La svolta AI di Apple: la nuova Siri parlerà italiano grazie a Google e Nvidia

Il debutto della versione completamente rinnovata di Siri, previsto per il prossimo settembre, segnerà una svolta storica per l’ecosistema Apple. Secondo le ultime indiscrezioni, per dare energia al suo assistente vocale Cupertino non si affiderà esclusivamente alle proprie forze, ma stringerà un’alleanza strategica con Google e Nvidia. Sebbene i dispositivi Apple continueranno a gestire gran parte delle operazioni direttamente sui chip locali, le richieste più complesse che richiedono un’elaborazione in cloud verranno reindirizzate verso i server di Google, sfruttando la potenza del modello linguistico Gemini.
La potenza di Nvidia
L’architettura tecnica dietro questo aggiornamento poggia sull’infrastruttura di Google Cloud, che mette a disposizione la potentissima flotta di chip Nvidia Blackwell B200. Questa famiglia di processori per data center rappresenta l’eccellenza tecnologica per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli linguistici di grandi dimensioni, garantendo una velocità di calcolo nettamente superiore rispetto alle generazioni precedenti. Per salvaguardare la riservatezza, Apple ha approvato l’uso di una tecnologia hardware proprietaria di Nvidia chiamata Confidential Compute, capace di mantenere i dati degli utenti completamente crittografati persino durante la fase attiva di elaborazione sui server esterni.
Cambio di strategia
Questo scenario rappresenta una deviazione netta rispetto alla filosofia aziendale che ha sempre spinto Apple a controllare ogni singolo componente, hardware e software, dei propri prodotti. La decisione di appoggiarsi a terze parti solleva inoltre diversi interrogativi sul futuro di Private Cloud Compute, l’infrastruttura server basata su chip proprietari Apple Silicon presentata due anni fa come lo standard definitivo per la privacy nel cloud. I test interni avrebbero infatti dimostrato che una versione modificata di Gemini eseguita sui server di Cupertino risultava troppo lenta per gli standard richiesti, spingendo Tim Cook & C. ad accettare il compromesso della collaborazione esterna pur mantenendo, con ogni probabilità, il brand commerciale del proprio cloud sicuro.
Obiettivo WWDC 2026
Il tempismo di questa indiscrezione non è casuale. Il lancio iniziale delle funzioni di Apple Intelligence ha ricevuto un’accoglienza tiepida a causa di continui ritardi nello sviluppo e di funzionalità meno rivoluzionarie del previsto. L’imminente conferenza annuale degli sviluppatori, la WWDC 2026, diventa quindi il palcoscenico ideale per ridefinire la narrazione e mostrare al pubblico i reali progressi dell’assistente vocale. Estendendo le capacità di comprensione del contesto e personalizzando l’esperienza utente, Apple punta a dimostrare che l’attesa per la nuova Siri sarà ampiamente ripagata, anche a costo di condividere il successo con i suoi storici rivali.

