Errore 0x80010002: Windows 11 ricorda perché è meglio passare al Mac

Se state leggendo questo blog, fate parte di quella folta schiera di utenti che ogni giorno ringrazia Cupertino per l’esistenza del Mac, quindi mettetevi comodi, perché la cronaca recente dal mondo Microsoft offre il solito, tragicomico spettacolo di ordinaria disfunzione informatica.
Questa volta la commedia degli errori riguarda gli aggiornamenti di sicurezza di Windows 11, o meglio, la totale incapacità del sistema operativo di scaricarli da ormai diversi mesi.
La vicenda ha inizio con quello che doveva essere un piccolo passo avanti per Redmond. Con l’ultimo pacchetto di aggiornamenti del martedì, Microsoft ha pensato bene di centralizzare tutte le cartelle contenenti i file per il Secure Boot. Una mossa definita cruciale, dato che i vecchi certificati che garantiscono l’avvio sicuro dei PC sono ormai prossimi alla scadenza. Fin qui tutto bene, almeno sulla carta. Peccato che per installare una patch sia prima necessario riuscire a scaricarla, un dettaglio apparentemente secondario che ha gettato nel panico migliaia di utenti.
Il dramma si trascina in realtà dallo scorso marzo, quando una misteriosa epidemia ha colpito l’applicazione Impostazioni di Windows 11. Cliccando sul fatidico pulsante di ricerca degli aggiornamenti, la procedura si interrompeva bruscamente restituendo l’ormai celebre codice di errore 0x80010002. Di conseguenza, chi è incappato in questo loop non solo ha mancato l’aggiornamento di marzo, ma è rimasto tagliato fuori da tutte le patch successive, incluse quelle d’emergenza rilasciate nei mesi di aprile e maggio.
Una situazione paradossale che priva i computer dei sistemi di difesa più recenti e, ironia della sorte, anche dei nuovi certificati per il Secure Boot. Per chi osserva la scena da sponda Apple, è difficile non abbozzare un sorriso di fronte a un sistema che si scardina da solo.
Dopo mesi di silenzio e di forum intasati da utenti esasperati, Microsoft ha finalmente capitolato, ammettendo che il problema non risiede nell’integrità dei singoli PC ma è un bug interno ai propri server. La spiegazione ufficiale, emersa attraverso i canali di supporto, rasenta il ridicolo tecnologico: una recente modifica ai tempi di timeout per la richiesta dei download ha praticamente paralizzato la capacità del sistema di comunicare con la rete. In parole povere, i server Microsoft perdono la pazienza prima ancora che il PC riesca a iniziare il download.
La soluzione per ora è affidata a un meccanismo di ripristino noto come Known Issue Rollback, che dovrebbe forzare il ritorno alla normalità. Resta il fatto che, mentre nel tormentato mondo Windows si combatte ancora contro i mulini a vento di timeout errati e codici d’errore indecifrabili, chi usa un Mac continua a godersi la stabilità di aggiornamenti che semplicemente funzionano, ricordandoci perché la transizione a un ecosistema integrato sia, spesso, la scelta migliore per la propria salute mentale.


2 commenti
In effetti il mondo Microsoft è veramente “gormentato”, evidentemente al posto dei sistemisti hanno i Gormiti…
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸