macOS 28 e l’addio ai vecchi dischi cifrati: come prepararsi

Il costante percorso di modernizzazione dei sistemi operativi Apple segna un nuovo punto di svolta con il rilascio di macOS 28. Da questa versione, infatti, il colosso di Cupertino interromperà definitivamente il supporto per il file system Mac OS esteso, noto anche come HFS+, limitatamente ai volumi e ai dispositivi di archiviazione che utilizzano la crittografia.
Sebbene i dischi HFS+ non cifrati continueranno a funzionare regolarmente, i supporti protetti da password richiederanno un intervento immediato da parte degli utenti per garantire la futura compatibilità e non perdere l’accesso ai propri file. Per agevolare questa transizione, già a partire da macOS 26 il sistema operativo potrebbe mostrare delle notifiche di avviso nel caso in cui rilevi un’unità potenzialmente problematica.
Per verificare lo stato dei propri archivi esterni, la procedura richiede l’utilizzo dell’applicazione Utility Disco, accessibile tramite la cartella Utility o Spotlight. Dopo aver impostato la vista principale su “Mostra solo volumi” dal menu superiore, basta selezionare l’unità desiderata nella barra laterale e consultare i dettagli tecnici posizionati sulla destra, immediatamente sotto il nome del disco. La presenza contemporanea delle diciture relative a Mac OS esteso e allo stato cifrato conferma che quel volume smetterà di funzionare con il prossimo aggiornamento del sistema operativo.
La risoluzione del problema offre due strade distinte, da percorrere solo dopo aver effettuato un backup di sicurezza dei dati. La prima opzione, radicale ma immediata, prevede l’inizializzazione completa del disco tramite Utility Disco, formattandolo direttamente nel moderno standard APFS, anche in versione cifrata.
La seconda soluzione, che non si applica ai dischi di backup di Time Machine, consiste nel decifrare l’unità cliccando con il tasto destro (o Control-click) sulla sua icona nel Finder e selezionando la voce di decrittografia. Una volta completato questo processo, che può richiedere diverso tempo a seconda della dimensione dell’archivio, l’utente potrà scegliere di convertire il volume in APFS senza perdere i file, sfruttando l’apposita funzione presente nel menu Modifica di Utility Disco, con la possibilità di riattivare successivamente la cifratura sul nuovo file system.


7 commenti
Ciao Stefano. Pensi sia corretto formattare in APFS un nuovo HDD meccanico? Se ricordo bene questo file system è scritto nativamente per gli SSD piuttosto che per gli HDD.
Era così all’inizio con macOS 10.13 High Sierra (2017), poi con macOS 10.14 Mojave (2018) il programma di installazione di Apple ha iniziato a convertire automaticamente in APFS qualsiasi tipo di drive interno.
Ciao Stefano, quindi non ci sarà più un file system che consenta di leggere gli stessi file anche su Windows? Specifico che ho solo Mac… 🙂
Il formato Mac OS esteso (HFS+) è un’esclusiva Apple: Windows non è mai stato in grado di leggerlo nativamente, soprattutto se cifrato. Il nuovo standard, l’APFS, si comporta allo stesso modo: è perfetto per il Mac, ma invisibile per Windows.
Visto che usi solo Mac, puoi procedere tranquillamente: converti i dischi in APFS per garantirne la compatibilità con macOS 28 e ottenere prestazioni migliori.
Se in futuro dovessi avere la necessità di scambiare file con un PC Windows, ti basterà formattare un disco in ExFAT, il formato universale letto nativamente da entrambi i sistemi.
MacOS 28 ? non il 27…
È un avviso di Apple, dall’anno prossimo a settembre con macOS 28, così tutti hanno il tempo di adeguarsi.
Ah ok, grazie!