Addio punture di sangue? Apple potrebbe essere finalmente vicina al monitoraggio del glucosio su Apple Watch

Il monitoraggio della glicemia senza punture di sangue è da anni uno dei progetti più ambiziosi — e più segreti — che Apple stia portando avanti. Un obiettivo che, se realizzato, trasformerebbe l’Apple Watch da smartwatch di fascia alta a dispositivo medico di massa. Secondo il sempre affidabile Mark Gurman, questo progetto potrebbe aver appena raggiunto un punto di svolta significativo.
Nella sua newsletter Power On di questo fine settimana, Gurman ha dedicato ampio spazio al futuro dell’Apple Watch, tra aggiornamenti su watchOS 27 e novità sul fronte della salute. In particolare, ha svelato un cambio di leadership interno che potrebbe dire molto sullo stato di avanzamento del progetto: la supervisione dell’iniziativa sul glucosio è passata da Tim Millet — responsabile dell’architettura delle piattaforme Apple — a Zongjian Chen, ingegnere senior alla guida dell’Advanced Technologies Group, il team che si occupa anche dello sviluppo dei modem proprietari Apple. All’interno di Cupertino, Chen è considerato una persona che porta a casa i risultati, e questo trasferimento di responsabilità viene letto da molti come un segnale che il progetto sta finalmente maturando verso una fase più concreta di sviluppo.
Le origini di questa iniziativa risalgono addirittura all’era Steve Jobs. L’obiettivo dichiarato è sviluppare sensori in grado di rilevare livelli elevati di zucchero nel sangue senza ricorrere a prelievi o punture, utilizzando invece tecnologie ottiche non invasive. Si tratta di una delle sfide ingegneristiche più complesse mai affrontate da Apple, e il fatto che il progetto sia rimasto vivo per così tanti anni è già di per sé un segnale della sua importanza strategica. Il cambio di guardia con Chen non era del tutto inatteso — era già stato menzionato la settimana scorsa in un resoconto più esteso sui riassestamenti voluti da Johny Srouji — ma il contesto in cui viene interpretato internamente ad Apple è ciò che lo rende rilevante.
È importante non farsi prendere dall’entusiasmo prematuro: questo non significa che il monitoraggio della glicemia arriverà sul prossimo Apple Watch, né su quello dell’anno prossimo. I tempi potrebbero ancora essere lunghi. Tuttavia, affidare un progetto così delicato a qualcuno con la reputazione di Chen è un segnale incoraggiante, e suggerisce che Apple sta compiendo passi concreti verso quello che fino a poco tempo fa sembrava un traguardo quasi utopico.


4 commenti
Fantastico quando sarà… meno invasivo anche del sensore sotto pelle leggibile da smartphone… ed essendo il diabete una patologia molto diffusa è un’ottima notizia per Apple ma soprattutto per gli utenti che ne sono colpiti
Anch’io faccio parte della nutrita schiera dei diabetici e sarei felicissimo di poter usare questa soluzione al momento sto utilizzando un sensore che trasmette i dati al mio iPhone anche se ultimamente ho dovuto bloccare gli aggiornamenti automatici perché pena il non utilizzo del sensore dopo aver contattato l’assistenza della ditta fornitrice mi è stato risposto che Apple sta facendo troppi aggiornamenti e loro non riescono a tenere il passo la giustificazione mi ha lasciato a dir poco perplesso chiedo se qualcuno del gruppo Sto arrivando! Qualcosa in più in merito un saluto a tutti
Ciao Paolo, non so quale sensore tu stia utilizzando.
Io sto usando il Dexcom G7, per me di gran lunga il migliore, convinzione a cui sono arrivato dopo averne provati altri (Libre di Abbott) ed il precedente Dexcom G6.
Stando a quanto dichiara Dexcom, io non dovrei usare il mio iPhone 17 Pro Max finché Dexcom stessa non lo dichiarerà compatibile.
Se parliamo poi della versione di iOS, non potremmo aggiornare chissà per quanto tempo…
Quindi se è stata Dexcom a darti quella risposta (ma se fosse stata un’altra sarebbe uguale), in realtà vogliono solo coprire la loro lentezza (inefficienza?) nell’adeguarsi sia all’hardware che al software nuovi, condizionando o addirittura bloccando gli utenti dei loro prodotti.
Io ho fatto una ricerca per vedere se altri utenti coraggiosi avessero riscontrato problemi con le nuove versioni e ho sempre trovato risposte tranquillizzanti.
Così ho deciso di ignorare queste prescrizioni che penso siano solo precauzionali per la ditta e uso felicemente il sensore con l’ultima versione di iPhone e di iOS disponibile.
In Italia sembra che vi siano 6 milioni di diabetici ( e secondo me altrettanti che non lo sanno o non lo vogliono sapere.) Oltre alla straordinaria soluzione diagnostica non invasiva, è un affare di proporzioni gigantesche. Pensate al mercato statunitense famoso per la dieta mediterranea, che non sa nemmeno cosa sia.