La storia di Apple AirPort e di come ha cambiato l’ascolto della musica

Il 15 giugno del 2004 quando Steve Jobs si presentò a Londra, in un magazzino da qualche parte nei Docklands. L’occasione era il lancio dell’iTunes Store in versione UK e assiepati ad ascoltarlo c’erano circa 400 giornalisti che non sapevano bene cosa aspettarsi.
Dopo tutto, il numero uno di Apple aveva preso un jet dalla California per presenziare personalmente al Keynote, ingaggiando anche Alicia Keys perché cantasse dando ancora più prestigio all’evento.
La vera star dello show, tuttavia, era AirPort. All’epoca, Apple era già molto avanti per ciò che riguardava la tecnologia senza fili. La prima unità AirPort, infatti, era stata presentata nel 1999, ma ancora nel 2004 il Wi-Fi non era diventato diffuso e ampiamente utilizzato come lo sarebbe stato in seguito.
Ecco perché, in uno dei suoi tipici gesti a effetto per cui era giustamente famoso, nel corso del Keynote Steve Jobs prese il suo iBook, che naturalmente sembrava lì per caso, e cominciò a portarlo in giro per il palco. In quel momento, il dispositivo stava trasmettendo musica da iTunes e la canzone non si interruppe, lasciando la platea sconcertata. Per qualcuno abituato alla presenza di un cavo Ethernet, sembrava quasi una magia.
Certo, il nuovo iTunes Store era interessante, ma fu proprio AirPort a catalizzare l’attenzione. In retrospettiva, i due annunci erano strettamente collegati, poiché proprio lo streaming wireless sarebbe stato la chiave del successo dell’iTunes Store.
Jobs, in effetti, ribadì più volte che il vero concorrente di iTunes non era la presenza di altri store musicali, ma i file Mp3 condivisi in rete. A quel tempo era difficile pensare che un servizio a pagamento potesse competere con il traffico gratuito, e illegale, di canzoni in formato Mp3, ma fu proprio grazie alla diffusione dello streaming che Apple, alla fine, ebbe partita vinta rendendo la musica distribuita legalmente più facile da ascoltare rispetto alla controparte gratuita e piratata.
Non si trattava più delle mille canzoni in tasca promesse dall’iPod, ma di musica illimitata nel cloud, fruibile ovunque e da qualunque dispositivo. Lo streaming avrebbe conquistato il futuro e Steve Jobs, ancora una volta, lo aveva capito molto prima degli altri.


7 commenti
Airport è tutto il suo ecosistema di basi nelle loro varie generazioni, è stata una delle grandi invenzioni di Apple che ha abbandonato troppo presto.
Quello che sta facendo Amazon con Alexa, Eero, Echo dot di vario genere e Fire tv DOVEVA essere il campo da gioco di Apple.
A parte un discorso di privacy, le modalità di configurazione dei dispositivi Alexa è quasi Apple style, e ciò dispiace perché dopo aver provato le basi airport….beh, non vedere la sua evoluzione fa davvero dispiacere.
Luca
Fortunato possessore di ben 3 express, 3 time capsule – di cui 2 di ultima generazione – , e una extreme, tuttora collegate e funzionanti. Grazie alla extreme di ultima generazione ho rete per Smart tv e decoder Sky,
Grazie alla prima express navigo – per quanto possibile – con un iMac g3 del 2000 in Wi-Fi , e con quella di ultima generazione ancora ascolto i miei contenuti su un hi fi tradizionale contemporaneamente al mac e all’HomePod
Possiedo Time Capsule 3a gen. con HD 1 TB, che ci crediate o no funziona ininterrottamente da Dicembre 2009, mai spenta, la riavvio ogni 2 o 3 mesi… Mai un problema …. Non ci credo neppure io…. Peccato che non le facciano più.
All’epoca (2004) c’erano gli iBook G4 e i PowerBook G4, il MacBook è uscito sul mercato 2 anni dopo…
ricordo ancora quando feci suonare il Mac con le casse dell’ HiFi grazie al collegamento con la mia prima AirporExpress … lacrime agli occhi
Come non potrei essere d’accordo con Voi. Ricordo il mio compleanno, di circa 16 anni fa, quando in locale avevo collegato il mio Macbook bianco con Airport e HIFI, memorabile: gli invitati che non credevano alla loro orecchie(qualità audio eccezionale) e occhi (senza fili), 🙁
Credo di averne una da qualche parte