Svolta legale per l’App Store: Apple perde il round decisivo contro Epic Games
Apple’s delaying tactics have come to an end! Now Epic v Apple returns to Judge Gonzales Rogers for hearings on exactly what fees Apple can charge to recoup costs of reviewing apps using competing payment methods. https://t.co/eukYzpu0dY
— Tim Sweeney (@TimSweeneyEpic) April 29, 2026
La lunga battaglia legale tra Apple e Epic Games ha appena vissuto un colpo di scena fondamentale che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui acquistiamo contenuti digitali sui nostri iPhone. La Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti ha infatti deciso di revocare la sospensione precedentemente concessa ad Apple, ribaltando una decisione che aveva temporaneamente congelato l’obbligo per Cupertino di allentare le restrizioni sui pagamenti all’interno dell’App Store.
Per comprendere la portata di questa decisione, è necessario fare un passo indietro. Soltanto poche settimane fa, la stessa corte aveva accolto la richiesta di Apple di sospendere l’applicazione di una sentenza che le imponeva di consentire agli sviluppatori di inserire link a sistemi di pagamento esterni. Apple sperava di mantenere lo status quo in attesa che la Corte Suprema esaminasse il caso, ma Epic Games non è rimasta a guardare, contestando duramente la strategia del colosso tecnologico.
La difesa di Epic si è basata su due fronti principali. Da un lato, l’azienda di Fortnite ha sostenuto di non aver avuto il tempo materiale per rispondere adeguatamente alla richiesta di sospensione di Apple. Dall’altro, ha accusato la società guidata da Tim Cook di utilizzare tattiche dilatorie per continuare a imporre quelle che definisce “commissioni spazzatura” sui pagamenti gestiti da terze parti, limitando di fatto la concorrenza e danneggiando sia i consumatori che i produttori di software.
Apple, dal canto suo, ha cercato di convincere i giudici che mantenere la sospensione avrebbe evitato inutili e costosi procedimenti nei Tribunali di grado inferiore mentre la Corte Suprema valutava il ricorso. Tuttavia, la Corte d’Appello ha infine dato ragione a Epic Games, dichiarando di essere stata persuasa dalle argomentazioni di quest’ultima. I giudici hanno sottolineato come Apple non sia riuscita a dimostrare che la Corte Suprema accetterà effettivamente il caso, né che l’eventuale proseguimento del processo possa causare un danno irreparabile all’azienda.
Nella motivazione della sentenza, la Corte ha chiarito che Apple non ha soddisfatto i requisiti necessari per ottenere un ulteriore rinvio. Secondo le norme procedurali federali, chi richiede la sospensione di un mandato deve dimostrare che il ricorso presenti una questione sostanziale e che esistano validi motivi per l’attesa. In questo caso, i giudici hanno stabilito che, anche se la Corte Suprema dovesse intervenire, i procedimenti futuri sulla questione delle commissioni rimarrebbero sostanzialmente invariati, rendendo inutile ogni ulteriore ritardo.
Subito dopo la pubblicazione della sentenza, Epic Games ha espresso soddisfazione attraverso i propri canali social, ribadendo che le attuali politiche di Apple violano la legge e penalizzano l’intero ecosistema digitale. Anche il CEO Tim Sweeney ha sottolineato l’importanza di questo traguardo nella lotta per un mercato più aperto. Resta ora da vedere come Apple reagirà a questa sconfitta e se implementerà i cambiamenti richiesti prima di un eventuale pronunciamento dell’ultimo grado di giudizio. Ciò che è certo è che il muro dell’App Store, per come lo abbiamo conosciuto finora, sta iniziando a mostrare crepe sempre più profonde.


7 commenti
Sai se Apple ha già introdotto o potrà introdurre opzioni facoltative per impedire accesso a store e modi di pagamento che non passino da Apple stessa ? Vorrei poter mantenere il livello di privacy e sicurezza anche in futuro senza rischiare anche solo involontariamente di andare su siti di cui non mi fido. Se mai dovessi farlo vorrei poter impostare millanta alert che sto uscendo dall’eco sistema Apple
Questa situazione riguarda il mercato americano. Nei Paesi UE da tempo è possibile installare app di app store terzi, non è una procedura complicata, ma sono previsti diversi passagi che escludono un errore accidentale e appare un avviso di sistema che si tratta di una procedura potenzialmente rischiosa. Per quanto riguarda i link esetrni, Spotify, ad esempio, già li prevede, ma appare un avviso che ti invita a andare direttamente sul sito Spotify Italia, non puoi completare l’acquisto dall’App Store.
Io questo mondo legale non lo capisco. L’iPhone non è uno strumento salvavita obbligatorio senza alternative, tale per cui è concepibile che si debba concedere l’accesso a fornitori alternativi per tutelare la libertà di acquisto degli utenti.
Mi sembra come se un ristorante debba obbligatoriamente fornire ai clienti piatti cucinati da altri cuochi esterni e concorrenti… e che non possa aumentare il prezzo di una bottiglia di vino rispetto al prezzo praticato da una cantina agli acquirenti diretti… o che non possa mettere una commissione se serve piatti alternativi forniti da “fornitori” esterni specializzati in specifici alimenti (p.es. Caviale importato dalla Russia o tartufo dal bosco toscano).
Concordo pienamente.
Bravo ! Ottima analogia
Sono perfettamente d’accordo.
Aggiungo una similitudine:
è come se la Mercedes fosse costretta a vendere anche Fiat (!) o Toyota…
Ma fatevi i vostri negozi e non rompete…
Scelgo Apple e iPhone, altrimenti scelgo Samsung o se non voglio Google scelgo Huawei… insomma non me lo impone il dottore…
Quando scelgo scelgo pensando ai pro e contro… se poi vogliamo dire che la massa sceglie iPhone perché si sente imposta la cosa dalla moda e quindi dobbiamo darle le alternative … mah… istruiamo la massa…