Apple valuta chip cinesi per frenare i rincari di Mac e iPhone

Apple sta valutando nuove partnership strategiche per contenere i costi di produzione dei suoi dispositivi. Secondo quanto riportato dal solito ben informato Mark Gurman, il colosso di Cupertino avrebbe avviato una serie di trattative con due importanti aziende di semiconduttori cinesi, ChangXin Memory Technologies (CXMT) e Yangtze Memory Technologies (YMTC), per la fornitura di memorie RAM. I colloqui sono attualmente in corso e non è ancora stato formalizzato alcun accordo definitivo.
La mossa di Apple nasce dall’esigenza di trovare componenti a prezzi più competitivi, una necessità già emersa in precedenti indiscrezioni finanziarie. Di recente, Cupertino ha aumentato i prezzi di listino di Mac, iPad e altri prodotti a causa della carenza globale di memorie. I produttori di semiconduttori stanno infatti concentrando i propri sforzi sui chip destinati ai server per l’intelligenza artificiale, riducendo l’offerta per l’elettronica di consumo e provocando un conseguente aumento dei costi di mercato.
La trattativa presenta tuttavia una forte complessità geopolitica. Sia CXMT sia YMTC sono incluse nella lista del Dipartimento della Difesa statunitense delle aziende sospettate di avere legami con l’esercito cinese. Inoltre, YMTC si trova nella “Entity List” del Dipartimento del Commercio, che vieta alle imprese americane qualsiasi transazione senza una specifica licenza di esportazione.
Sebbene Apple non sia legalmente obbligata a richiedere un’approvazione preventiva, il CEO Tim Cook sta cercando di ottenere il via libera dall’amministrazione Trump per evitare ripercussioni politiche, interloquendo direttamente con figure chiave come il Segretario al Tesoro Scott Bessent.
Per superare le resistenze di Washington, Apple ha proposto una soluzione strategica: utilizzare i chip di CXMT e YMTC esclusivamente per i dispositivi destinati al mercato cinese. Questa mossa consentirebbe di liberare le forniture degli altri partner globali per i prodotti distribuiti negli Stati Uniti. Resta da capire se la strategia sarà sufficiente a convincere i funzionari governativi contrari all’accordo. Già nel 2022 Apple aveva tentato un approccio simile con YMTC, ma il progetto fu abbandonato a seguito delle forti pressioni del Congresso americano.

