Causa contro Apple per l’addestramento dell’AI: la risposta di Cupertino

Il dibattito globale sull’uso dei contenuti protetti da copyright per l’addestramento delle intelligenze artificiali si arricchisce di un nuovo capitolo legale che vede protagonista Apple. All’inizio dell’anno, i proprietari di tre noti canali YouTube hanno intentato una class action contro il colosso di Cupertino. L’accusa principale rivolta a Tim Cook & C. è quella di aver violato il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), accedendo e scaricando abusivamente milioni di video dalla piattaforma per nutrire i propri modelli di AI generativa senza alcuna compensazione economica per gli autori.
Tra i promotori della causa figurano i creatori di h3h3Productions (Ethan e Hila Klein, noti anche per l’H3 Podcast) che vantano milioni di iscritti, insieme ai canali specializzati MrShortGame Golf e Golfholics. I creator sostengono che Apple abbia deliberatamente aggirato i sistemi di protezione di YouTube per trarre un profitto sostanziale da questa operazione, definendo l’azione come un attacco intollerabile alla comunità dei creatori di contenuti. La stessa battaglia legale, con accuse equivalenti, è stata intrapresa dai medesimi soggetti anche contro altri giganti tecnologici del calibro di Meta, Nvidia, ByteDance e Snap.
In questi giorni è giunta la replica formale di Apple, che ha chiesto alla corte l’archiviazione immediata del caso per manifesta infondatezza delle accuse. Secondo la linea difensiva di Cupertino, i querelanti hanno scelto autonomamente di rendere i propri video accessibili al pubblico su YouTube, senza richiedere password, pagamenti o chiavi d’accesso. Di conseguenza, poiché la piattaforma garantisce il libero accesso a chiunque, le misure tecnologiche citate dall’accusa non configurano un controllo restrittivo ai sensi del DMCA.
Apple ha inoltre sottolineato come i medesimi termini di servizio di YouTube consentano la consultazione dei contenuti pubblici, legittimando di fatto il suo operato.

