watchOS 27 beta pubblica: prime impressioni

ll percorso evolutivo dei sistemi operativi da polso vive spesso di cicli alternati. Se watchOS 11 aveva introdotto cambiamenti storici e rivoluzionari nell’interfaccia, la versione successiva, watchOS 26, ha preferito rallentare il passo. Non sono mancati i tentativi di innovare, come l’introduzione di Workout Buddy, i suggerimenti contestuali per la Raccolta smart e un restyling grafico dell’applicazione dedicata agli allenamenti. Tuttavia, nell’uso quotidiano, l’esperienza complessiva è risultata a tratti interlocutoria.
Alcune di queste novità, pur interessanti sulla carta, hanno mostrato margini di miglioramento concreti. Il nuovo design dell’app Allenamento è stato talvolta penalizzato da una gestione dello scorrimento poco fluida, mentre i suggerimenti della Raccolta smart non si sono rivelati sempre tempestivi. Anche Workout Buddy ha diviso l’utenza tra chi lo ha trovato utile e chi, invece, ne ha percepito i limiti di personalizzazione.
Perfino l’introduzione dell’estetica Liquid Glass, che ha rinfrescato l’aspetto visivo del sistema, è sembrata più un accurato lavoro cosmetico che una vera rivoluzione strutturale sul piano dell’interazione. Al contrario, piccole introduzioni pratiche come il gesto del doppio tocco o del movimento del polso si sono consolidate rapidamente come strumenti indispensabili nella vita di tutti i giorni.
Nonostante l’ultimo Keynote di Apple non abbia dedicato uno spazio esclusivo ai singoli sistemi operativi, il debutto di watchOS 27 porta con sé elementi di grande interesse. Le prime settimane di test in versione beta hanno messo in luce dettagli intriganti che promettono di rifinire e ottimizzare l’esperienza d’uso complessiva, spostando l’attenzione su una maggiore reattività.
Siri AI su Apple Watch: una rivoluzione a metà (e lontana dall’Europa)
L’annuncio più importante della WWDC è stato senza dubbio il debutto di Siri AI, l’assistente virtuale di nuova generazione basato su Apple Intelligence che promette di ridefinire il nostro modo di interagire con i dispositivi della mela. Sebbene inizialmente si temesse che l’Apple Watch potesse essere escluso o ricevere una versione depotenziata, watchOS 27 integra a tutti gli effetti la nuova Siri AI. Questa controparte per smartwatch è quasi identica a quella per iOS, poiché si appoggia direttamente all’iPhone abbinato per elaborare le richieste più complesse.
La nuova Siri AI, oltre a presentarsi con un’interfaccia rinnovata attivabile con la Digital Crown o con i comandi vocali, guadagna un’applicazione dedicata che consente di consultare e salvare le conversazioni passate avviate su altri dispositivi. I primi test evidenziano un potenziale straordinario, soprattutto per la capacità dell’assistente di attingere al contesto personale. Ad esempio, è possibile chiederle di recuperare al volo un link inviato in precedenza in una chat o di controllare i dettagli di una prenotazione, il tutto direttamente dal polso e senza dover sbloccare il telefono. Non mancano tuttavia i bug tipici delle prime versioni beta, come disconnessioni frequenti e piccoli problemi con comandi standard come i timer, imperfezioni che Apple risolverà presumibilmente prima del rilascio ufficiale.
Per noi utenti italiani ed europei, però, c’è una doccia fredda. Al lancio, Siri AI sarà disponibile esclusivamente in lingua inglese. Cosa ancora più rilevante, a causa delle normative europee del Digital Markets Act (DMA), Apple ha deciso di non rilasciare Siri AI sui sistemi operativi mobili — inclusi iOS, iPadOS e di conseguenza watchOS — all’interno dell’Unione Europea. I regolatori europei richiedono infatti che l’architettura di intelligenza artificiale di Apple offra un livello di interoperabilità con assistenti terzi che Cupertino ritiene rischioso per la privacy e la sicurezza dei dati degli utenti. Fino a quando non verrà trovato un accordo tra Apple e la Commissione Europea, la super-Siri sul polso rimarrà purtroppo un miraggio per il nostro mercato.
Prestazioni record e scelte di design discutibili

Apple ha promesso un incremento di velocità fino al 20% nell’apertura delle applicazioni su tutte le sue piattaforme e, nello specifico di Apple Watch, una maggiore reattività nell’avvio degli allenamenti e nella gestione dei contenuti multimediali. Questa volta i miglioramenti promessi dietro le quinte si percepiscono chiaramente fin dal primo utilizzo della versione beta. L’avvio dei programmi, la frequenza di aggiornamento dello schermo e l’interazione con i tasti fisici risultano incredibilmente fluidi, trasformando l’esperienza d’uso quotidiana in qualcosa di estremamente rapido e piacevole.
Sul fronte dell’interfaccia grafica, tuttavia, è stata introdotta una novità che rischia di dividere gli utenti: una schermata preliminare che si sovrappone alla classica visualizzazione a griglia o a elenco. Questo nuovo spazio dinamico mostra cinque icone selezionate automaticamente in base al contesto d’uso recente, disposte attorno a un pulsante fisso dedicato all’intelligenza artificiale di Siri (solo per il mercato inglese). Per accedere alla visualizzazione classica a cui siamo abituati, è ora necessario compiere un passaggio extra, scorrendo verso l’alto con il dito o tramite la Digital Crown.
All’atto pratico, questa modifica può risultare frustrante per chi ha già speso tempo a organizzare con cura la propria griglia di applicazioni preferite. Lo spazio dinamico finisce spesso per mostrare software aperti di recente ma poco rilevanti nell’uso quotidiano, rallentando l’accesso ai programmi principali. Il vero limite di questa novità non è tanto nella sua utilità, che alcuni utenti potrebbero comunque apprezzare, quanto nell’impossibilità di disattivarla, rendendola un passaggio obbligatorio e non opzionale.

Fortunatamente, l’aggiornamento porta con sé anche altri affinamenti estetici decisamente riusciti. Le icone del sistema appaiono più nitide e definite, mentre lo stile visivo Liquid Glass è stato ottimizzato per garantire una leggibilità nettamente superiore, specialmente all’interno del Centro Notifiche. Anche se su Apple Watch non è consentito personalizzare il livello di trasparenza di questo effetto grafico come avviene su altri dispositivi della mela, il bilanciamento visivo scelto dagli sviluppatori di Cupertino si rivela comunque azzeccato e piacevole alla vista.
Sport, autonomia e salute

La novità più rilevante del nuovo aggiornamento riguarda la risoluzione del problematico sistema di scorrimento nell’app Allenamento, che ora offre un’esperienza decisamente più naturale.
Il movimento della lista riflette fedelmente la velocità impressa con il dito e, anche applicando un gesto energico, il sistema limita il passaggio a un massimo di quattro attività per volta. Si tratta della correzione di un difetto che non avrebbe dovuto presentarsi fin dall’inizio, ma il cui superamento è senza dubbio un passo avanti importante per l’usabilità quotidiana.
Grandi cambiamenti interessano anche l’assistente virtuale Workout Buddy, che introduce ottimizzazioni mirate per chi apprezza un supporto vocale attivo durante l’attività fisica. La vera svolta è l’indipendenza dall’iPhone, che permette finalmente di uscire per una sessione di allenamento lasciando il telefono a casa.
Inoltre, i resoconti promessi sono più dettagliati e includono metriche approfondite su ritmo, distanza e durata del percorso. La sintesi vocale è stata a sua volta perfezionata per risultare meno frammentata, unendo più traguardi in un unico discorso fluido, con l’aggiunta del supporto alla lingua spagnola.
Sul fronte del benessere, l’ecosistema Apple Salute introduce uno strumento prezioso per la salute femminile legato al monitoraggio del ciclo. Incrociando i dati di iPhone e Apple Watch, l’applicazione è ora in grado di rilevare anomalie riconducibili alla perimenopausa. In linea con l’approccio tipico Apple, il sistema suggerisce di registrare i sintomi correlati, fornisce materiale informativo di supporto e invita a consultare un medico specialistico, confermando l’attenzione verso aree mediche spesso trascurate.
Infine, l’aggiornamento porta con sé una serie di calibrazioni invisibili ma fondamentali per la precisione dei dati. Apple ha infatti risolto i problemi di sincronizzazione e accuratezza nel conteggio dei passi tra i vari dispositivi e ha sensibilmente ottimizzato il calcolo delle distanze durante la corsa o la camminata sul tapis roulant.
Rivoluzione app Dov’è

Fino a oggi, la gestione della geolocalizzazione su Apple Watch è stata caratterizzata da una bizzarra frammentazione strutturale. L’ecosistema Dov’è era infatti suddiviso in tre applicazioni separate sul polso, dedicate rispettivamente a persone, dispositivi e oggetti personali. Questa insolita logica di design trova finalmente una risoluzione con il debutto di watchOS 27, che unifica queste tre categorie di tracciamento in un’unica applicazione centralizzata, allineando finalmente l’orologio alle altre piattaforme di mamma Apple.

L’aspetto più riuscito di questa transizione è rappresentato nella cura con cui l’esperienza utente è stata adattata allo schermo ridotto, offrendo un’interfaccia incredibilmente vicina a quella presente su iOS. Attraverso un semplice selettore posizionato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo, è possibile navigare agevolmente tra i tre filtri di ricerca, scorrere l’elenco dei contatti o dei propri dispositivi ed eseguire direttamente dal polso tutte le azioni rapide a cui siamo abituati.
L’utente può quindi far riprodurre un segnale acustico all’oggetto smarrito, attivare la modalità smarrito, configurare gli avvisi di allontanamento e persino sfruttare la tecnologia di ricerca di precisione a corto raggio. Questa efficace ottimizzazione dimostra come gli ingeneri software di mamma Apple siano riusciti a racchiudere l’intera complessità del network di tracciamento Apple in un’interfaccia per smartwatch estremamente fluida, decretando il nuovo design dell’app un vero e proprio successo di ergonomia.
Raccolta smart si evolve

La Raccolta smart giunge alla sua terza evoluzione consecutiva, continuando a ricevere affinamenti significativi che ne migliorano l’utilità quotidiana. Quest’anno gli aggiornamenti si concentrano su due direttrici principali. La prima riguarda l’introduzione di suggerimenti contestuali ancora più intelligenti e mirati, capaci di mostrare sul display promemoria per il compleanno di un contatto stretto, la posizione esatta dell’auto parcheggiata o il credito residuo dell’abbonamento dei trasporti pubblici. Tra le novità più curiose spicca un avviso automatico che, la sera prima di un giorno festivo, propone di disattivare o modificare la sveglia ricorrente, evitando così fastidiose interruzioni del sonno nei momenti di meritato riposo.
La seconda grande novità è rappresentata dal debutto di una nuova interazione fisica. Da sempre i gesti costituiscono uno dei punti di forza dell’esperienza d’uso di Apple Watch e, dopo l’apprezzata introduzione del movimento del polso dello scorso anno, il sistema operativo si arricchisce ora di un tocco singolo mirato. Questo gesto – unendo pollice e indice – permette di lanciare istantaneamente i singoli widget all’interno della Raccolta smart o di avviare rapidamente azioni specifiche, come la registrazione di un allenamento o il riconoscimento di un brano musicale in riproduzione.
Nonostante l’indubbia comodità di questa funzione, l’entusiasmo viene parzialmente frenato da una limitazione strutturale. Al momento, il nuovo gesto a tocco singolo è confinata esclusivamente all’interno della schermata della Raccolta smart.
Apple non ha ancora reso disponibili le relative API per gli sviluppatori di terze parti, impedendo l’integrazione di questa tecnologia nelle applicazioni non ufficiali. La speranza è che l’azienda di Cupertino decida presto di sbloccare questo vincolo, consentendo di sfruttare appieno il potenziale di una funzione che potrebbe rendere l’ecosistema dell’orologio ancora più integrato e versatile.
Notifiche e Wallet

Il debutto dei nuovi aggiornamenti iOS 27 e watchOS 27 porta con sé una serie di affinamenti mirati a migliorare l’esperienza d’uso quotidiana, ottimizzando la gestione delle informazioni e l’efficienza energetica dei dispositivi della mela. Il sistema di notifiche ha ricevuto piccoli ma significativi ritocchi che facilitano l’accesso immediato ad opzioni fondamentali, come la possibilità di disattivare o silenziare i singoli avvisi con maggiore rapidità.
Anche l’esperienza con Apple Pay diventa più trasparente e dettagliata: le notifiche relative ai pagamenti ora integrano informazioni più chiare sulle transazioni, accompagnate da una mappa interattiva che mostra il luogo esatto in cui è stato effettuato l’acquisto.

L’interconnessione tra iPhone e Apple Watch si rafforza ulteriormente attraverso l’app Wallet. Con iOS 27 gli utenti possono generare pass personalizzati partendo da semplici codici QR, e queste creazioni vengono sincronizzate automaticamente anche su watchOS. Inoltre, per ridurre il divario di funzionalità tra le due piattaforme, l’applicazione Wallet su Apple Watch è ora in grado di mostrare direttamente i saldi delle carte memorizzate, offrendo un controllo finanziario completo direttamente dal polso.
La gestione dell’autonomia si arricchisce di una funzione intelligente pensata per preservare la durata della batteria dell’Apple Watch. Spesso gli utenti lasciano attive opzioni di sistema che non utilizzano o che non gradiscono, che continuano però a consumare energia in background. Con watchOS 27, l’orologio monitora il comportamento dell’utente e suggerisce in modo proattivo la disattivazione dei servizi inutilizzati, come il Doppio tap, l’opzione “Alza per parlare” o i promemoria automatici di inizio allenamento, lasciando comunque la libertà di riattivarli in qualsiasi momento nelle impostazioni.
Sotto la scocca non mancano infine miglioramenti prestazionali: Apple ha ottimizzato la connettività Wi-Fi, perfezionato il rilevamento dell’acqua e reso più efficiente l’integrazione con i macchinari GymKit.
Addio a storiche funzioni e supporto tagliato per molti Apple Watch
Il debutto di watchOS 27 porta con sé una decisa razionalizzazione del sistema operativo di Apple Watch, segnando l’addio ad alcune caratteristiche storiche. Tra i tagli più evidenti spiccano la rimozione dell’app Walkie-Talkie e, soprattutto, dell’App Switcher. Fino a oggi, la doppia pressione della Digital Crown mostrava le applicazioni aperte di recente; ora, questo comando si limita a replicare la pressione singola, rimandando alla nuova griglia dinamica. Una scelta bizzarra che priva gli utenti di una comoda scorciatoia per gestire il multitasking.
Le novità più discusse riguardano però la compatibilità hardware. watchOS 27 sarà installabile esclusivamente su Apple Watch Series 9 e successivi, Ultra 2 e successivi, e sul nuovo SE 3. Questo significa che i possessori di Series 6, 7, 8, Ultra 1 e SE 2 non potrnno installare l’aggiornamento. Sebbene Apple abbia motivato la decisione con ragioni tecniche, l’esclusione di dispositivi ancora recenti e performanti, in particolare del primo Apple Watch Ultra, lascerà inevitabilmente l’amaro in bocca a molti utenti.


4 commenti
Speriamo che Apple e l’Unione Europea trovino presto un punto d’incontro. È frustrante pagare i dispositivi a prezzo pieno e non poter usare le funzioni software di punta.
Sinceramente sono molto dispiaciuto per la situazione in Europa. Acquistiamo dispositivi premium al massimo del prezzo di listino e ci ritroviamo con software castrati per via di queste dispute normative. Spero si sblocchi presto.
La solita scusa della “sicurezza e privacy” per non rispettare le leggi europee sulla concorrenza e difendere il proprio monopolio chiuso. Se Apple preferisce castrare i suoi prodotti pur di non aprirsi al mercato, gli utenti farebbero bene a cambiare marchio.
Sì, certo. Domani mattina milioni di persone cambieranno telefono per protesta..,È incredibile come problemi complessi abbiano sempre soluzioni così semplici nei commenti.