Accadde oggi: Dai dubbi di Jobs a 10 miliardi di dollari: l’App Store compie cinque anni e conquista il mondo

10 giugno 2013 Durante il Keynote della WWDC, Tim Cook ha annunciato un traguardo storico che ha segnato l’ascesa definitiva dell’App Store come pilastro dell’ecosistema Apple: oltre 10 miliardi di dollari versati agli sviluppatori nei primi cinque anni di vita della piattaforma. La cifra, già di per sé clamorosa, diventa ancora più impressionante se si considera che la metà di quell’importo è stata pagata soltanto nell’ultimo anno. Il CEO di Apple ha sottolineato che si tratta di una somma tre volte superiore rispetto a quanto distribuito complessivamente da tutti gli altri store di app concorrenti.

La crescita vertiginosa dell’App Store è accompagnata da numeri altrettanto significativi: con 575 milioni di account attivi — il numero più alto di carte di credito archiviate online da qualsiasi azienda — Apple ha generato 50 miliardi di download da un catalogo di circa 900.000 applicazioni, il 93% delle quali viene scaricato almeno una volta ogni mese.
Eppure, il cammino verso questo successo non era affatto scontato. Quando lo store debuttò nel luglio 2008, non godeva nemmeno del pieno sostegno del cofondatore Steve Jobs, inizialmente contrario all’idea di aprire l’iPhone ad app di terze parti che potessero “contaminare” l’esperienza utente pensata da Apple. A farlo ricredere fu però un elemento decisivo: il potenziale economico. E i numeri gli hanno dato ragione. Dopo appena due mesi, a settembre 2008, l’App Store aveva già totalizzato 100 milioni di download. A primavera dell’anno successivo aveva sfondato il muro del miliardo. E per Apple si apriva un nuovo canale di profitti, grazie alla trattenuta del 30% su ogni acquisto.

Nel tempo, lo store è diventato un ecosistema da centinaia di milioni di utenti settimanali. Nel 2022, a 14 anni dalla nascita, Apple ha pagato oltre 100 miliardi di dollari agli sviluppatori. Nemmeno la pandemia ha scalfito l’affidabilità della piattaforma, che ha mantenuto una solida attività commerciale anche nei momenti più critici. Tuttavia, questo successo ha attirato inevitabilmente l’attenzione delle autorità antitrust in tutto il mondo, a causa delle rigide regole imposte da Cupertino. Nel 2021, per rispondere alle crescenti pressioni, Apple ha ridotto al 15% la propria commissione per la stragrande maggioranza degli sviluppatori, ovvero quelli con entrate inferiori al milione di dollari annui.
Nonostante le polemiche e le battaglie legali, Apple continua a difendere la bontà del proprio modello, evidenziando non solo i guadagni per gli sviluppatori, ma anche la sicurezza offerta agli utenti: nel solo 2021, secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’App Store avrebbe impedito frodi per un valore di 1,5 miliardi di dollari.
A distanza di quattordici anni, quella che era nata come una scommessa osteggiata dallo stesso Jobs si è trasformata in una delle storie di successo più eclatanti dell’era digitale. L’App Store non ha soltanto rivoluzionato il modo in cui usiamo gli smartphone: ha creato un’economia parallela, una generazione di sviluppatori indipendenti, e ha ridefinito le regole della distribuzione software.

