Ferrari Luce divide il web, ma gli interni disegnati da Jony Ive sono geniali

Ferrari è finita al centro delle discussioni online con la presentazione della Luce, la prima auto completamente elettrica del marchio di Maranello. Se da una parte il design esterno ha lasciato molti appassionati perplessi, dall’altra gli interni stanno ricevendo elogi quasi unanimi, soprattutto per il lavoro svolto da LoveFrom, lo studio di design fondato da Jony Ive e Marc Newson.

Sui social e nei forum dedicati alle supercar il dibattito è acceso. Alcuni utenti hanno ironizzato sull’aspetto della vettura, sostenendo che sembri “un incrocio tra una Polestar e una Prius”, mentre altri ritengono che Ferrari abbia avuto il coraggio di evitare le forme anonime e levigate che caratterizzano molte auto elettriche moderne. In effetti, osservando la storia del marchio, modelli iconici come la Ferrari F40 hanno sempre fatto leva su linee spigolose e aggressive. La Luce rompe con il passato, ma senza rinunciare del tutto a quell’identità forte che ha reso Ferrari immediatamente riconoscibile.

La vera sorpresa, però, si trova nell’abitacolo. In un’epoca in cui molti costruttori stanno trasformando le auto in enormi tablet su ruote, Ferrari sembra aver scelto una strada diversa. Gli interni della Luce cercano infatti un equilibrio tra digitale e fisico, recuperando il piacere tattile dei controlli tradizionali senza rinunciare alla tecnologia moderna. Il risultato è un ambiente minimalista ma ricco di dettagli raffinati, dove pulsanti, levette, manopole rotanti e interruttori fisici diventano protagonisti dell’esperienza di guida.

È proprio questo approccio ad aver colpito molti osservatori. Negli ultimi anni numerose auto elettriche hanno puntato quasi esclusivamente sui touchscreen, seguendo la filosofia resa popolare da Tesla. Tuttavia, non tutti gli utenti apprezzano l’idea di dover gestire ogni funzione tramite schermo. Ferrari sembra aver interpretato questa stanchezza proponendo un’interfaccia più “umana”, dove i controlli fisici non sono soltanto funzionali ma diventano anche elementi di design.

Ogni comando della Luce appare progettato per essere toccato e utilizzato con piacere. La console centrale, i selettori e persino i dettagli della plancia trasmettono una sensazione di artigianalità rara nel panorama automotive attuale. Anche il display centrale integrato nel cruscotto evita l’effetto “tablet appoggiato” visto su molte concorrenti, riuscendo invece a fondersi armoniosamente con il resto dell’abitacolo.
LoveFrom ha curato persino la tipografia dedicata alla vettura, chiamata “LF Maranello”, scelta che conferma quanto il progetto sia stato sviluppato con un’attenzione quasi ossessiva ai dettagli. È un approccio che richiama inevitabilmente il passato di Jony Ive in Apple, dove design hardware, software e interazione utente erano parte di una visione unitaria.

Naturalmente non tutto convince. Alcuni controlli ricordano soluzioni già viste altrove, come i pulsanti per l’apertura delle portiere simili a quelli adottati da Tesla, spesso criticati per la scarsa intuitività. Inoltre, il prezzo di partenza della Luce — circa 550.000 € — la rende un oggetto destinato a pochissimi clienti. Ed è forse questo uno degli aspetti più discussi: molte delle idee introdotte da Ferrari e LoveFrom sembrano talmente riuscite da meritare una diffusione molto più ampia, magari su modelli elettrici più accessibili.

Resta però un dato evidente: tutti stanno parlando della Ferrari Luce. E anche se il design esterno continuerà probabilmente a dividere gli appassionati, gli interni potrebbero influenzare il futuro dell’automobile molto più di quanto sembri oggi. Se altri costruttori inizieranno a riprendere questa combinazione di controlli fisici e interfacce digitali, la controversa Ferrari elettrica potrebbe trasformarsi col tempo in un nuovo punto di riferimento per il settore.



17 commenti
E’ già un punto di riferimento.
Le Ferrari devono trasmettere, già con il loro aspetto, emozione. La Testarossa, quelle poche volte che mi è capitato di vederla in giro, ma persino a vederla in foto e come modellino, mi dà un tuffo al cuore. Questa no: è fredda e anonima.
Sul geniali lascerei al futuro l’ardua sentenza. Così rischia di diventare solo un sfida di campanile.
Nessuno riprenderà i controlli fisici. Sulle vetture luxury i design e i costruttori verrebbero tacciati di copia, sulle vetture più comuni non ci sono i margini economici per questa sofisticata operazione.
In realtà è in atto un ritorno ai pulsanti fisici sulle auto di ogni marca e categoria: Volkswagen lo farà con la nuova ID Polo e sui futuri modelli. Mercedes con la CLA, Ferrari offre ai possessori della 296 la possibilità di sostituire la mascherina del volante con i pulsanti a sfioramento con quelli a pressione fisici tradizionali.
A mio parere, la tendenza nel settore delle BEV è ormai chiara: si va verso comandi a schermo stile Tesla. Anche le BEV cinesi stanno seguendo questa strada mentre le case automobilistiche europee e giapponesi pur provandoci, sono molto indietro. I comandi centralizzati sul pad, nonostante qualche problema ergonomico, sono economici, aggiornabili e meno soggetti a guasti. Ovviamente, molto dipende dalla qualità del software, un altro settore in cui le case europee e giapponesi hanno ancora molta strada da fare. Ferrari, ovviamente, rappresenta un segmento di nicchia a sé stante.
Non è così.
Dal 2026 Euro NCAP richiede controlli fisici per le funzioni critiche.
Prima dell’estetica c’è una questione cognitiva, quindi da quest’anno sono state introdotte nuove valutazioni sull’interfaccia uomo-macchina.
In pratica se non ci sono tasti fisici per le funzioni di uso comune, vengono tolte stelle… e nel tempo le funzioni di uso comune che oggi possono essere contate sulle dita di una/due mani, in futuro non ti basteranno neanche i piedi.
È un dato di fatto che oggi le strade sono meno sicure, perché abbiamo vietato l’uso degli smartphone durante la guida, ma i costruttori hanno creato degli smartphone su 4 ruote.
Euro NCAP non è un legislatore e non può vietare o imporre legalmente nulla.
Le funzioni citate da Euro NCAP (si parla solo di Europa quindi) sono: indicatori di direzione, luci di emergenza / hazard, clacson, tergicristalli, eCall / SOS di emergenza. Queste funzioni nelle Tesla ad es. sono già fisiche.
Il dato di fatto reale è che le strade oggi sono più sicure rispetto al passato grazie ad adas ed altre funzioni di sicurezza attive e passive delle auto moderne.
Le BEV non sono “smartphone“ ma auto concettualmente differenti dalle termiche esattamente come la Ferrari Luce è diversa dai modelli che fino ad oggi abbiamo conosciuto.
Diciamo che le decine di funzioni, se vogliamo anche superflue, sono ingestibili con i tasti fisici. Ma se volete parliamo del volante ricavato da un unico blocco di alluminio. Bello è bello ma se per iPhone e Mac Book questo serviva per conferire rigidità all’oggetto nel caso del volante è autoerotismo puro. Secondo me è stato un grave errore dare in mano il progetto a Ive.
Stefano perdonami ma avrei una domanda.
Nell’altro articolo sulla Luce avevo fatto un commento e stavo scambiando due battute con un altro lettore.
Però i miei interventi e le relative risposte non li vedo più.
Posso chiederti perché sono stati cancellati?
Cosa ho fatto di sbagliato?
Grazie
Ciao Guido, scusa il ritardo con cui ti rispondo. Risultano due commenti pubblicati, quelli che vedi nella schermata. Se non li vedi, vuota la cache del tuo browser oppure apri una pagina in navigazione privata.
Adesso tutto a posto.
Grazie per il supporto in privato.
visto che non risponde come al solito, te lo dico io perché.. probabilmente sei andato contro il pensiero comune del blog.
e sia mai che qui dentro ci sia democrazia e che gli utenti possano avere un opinione diversa.
la prova di tutto questo è che probabilmente questo commento non verrà approvato oppure cancellato dopo poco.
se sei utente iCloud + usa la funzione nascondi la mia mail per provare a commentare, in qualche modo bypassa il blocco che ti è stato messo.
I commenti di Guido in effetti io non li vedo.
Ma per adesso almeno, constato che il commento di ramiel non è stato cancellato.
Dire “non risponde come al solito” mi sembra francamente ingeneroso nei confronti del curatore di questo sito. Ho apprezzato più volte la sua pazienza nel rispondere anche quando i commenti non lo meritavano.
Come detto in risposta a ramiel, posso confermare che io adesso vedo i miei commenti che prima non vedevo.
Il problema era nel mio browser.
Stefano mi ha usato la cortesia di mettersi in contatto direttamente con me tramite e-mail e mi ha aiutato a risolvere.
Quindi tutto a posto.
I commenti in questione di Guido riguardano un altro articolo sulla Ferrari Luce click qui
Tutto risolto.
Stefano mi ha contattato privatamente tramite e-mail e mi ha aiutato a risolvere.
Il problema era la cache del mio browser.
Mi ha aiutato a resettarlo e adesso vedo i commenti che prima non vedevo.
Quindi non si è trattato di nessuna misura restrittiva nei miei confronti.