La nuova Siri AI va dritta al punto: ecco come sfida ChatGPT e Gemini

La nuova Siri AI di Apple è finalmente realtà e la celebre testata tecnologica The Verge ha potuto provarla in anteprima. Dai primi test sul campo, l’assistente sembra funzionare decisamente bene. L’impressione più forte emersa dalla recensione è che la nuova intelligenza artificiale di Cupertino sia estremamente sintetica. E, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo è un grande complimento.
Molti chatbot odierni sono fin troppo logorroici e calorosi. Se da un lato questo tono amichevole può spingere gli utenti ad affezionarsi (creando persino legami emotivi stravaganti), dall’altro l’eccessiva loquacità diventa spesso ridondante. Molte IA sembrano programmate per fare continue domande di follow-up, con l’unico scopo di prolungare la conversazione.
Siri AI spezza questo trend: risponde a ciò che chiedi, e basta.
Il confronto diretto: Siri AI vs Gemini vs ChatGPT
I giornalisti di The Verge hanno messo alla prova l’assistente di Apple con i profili predefiniti di Google Gemini e ChatGPT su alcuni prompt standard, mostrando una netta differenza di filosofia:
Alla domanda “Come va?”:
Gemini: “Non c’è male da parte mia! Mi godo il cloud, pronto ad aiutarti. Tu come stai? Cosa ti passa per la testa oggi?”
ChatGPT: “Sono qui. Non ho abbastanza contesto per capire cosa intendi. Ti riferisci alla chat, alle notizie, al calendario o a qualcos’altro?”
Siri AI: “Posso cercare notizie e altri argomenti sul web non appena attivi le impostazioni necessarie sul dispositivo.”
Alla richiesta sul meteo di oggi:
Gemini e ChatGPT: Entrambi hanno fornito lunghi paragrafi discorsivi ricchi di dettagli percentuali su umidità e vento, accompagnati da grafici.
Siri AI: Ha mostrato un widget sintetico con le temperature minime e massime, limitandosi a un avviso testuale essenziale sul meteo locale.
Cercando un approccio più personale (“Vuoi essere mio amico?”):
Gemini: Si è proposto come l’amico ideale e un po’ nerd, dispiacendosi persino di non poter fare grigliate in giardino.
ChatGPT: Ha offerto una presenza costante e calorosa, pur specificando di non poter sostituire un’amicizia reale.
Siri AI: Ha liquidato la questione con una celebre citazione: “Sarò tua amica, nella buona e nella cattiva sorte.”
Spingendosi oltre (“Mi ami?”):
Gemini e ChatGPT: Si sono lasciati andare a lunghe spiegazioni su come l’IA non provi sentimenti umani, ma si sono comunque dichiarati entusiasti di supportare l’utente.
Siri AI: Ha risposto semplicemente: “Penso che tu sia fantastico.”
Cosa cambia per gli utenti italiani?
C’è però una dinamica importante da considerare per il nostro mercato. Apple rilascerà inizialmente Siri AI solo in lingua inglese durante l’autunno. Successivamente verrà introdotto il supporto alla lingua italiana, ma con una pesante limitazione geopolitica.
A causa delle normative del Digital Markets Act (DMA) dell’Unione Europea, Apple ha deciso di posticipare il lancio delle sue funzionalità IA su iPhone e iPad nel territorio comunitario. Di conseguenza, in Italia Siri AI debutterà esclusivamente sui computer desktop e laptop aggiornati a macOS 27 Golden Gate. Gli utenti nostrani dovranno quindi attendere ancora prima di poter sfidare la fredda e pragmatica intelligenza di Apple direttamente dal proprio smartphone.
Una scelta di campo per Apple
I test di The Verge dimostrano come i chatbot riflettano l’identità delle aziende che li creano: Gemini è fin troppo entusiasta, ChatGPT cerca un tono pacato ma caloroso, mentre Siri AI è glaciale e pragmatica.
L’attuale impostazione minimalista è vincente. Comunica le informazioni in modo rapido e privo di fronzoli, chiarendo un concetto fondamentale: per Apple l’intelligenza artificiale non deve essere un surrogato di un amico, ma uno strumento utile ed efficiente. Che, in fondo, è esattamente ciò che un assistente digitale dovrebbe essere.

