Ferrari Luce: l’eleganza elettrica incontra la filosofia del design Apple

Il Cavallino Rampante scrive una nuova e storica pagina della sua leggenda svelando al mondo la Ferrari Luce, la prima vettura interamente elettrica della casa di Maranello. Non si tratta semplicemente di una rivoluzione tecnologica legata alla propulsione a zero emissioni, ma di un progetto che unisce l’eccellenza ingegneristica italiana con la storia del design contemporaneo. La vettura è stata infatti sviluppata in stretta sinergia con LoveFrom, lo studio di Jony Ive, celeberrimo ex capo del design di Apple, e Marc Newson.

La collaborazione ha dato vita a undesign unico e coerente, capace di fondere l’esterno, l’abitacolo e l’interfaccia digitale sotto il segno della massima chiarezza e di una raffinata semplicità. Le linee esterne della Ferrari Luce si distinguono per un profilo incredibilmente fluido, continuo e privo di interruzioni. La silhouette ricorda la naturalezza di una conchiglia protettiva, impreziosita da elementi aerodinamici d’avanguardia come le ali anteriori e posteriori fluttuanti, che ottimizzano i flussi d’aria senza sporcare la purezza del disegno complessivo.

Se l’esterno evoca fluidità, l’abitacolo della Luce celebra il perfetto connubio tra passato e futuro. Gli occupanti sono accolti da una configurazione a quattro porte e cinque posti, una scelta che ridefinisce il concetto di abitabilità per una supercar di Maranello. All’interno, l’esperienza tattile e visiva è straordinaria: i comandi digitali multifunzione si integrano perfettamente con pulsanti, manopole e selettori meccanici lavorati ad altissima precisione, mantenendo vivo il feeling analogico tanto amato dai puristi della guida. L’attenzione alla sostenibilità emerge anche nei dettagli più nobili, come il volante a tre razze, interamente ricavato dal pieno partendo da alluminio riciclato al cento per cento.

Sotto la carrozzeria mozzafiato si nasconde un comparto tecnico impressionante. La Ferrari Luce è spinta da ben quattro motori elettrici indipendenti in grado di sprigionare una potenza complessiva di ben 1.035 cavalli. Ad alimentare questo powertrain provvede un pacco batterie ad altissima capacità da 122 chilowattora. I dati dichiarati da Maranello confermano che il passaggio all’elettrico non ha scalfito il DNA sportivo del marchio: lo scatto da zero a cento chilometri orari viene bruciato in appena due secondi e mezzo, garantendo accelerazioni brucianti in linea con le più prestazionali hypercar termiche del pianeta.

La modernità della vettura si riflette anche nella sua gestione quotidiana, affidata a un’applicazione mobile dedicata per smartphone. Attraverso questa interfaccia, i fortunati proprietari possono monitorare costantemente lo stato del veicolo, gestire le sessioni di ricarica della batteria e regolare a distanza la climatizzazione dell’abitacolo prima di salire a bordo. Il debutto sul mercato europeo è previsto con l’inizio della produzione alla fine del 2026, con un prezzo di listino che partirà da 550.000 euro. Il lancio sul mercato statunitense avverrà successivamente, nel corso del secondo trimestre del 2027.

La nascita della Ferrari Luce porta con sé un’inevitabile ironia della sorte che gli appassionati di tecnologia avranno subito colto. Per oltre dieci anni si è fatto un gran parlare del misterioso Project Titan, il piano segreto con cui Apple intendeva lanciare sul mercato il proprio veicolo elettrico proprietario. Quel progetto, rimasto sempre nel limbo delle indiscrezioni e dei prototipi mai svelati, è stato definitivamente cancellato lo scorso anno dai vertici di Cupertino. Oggi, quella stessa visione minimalista e rivoluzionaria che avrebbe dovuto caratterizzare l’auto della mela morsicata trova la sua massima espressione proprio sulla carrozzeria e negli interni della prima supercar elettrica firmata Ferrari.


42 commenti
A leggere i commenti su vari siti e forum di appassionati, pare essere considerata la Ferrari più brutta di sempre. Ed è un coro unanime.
Per me è un obbrobrio, salvo solo il volante
Sperando che un giorno la vendano a rate su Amazon, vorrei capire: una Ferrari è brutta perché non ricorda una Ferrari?
Non stiamo parlando dell’ennesima coupé — per quanto splendida — uscita da Maranello. Qui si mette sottosopra tutto ciò che, fino a oggi, è stato il concetto stesso di automobile: per me questo è lo stato dell’arte di un’idea di auto mai vista prima d’ora.
Se avessero disegnato una semplice berlinetta elettrica, qualcuno ne avrebbe parlato più di tanto? Certo, lo stile lascia interdetti: la “bocca da squalo”, che convoglia il flusso aerodinamico sopra il parabrezza accompagnando l’aria fino allo spoiler posteriore (per non parlare delle spazzole del parabrezza fissate quasi come deflettori), può destabilizzare i normali riferimenti estetici, ma… quanta roba c’è in questa vettura, visibile o nascosta, che è semplicemente strabiliante?
Ferrari si è spinta, con coraggio, oltre i limiti e ridurre tutto a “è bella” o “è brutta” mi sembra riduttivo e limitante. Il lavoro dietro quest’auto dev’essere stato enorme e poi, sinceramente, nella noiosa pletora di vetture fatte con lo stampino e prive di personalità, ben venga qualcosa di “brutto” che rompa la monotonia del “sono tutte uguali”.
Credo ci siano cose che non vadano rivoluzionate, perché nella loro tradizione e coerenza trovano il loro appeal.
Il lato tecnico non lo discuto, di sicuro è il massimo che la tecnologia elettrica abbinata all’automotive può offrire.
Stilisticamente non si può e non si deve considerare una Ferrari perché Ferrari stessa ha dei canoni che possono essere rivoluzionati senza tradire la storia.
E’ come se andassimo in San Pietro e, presi da un momento di rinnovamento, decidessimo di imbiancare tutto perché così “c’è più luce”.
Ovviamente la mia è una provocazione, ma con le dovute proporzioni io la vedo così.
No, Ferrari ed il suo stile non si toccano.
Ripeto, la tecnica sarà sicuramente sopraffina in perfetto stile Ferrari.
E’ l’Apple Car, questo è quello che avrebbe dovuto essere il progetto Titan liberato dalle catene dei limiti di una azienda come Apple che non sa nulla di auto, e dato in mano tutto a Ive senza limiti veri di budget.
Luca
Un auto è brutta quando oggettivamente è brutta anche se ha lo stemma del cavallino rampante, questa Luce a partire dal nome è oggettivamente brutta
Ahimè, non sempre il nome è garanzia e sinonimo automatico di bellezza.
a tutti può capitare di calpestare una m….., anche al buon Ive( e a Newson), che forse è a suo agio più nel disegnare device elettronici che automobili
Esterni: inspiegabili e anonimi.
Interni: pare una utilitaria. il maniglione sul display è vergognoso.
Non è un caso che il titolo sia precipitato e che ci sia un coro quasi bulgaro di sgomento tra gli appassionati del marchio
Questo al di là delle, immagino, straordinarie qualità tecnico-meccaniche,
LBNL: di italianità in questo prodotto c’è ben poco.
Cit: Speravo de morì prima ^__^
io la trovo stupenda.
Fenomenale. Bellezza e bruttezza sono categorie dello spirito.
Se guardate i render dell’Apple Car del 2016-2017 noterete qualcosa in comune…
ovvio…è lei
In linea con la storia di Ferrari, la tradizione è un concetto reazionario destinato ad essere rivoluzionato costantemente.
per la ferrari era tradizione il motore anteriore, quello V12 aspirato, i fari a scomparsa o quelli tondi posteriori, il rosso, il cambio manuale e i due posti secchi e poi… chissà quante altre cose.
Il core business della ferrari non è la ferrari luce che andrà in mano a pochi fortunati facoltosi ma è un passo per un futuro prossimo che, come fa apple in un altro settore, sicuramente farà adepti e ammiratori.
E’ a mio nodo di vedere qualcosa di unico e stupendo.
L’essenza della modernità e della storia di un Marchio unico fusi insieme.
Non si smette di guardarla, dentro e fuori.
Può non piacere, alcuni la denigrano, esattamente come facevano quelli che ferravano i cavalli quando uscirono le prime automobili.
Si vede che c’è la mano di Jony Ive, e, no, non è un complimento
Ferrari Luce: un’auto talmente “rivoluzionaria” che perfino Luca Cordero di Montezemolo oggi storce il naso. Lui, che ha guidato Ferrari nei suoi anni d’oro, sul tema è sempre stato chiarissimo: una Ferrari elettrica, per come la vede lui, non può esistere. Arriva perfino a dire che “nemmeno sotto farmaci” realizzerebbe una cosa del genere. E forse è proprio qui il punto: c’è un abisso tra l’idea storica di Ferrari e una supercar a batteria che somiglia più a un prodotto tech che a un’auto con un’anima.
Ad ognuno il suo mestiere. Jony Ive sa disegnare tecnologia come pochi altri al mondo: un iPhone, un ecosistema Apple, un’estetica minimalista diventata iconica. Ma volersi sostituire ad un Pininfarina è un’altra cosa. Pininfarina non si è limitato a disegnare automobili: per decenni ha dato forma all’identità Ferrari, firmando alcune delle vetture più belle della sua storia. Linee, proporzioni, eleganza, carattere. La Luce invece sembra più un esercizio di stile da concept car: un oggetto pensato per stupire nei render e sui social più che per emozionare davvero su strada.
Ferrari oggi vuole essere anche lifestyle, tecnologia, futuro. Ed è comprensibile: il mercato cambia e bisogna evolversi. Ma quando vengono meno il carattere selvaggio, il sound del motore, quella sensazione viscerale che ti prende appena giri la chiave, viene naturale chiedersi cosa resti davvero. Restano i numeri: 1.000 CV, lo 0-100 in 2,5 secondi, oltre 500 km di autonomia. Ma i numeri non bastano. Ferrari non è mai stata soltanto prestazione: è sempre stata emozione.
Ed è qui che Montezemolo centra il punto. Non è una questione di motore termico contro elettrico. È una questione di identità. E la Luce, per quanto tecnicamente affascinante, dà più la sensazione di una Ferrari che rischia di smarrire sé stessa che di una Ferrari capace di reinventarsi restando fedele alla propria anima.
Capisco perfettamente la nostalgia per il sound e la tradizione, ma Ferrari non ha mai smesso di innovare, e la Luce ne è la prova. Montezemolo ha fatto la storia, ma la storia si scrive guardando avanti, non nello specchio retrovisore.
L’anima di una Ferrari non è legata solo ai cilindri, ma all’emozione, alla tecnologia all’avanguardia e alla capacità di stupire. Jony Ive non sta sostituendo Pininfarina; sta portando il design del Cavallino in un’era in cui l’aerodinamica, i flussi digitali e l’estetica futuristica sono i nuovi parametri del lusso.
La prestazione pura e l’emozione viscerale ci saranno ancora, semplicemente espresse in una forma mai vista prima. La Luce non fa smarrire l’identità Ferrari: la proietta nel futuro prima di chiunque altro.
Secondo me l’hanno pensata anche per un mercato cinese.
Comunque non è brutta semplicemente non richiama molto l’estetica di una Ferrari, però per gli interni si.
si rischia di distrugger un marchio, mi dispiace moltissimo.
Spero almeno si tolga il cavallino da quella macchina.
ed è di sicuro una macchina che i cinesi non ci copieranno!.
citazione di Luca Cordero di montezemolo.
la ferrari più brutta di sempre. Se fosse una Tesla potrebbe anche essere considerata carina ma guardandola come una Ferrari si allontana un mondo e non sembra piacere a molte persone :-D. terribile
🤢
Oggettivamente non è brutta, anzi è all’avanguardia dentro e fuori, ma quel design non lascia a bocca aperta come ci si aspetta da una Ferrari, ecco il problema, per quanto bella possa essere manca di qualcosa. C’è un caso storico riguardo a questo concetto, la Fiat Dino Spider, auto bellissima in termini assoluti, ma quel design fu rifiutato da Ferrari perché mancava del “giusto mordente”, mordente che du una Fiat non era così necessario per cui entrò in produzione. In questo caso questa valutazione non è stata fatta.
E’ una FERRARI, e in quanto tale dovrebbe mantenere un certo status, anche considerato il prezzo d’acquisto. se non ci fosse il marchio del cavallino rampante parrebbe una cinesata o una Tesla qualsiasi. Da amante del cavallino rampante, oltreche ultraventennale fan boy della mela morsicata, trovo malamente riuscito questo connubio ferrari-Ive, dopodichè probabilmente questa auto finirà nei garage di qualche sultano o maharajah che dell’estetica poco si cura e neanche della meccanica per cui amen, la Ferrari continuerà a vendere a pezzi esagerati e a pochissimi eletti i suoi prodotti. Ma sinceramente io un’alzaata generale di scudi contro un modello di GìFerrari, in 60 anni non l’avevo mai visto. Comprendo perfettamente MOntezemolo di cui si potrà dire qualsiasi cosa, ma non che NON abbia un cuore rossoferrari
Montezemolo?
OK ora ho letto quello che ha detto
Prima o poi capita a tutti di produrre una “Multipla”
sì ma la multipla almeno era funzionale, il
design brutto serviva a qualcosa
-8,37% in Borsa oggi…
In un’intervista rilasciata poche ore fa, Luca Montezemolo ha suggerito di rimuovere il logo del cavallino rampante da questa autovettura. Capisco che possa piacere a qualcuno, ma personalmente non la trovo particolarmente bella. Non mi sembra proprio in linea con lo stile classico della FERRARI.
la cosa che fa più specie è che abbia superato tutte le fasi pre approvazione e nessuno abbia fermato questo scempio,
non è che te ne salti fuori una mattina col progetto e vai in produzione.
Dissero la stessa cosa alla fine degli anni 60, del beaubourg di Piano e Rogers a Parigi. Ogni rottura rivoluzionaria con schemi stantii e tradizionali, provoca reazioni scomposte di vecchie cariatidi. Poi la storia, come sempre prende la sua rivincita.
dissero la stessa cosa anche della Arna, della Duna e della Multipla per citarne qualcuna della stessa famiglia, e ahimè continuano a dirlo. Diciamo che c’è differenza tra rotture rivoluzionarie e rotture semplici…^__^
Come fece Steve Ballmer nel 2007 a proposito dell’iPhone…
guarda potremmo andare avanti con questo giochino fino all’eternità, se ti diverte. Rimane il fatto ineludibile che come componentistica ed elettronica è simile, se non inferiore alla Tesla , ma mentre una costa 95.000 euro, l’altra supererà i 600.000 euro. Stilisticamente è oggettivamente “brutta”. Anteriiormente sembra una multipla, posteriormente non si capisce… il mercato l’ha bocciata senza appello. Nei vari forum di appassionati del cavallino rampante la delusione e l’amarezza sono palesi e generalizzati. Le critiche sul centro studi Ferrari e sull’ing. Manzoni sono molteplici, ma in realtà sembra che loro abbiano più volte criticato il progetto di J.Ive, ma che la dirigenza abbia tirato dritto ( SIC). Gli avversari la stanno ridicolizzando e si sprecano i meme, Alcuni sono davvero divertenti, come la ricarica elettrica del tipo magic mouse(Ive docet).
Dopodichè il mondo è bello perchè vario e c’è spazio per tutti, giusto che a qualcuno piaccia,
In realtà rispondevo a Barbarroja, rafforzando quello che ha scritto con un altro esempio più vicino a noi di questo sito…
Pardon ma il tuo commento non lo avevo nemmeno considerato…
Peace & Love
certo, certo…Peace and love
a furia di guardarla, sembra meno brutta di quanto mi sembrasse subito, chissà…
Fino ad ora il passaggio dall’endotermico all’elettrico è stato fatto partendo da l’auto tradizionale e sostituendo la propulsione (da termico ad elettrico ) ed il vettore energetico (carburante verso batteria). Molto spesso pianali, sospensioni, distribuzione, e sistema di trazione erano tutti riciclati dalla vecchia tecnologia… perché era la strada più facile in quanto collaudata. Non era più necessario un cofano dove piazzare un motore… ma sai il casino a riprogettare un auto per i crash test totalmente diversa?
Per quello che ho capito questa Ferrari è stata riprogettata totalmente in funzione dell’elettrico… Molte delle forme delle Ferrari tradizionali dovevano contemplare un aereodinamica funzionale anche al raffreddamento (motori e freni)… qui serve meno (altissimo rendimento del motore elettrico e recupero energetico in frenata: limitazione al massimo del calore).
Ci vuole molto più coraggio a cambiare che scopiazzare se stessi.
Ricordo che (spesso) l’essenziale è invisibile agli occhi!
Bel commento , mi piace tutto di quello che hai detto, basta notare i tergicristalli dove li hanno posizionati per capire che hanno dovuto ripensarla da zero.
Centrato in pieno. La vera rivoluzione della Luce non è solo il motore elettrico, ma il fatto di aver ripensato l’intera architettura dell’auto da un foglio bianco.
Mentre altri costruttori si sono limitati a fare “addestramento” adattando vecchi pianali termici, Ferrari ha avuto il coraggio di osare. Liberarsi dai vincoli fisici dei radiatori e degli ingombri tradizionali ha permesso di plasmare forme aerodinamiche pure che prima erano semplicemente impossibili.
Non è un tradimento del passato, è pura avanguardia: l’innovazione invisibile sotto la carrozzeria che ridefinisce il concetto stesso di supercar. È esattamente così che si scrive il futuro.
Ma lasciate perdere… è una schifezza: una Smart taroccata… Forme sbagliate che con il design italiano non c’entrano proprio nulla!
Se si parte dal presupposto che una vettura bella debba essere una riproduzione di qualcosa che abbiamo già visto, perché ciò che è familiare rassicura, allora sì: avete ragione, è una schifezza.
Eppure in passato sono state bollate come “schifezze” anche altre auto poi rivalutate proprio per la loro particolarità. La tanto vituperata Multipla ne è un esempio (anche se, lo ammetto, fino a farmi apprezzare Duna e Arna non ci sono ancora arrivato).
Questa macchina, però, non è una Roma o altro modello ricarrozzato: è stata pensata da zero. Ogni scelta nasce da esigenze precise: miglior coefficiente aerodinamico, raffreddamento ottimizzato e tutto il resto. Anche gli interni, probabilmente, se non fossero stati associati allo studio di Ive, sarebbero stati descritti come un esercizio di avanguardia riuscito, anziché diventare terreno per meme che la paragonano ai prodotti Apple.
Montezemolo non è d’accordo? Con tutto il rispetto, stiamo parlando di una persona di 70-80 anni con un proprio gusto e una propria visione estetica. Non è il Vangelo.
Elkann sta distruggendo le fabbriche italiane, come sostiene Calenda? È una discussione legittima, e forse anche fondata, ma faccio fatica a credere che i designer di Maranello abbiano deliberatamente deciso di creare una Ferrari brutta per accelerare la chiusura degli stabilimenti.
E poi facciamoci una domanda: se avessero semplicemente preso una Ferrari a benzina, sostituito il motore con uno elettrico e lasciato tutto il resto identico, sarebbe stata accolta meglio? Probabilmente sì. Sarebbe stata una scelta più coraggiosa? Non credo.
Quindi continuate pure a parlarne male. Sempre pubblicità è. E magari il “popolo bove”, col tempo, finirà per convincersi che quella visione aveva una sua logica. Anche se, ahimè, resterà appannaggio di pochi eletti.
No no, è proprio brutta a prescindere. Il design italiano venduto agli americani si traduce nella luce. Se poi vogliamo fare un trattato economico su cosa hanno fatto gli Agnelli/Elkann alla produzione di macchine con marchio italiano, lascio il verdetto ai posteri. A me, ‘sta macchina, non piace punto.
L’unico che sta realmente godendo è Tim Cook. L’ha sfiorata e per fortuna sua l’ha fatta la Ferrari e non Apple. Non sarebbe stato un flop da 3/4 mila euro tipo l’occhialone che però in medicina e settori specifici ha il suo perché, qua era un abisso da 100mila euro/dollari a botta. Come minimo, visto le loro politiche dei prezzi. A Ferrari importa poco, le venderanno come Apple ha venduto l’Apple Watch in oro. Robe inutili per gente inutile ma piena di soldi all’inverosimile. E poi smuove il mercato dei commenti come neanche il Fold pv.
A parer mio e in tutta sincerità anche se avessi i soldi per acquistarla non la comprerei mai. Se dovessi vederla in giro rischierei di confonderla con una delle tante auto elettriche in commercio. Della Ferrari non ha niente però se si dovesse ribaltare potrei pensare che sia un grosso mouse o un insetto di grandissime dimensioni. Sicuramente non è una auto che fa sognare.