Il futuro dei videogiochi è solo digitale: Sony dice addio ai dischi dal 2028

Il futuro della preservazione dei videogiochi ha appena subito un duro colpo. Sony ha annunciato che, a partire da gennaio 2028, cesserà ufficialmente la produzione di dischi fisici per PlayStation. Questo significa che, da quel momento in poi, i nuovi titoli per PS5 saranno acquistabili esclusivamente in formato digitale. Parallelamente, il colosso giapponese ha confermato la progressiva chiusura degli store digitali di PS3 e PS Vita, una mossa che evidenzia chiaramente il problema principale di un mercato unicamente digitale: quando i negozi online chiudono, i giochi svaniscono per sempre.
Questa doppia decisione appare per molti versi inevitabile, considerando che le abitudini dei consumatori si sono già largamente orientate verso il digitale. I dati finanziari di Sony indicano infatti che circa l’80% dei giochi per PS5 viene acquistato online. Persino colossi del settore come Rockstar Games si stanno adeguando alla tendenza, avendo già pianificato che le copie retail del prossimo Grand Theft Auto VI conterranno un semplice codice di riscatto nella confezione, senza alcun supporto fisico.
Se da un lato il formato digitale offre indubbi vantaggi in termini di comodità, come i pre-download e la gestione di un’intera libreria su una sola console, dall’altro comporta svantaggi immediati, come l’impossibilità di rivendere l’usato o di prestare un gioco a un amico. Per i publisher si tratta invece di una scelta decisamente redditizia, che azzera i costi di produzione e distribuzione dei supporti fisici.
Il costo più alto di questa transizione ricade però sulla conservazione storica dei videogiochi. Uno studio della Video Game History Foundation ha rivelato che l’87% dei giochi classici rilasciati prima del 2010 è già considerato in grave pericolo di estinzione. La scelta del 2010 come anno limite non è casuale, poiché coincide con l’ascesa degli store digitali e con la conseguente volatilità delle piattaforme di distribuzione. La chiusura dei negozi online non è una novità, come dimostrato da Nintendo con lo spegnimento degli store di Wii U e 3DS, che ha reso di fatto inaccessibili moltissimi titoli esclusivi.
Sebbene oggi alcune piattaforme come Xbox permettano di trasferire la propria libreria digitale tra generazioni diverse e store come GOG si impegnino a mantenere i vecchi titoli PC compatibili con l’hardware moderno, questi sforzi dipendono interamente dalla buona volontà delle aziende. Il supporto fisico non è una soluzione perfetta, dato che i dischi si deteriorano nel tempo, ma garantisce ad appassionati e storici un controllo maggiore sulla conservazione delle opere, senza dover sottostare alle decisioni unilaterali dei produttori di console. Con lo stop previsto per il 2028, la salvaguardia della memoria storica del gaming diventerà una sfida ancora più complessa.

