Apple presenta macOS Golden Gate: i Mac compatibili e gli esclusi

Durante il Keynote della WWDC 2026, Apple ha presentato ufficialmente macOS Golden Gate, il prossimo grande aggiornamento del sistema operativo dedicato ai Mac. Come ampiamente previsto, questa versione segna la fine storica e definitiva del supporto per i computer basati su processori Intel. Cupertino aveva già anticipato lo scorso anno che macOS Tahoe sarebbe stato l’ultimo sistema operativo a girare sulle vecchie architetture e il debutto di macOS 27 ha reso ufficiale questa transizione: per installare la nuova release sarà tassativamente necessario un computer dotato di chip Apple Silicon.
La lista dei dispositivi pronti a ricevere il nuovo software include il recentissimo MacBook Neo del 2026, i MacBook Air e MacBook Pro con chip Apple Silicon dal 2020 in poi, oltre ai Mac mini commercializzati a partire dallo stesso anno. Sul fronte desktop, l’aggiornamento sarà disponibile per gli iMac prodotti dal 2021, per i Mac Studio dal 2022 e per i Mac Pro introdotti sul mercato dal 2023. Questa netta linea di demarcazione esclude di fatto quattro modelli che avevano invece ricevuto macOS Tahoe, ovvero il MacBook Pro da 16 pollici del 2019, il MacBook Pro da 13 pollici del 2020 con quattro porte Thunderbolt 3, l’iMac del 2020 e il Mac Pro del 2019.
I possessori di queste macchine non rimarranno comunque del tutto scoperti. Apple mantiene la consuetudine di rilasciare patch e correzioni di sicurezza per le versioni precedenti del sistema operativo anche dopo il debutto della nuova release, garantendo così protezione a chi deciderà di rimanere su macOS Tahoe. Chiunque desideri invece testare le ultime funzionalità e innovazioni presentate a San Francisco dovrà necessariamente valutare il passaggio a un Mac di nuova generazione.


6 commenti
Stefano, che tu ricordi, Apple hai mai fatto un inversione a U così netta?
sembra come se avesse ascoltato gli utenti e modificato pesantemente l’interfaccia.
In fretta… un anno dopo. Più che altro non ha voluto scontentare nessuno con l’opzione per regolare la trasparenza.
non sono solo le trasparenze..ma un po tutta l’interfaccia.
mi chiedevo se fosse già successo nel passato remoto di Apple, era osx per intenderci.
Aggiustamenti ci sono stati varie volte quando era in voga il design Aqua e poi quello scheuformico di Scott Fostall. Il design cambiava ogni anno tanto che è facile risalire a quale OS una schermata appartiene. Poi licenziato Fostall per la questione app Apple Mappe, si è passato al design tanto caro a Jony Ive di Yosemite. Apple non ha mai “abbandonato” il linguaggio di Yosemite subito, lo ha evoluto gradualmente per quasi 10 anni, fino alla grande svolta di Big Sur.
quindi si può dire che questa nuova versione dell os è in linea con la filosofia Apple.
devo dire che sono molto lieto di avere un Snow Tahoe.
Volevo prendere un iMac 27 19/20 consigli? Ho bisogno di un display abbastanza grande faccio bene ho avrò problemi in futuro?