Come la strategia di prezzo di Apple sostiene l’iPhone in Cina

Il mercato degli smartphone in Cina attraversa una fase complessa, registrando una flessione del 4,3% per un totale di circa 66 milioni di unità vendute. Si tratta del quinto trimestre consecutivo in negativo per il settore, che fatica a trovare un equilibrio tra costi dei componenti in aumento e una domanda incerta. In questo scenario, tuttavia, Apple e Huawei si distinguono come le uniche grandi aziende capaci di invertire il trend, con Huawei che segna un incoraggiante balzo del 19,4%.
La resilienza di Apple si traduce in una quota di mercato salita dal 13,9% al 18,1% rispetto all’anno precedente, posizionandosi appena dietro Huawei, che detiene il 22,6%. Al contrario, altri concorrenti come Xiaomi hanno subito una contrazione significativa, evidenziando una divergenza causata principalmente dalla gestione dei costi di memoria e componenti. Mentre gran parte dei produttori Android ha scelto di alzare i prezzi a partire da marzo, Apple e Huawei hanno mantenuto stabili i listini, puntando su promozioni mirate e sull’ampliamento dell’offerta per coprire diverse fasce di utenza.
Un ruolo chiave è stato giocato anche dalle dinamiche psicologiche dei consumatori. Le anticipazioni di Apple su futuri aumenti di prezzo hanno spinto molti utenti ad acquistare in anticipo la serie iPhone 17, garantendo alti volumi di vendita nonostante il deludente esito del festival dello shopping “618” di giugno.
L’analista di IDC Arthur Guo conferma come questa percezione di imminenti rincari abbia fornito ai clienti l’incentivo decisivo per finalizzare l’acquisto.
Guardando al futuro, IDC prevede un biennio complesso per il settore. Con l’esaurimento delle scorte di componenti meno costosi, il calo del mercato cinese potrebbe intensificarsi nella seconda metà del 2026, proprio in concomitanza con il lancio dei nuovi iPhone 18 Pro e del primo modello pieghevole di Apple. La stabilità dei costi dei componenti non è attesa prima del 2027, rendendo improbabile una ripresa generalizzata del mercato prima del 2028 o 2029.
Nonostante le difficoltà, la nota positiva risiede nel fatto che gli utenti non stanno abbandonando il settore, ma semplicemente posticipando il rinnovo dei dispositivi: una domanda accumulata che, nel lungo periodo, alimenterà il futuro ciclo di sostituzione.

