Apple depositò una domanda di brevetto per un “dispositivo elettronico” che presentava un design sorprendentemente simile a quello dell’iPad che sarebbe stato lanciato anni dopo. L’unica differenza era che il display sembrava più piccolo, come quello che in futuro si sarebbe visto sull’iPad mini. Nella documentazione del brevetto, figuravano come inventori sia Steve Jobs che il capo del design Apple, Jony Ive.
Nonostante l’interesse per i tablet, Apple decise di concentrare le proprie energie sullo sviluppo di un’interfaccia touch per uno smartphone, che portò alla nascita dell’iPhone. Solo successivamente l’azienda tornò a sviluppare il progetto dell’iPad. Non è mai stato chiarito se la voce del 2005 sulla produzione di un tablet con Quanta avesse un fondamento reale. È possibile che Apple stesse semplicemente cercando componenti per prototipi da assemblare nel proprio laboratorio di design industriale a Cupertino.
Tuttavia, quella voce bastò a scatenare l’entusiasmo degli appassionati e degli addetti ai lavori per l’idea di un possibile tablet targato Apple. Ci vollero altri cinque anni prima che l’iPad venisse effettivamente annunciato, ma quel rumor del 2005 segnò un primo momento in cui l’attenzione del mondo si concentrò su ciò che Apple avrebbe potuto fare con un dispositivo di questo tipo.

