Apple fa causa a OpenAI: furto di segreti industriali e spionaggio

Quello che a maggio sembrava un semplice bisticcio legale a parti invertite, con OpenAI che minacciava vie legali contro Apple per la gestione dell’integrazione di ChatGPT, si è rivelato un clamoroso diversivo.
In una mossa a sorpresa, Cupertino ha infatti depositato una pesante causa legale contro OpenAI, accusando la startup di Sam Altman di aver costruito il suo nuovo programma hardware, sviluppato in collaborazione con l’ex designer Apple Jony Ive, basandosi sul furto sistematico di segreti commerciali.
In una dichiarazione ufficiale rilasciata venerdì, Apple ha sottolineato come la protezione della propria proprietà intellettuale sia una priorità assoluta, confermando l’emersione di prove significative contro dipendenti di OpenAI che avrebbero sottratto informazioni riservate su tecnologie, processi e prodotti non ancora rilasciati sul mercato. I dettagli emersi dalla denuncia delineano uno scenario da vera e propria spy story industriale. Al centro dell’accusa c’è Tang Tan, ex designer di Cupertino ora in OpenAI, che avrebbe sfruttato la sua conoscenza interna per estorcere informazioni sensibili ai candidati durante i colloqui di lavoro.
Secondo i documenti legali, l’ex dipendente non si sarebbe limitato alle domande, ma avrebbe spinto i candidati ancora in forze ad Apple a portare con sé componenti hardware reali da mostrare durante le sessioni di colloquio. La denuncia evidenzia una strategia precisa: un candidato avrebbe scaricato file e scattato screenshot di un progetto top secret poche ore prima del colloquio con Tan, il quale avrebbe poi approfondito proprio quell’argomento durante l’incontro.
La lista delle condotte illecite contestate include il download di file riservati subito dopo le dimissioni, l’istruzione dei nuovi assunti su quali documenti studiare prima di lasciare Apple e persino false dichiarazioni ai partner commerciali di Cupertino per ottenere dati protetti. Quella che sembrava una partnership strategica si è trasformata in una guerra aperta che ridefinirà i rapporti tra la Silicon Valley e il mondo dell’intelligenza artificiale.


5 commenti
Situazione pazzesca. Se le accuse di Apple sui colloqui “show and tell” con l’hardware vero sono fondate, in OpenAI rischiano grosso. Altro che partnership per iOS!
Praticamente il colloquio in OpenAI consisteva nel presentarsi con la giacca foderata di prototipi Apple come i venditori di orologi falsi. Geniali ma beccati!
Apple ha semplicemente paura della concorrenza e, come al solito, quando non riesce a innovare corre a piangere dagli avvocati per bloccare gli altri. Patetici.
E tu ne sei così sicuro?
Il travaso di talenti da Apple verso la nuova startup di Ive e OpenAI era noto, ma qui si parla di violazioni di sicurezza informatica e spionaggio industriale. Storia incredibile.