Accadde oggi: Steve Jobs attacca duramente Adobe Flash nella storica lettera aperta Thoughts on Flash

29 aprile 2010 Steve Jobs pubblica una lettera aperta intitolata Thoughts on Flash, nella quale spiegava i motivi per cui la tecnologia Flash di Adobe non sarebbe mai stata consentita sui dispositivi iOS (iPhone, iPod touch e iPad).
Nella lettera, Jobs esponeva una serie di critiche tecniche e filosofiche nei confronti di Flash: affermava che il software consumava troppa energia, causava crash frequenti, aveva prestazioni scadenti sui dispositivi mobili, era insicuro, non supportava in modo adeguato l’interazione tramite touch screen, e soprattutto costituiva un’interferenza tra la piattaforma e gli sviluppatori, poiché introduceva uno strato software di terze parti tra il sistema operativo e le applicazioni. Jobs metteva inoltre in discussione la presunta apertura della piattaforma Flash, sostenendo che in realtà si trattasse di un sistema chiuso. Infine, respingeva l’idea che i clienti Apple fossero penalizzati dalla mancanza di Flash, citando una serie di dati per dimostrare che non era più necessario per guardare video o fruire di contenuti web.
Secondo il racconto di Bob Burrough, ex manager nello sviluppo software in Apple, Jobs aveva preso in considerazione la possibilità di implementare Flash sull’iPhone, ma la decisione finale fu quella di rifiutarlo completamente. Jobs non aveva fiducia nel fatto che Adobe potesse risolvere i problemi legati alla sicurezza del software, considerandoli strutturali e persistenti.
La lettera ricevette subito grande attenzione pubblica. Il CEO di Adobe, Shantanu Narayen, definì l’intervento di Jobs un attacco straordinario e, in un’intervista al Wall Street Journal, respinse le accuse affermando che si trattava di una manovra diversiva. Sostenne che i crash menzionati da Jobs erano in realtà imputabili al sistema operativo di Apple e definì come completamente false le affermazioni relative al consumo eccessivo della batteria. Anche i media reagirono in modi diversi: Brian Chen di Wired, già nel 2009, aveva ipotizzato che la vera ragione del rifiuto di Flash da parte di Apple fosse legata a motivazioni commerciali, dal momento che la tecnologia Flash avrebbe potuto permettere l’accesso a contenuti esterni all’App Store. John Sullivan di Ars Technica concordava con Jobs nei contenuti, ma sottolineava l’ipocrisia dell’argomentazione, osservando come le stesse critiche rivolte da Apple ad Adobe potessero essere applicate anche ad Apple stessa. Dan Rayburn di Business Insider accusava apertamente Jobs di mentire, in particolare per quanto riguarda l’idea che la maggior parte dei contenuti su internet fosse già disponibile in formati alternativi a Flash.
Col passare del tempo, però, molte pubblicazioni hanno finito per dare ragione a Jobs. Nel 2012 Ryan Lawler di TechCrunch scrisse che Jobs aveva avuto ragione, ricordando come gli utenti Android avessero avuto esperienze deludenti con contenuti Flash, che risultavano spesso instabili o non funzionavano bene nemmeno su dispositivi molto potenti. Mike Isaac di Wired, nel 2011, dichiarò che nei test effettuati su diversi dispositivi compatibili con Flash erano emersi rallentamenti e crash del browser. Anche un ex dipendente Adobe riconobbe i limiti della tecnologia, affermando che Flash era esoso in termini di risorse, drenava la batteria ed era inaffidabile sui browser mobili. Kyle Wagner di Gizmodo, sempre nel 2011, scrisse che Adobe non era mai riuscita a risolvere i problemi di prestazioni, consumo energetico e sicurezza legati alla piattaforma.
Nel luglio del 2017, Adobe annunciò ufficialmente che avrebbe interrotto il supporto a Flash entro il 2020. Di fatto, però, Flash era già stato abbandonato dalla maggior parte dei siti web e nel gennaio 2021 venne ritirato definitivamente.
Oggi, Flash è poco più che un ricordo e molti utenti non ne percepiscono nemmeno l’assenza. Ma la presa di posizione pubblica di Jobs, con la pubblicazione della sua lettera nel 2010, ha avuto un impatto storico: ha accelerato il declino di una tecnologia ormai obsoleta e ha contribuito a rendere il web più sicuro, più moderno e più accessibile.


1 commenti
Nel 2010 erano già sei anni che ero devoto ad Apple e quando uscì questa lettera fui estremamente felice. Da tempo, come sviluppatore, consideravo Flash una ciofeca e un serio problema per la sicurezza e il futuro dello sviluppo web e non solo e mi sentii gratificato.