Il primo smart speaker di OpenAI: un compagno domestico nel mirino di Apple

Il debutto di OpenAI nel mercato dell’hardware di consumo si preannuncia tanto rivoluzionario quanto tormentato. Secondo indiscrezioni diffuse da Mark Gurman, l’azienda guidata da Sam Altman sta sviluppando il suo primo dispositivo fisico: uno smart speaker portatile privo di display, concepito per diventare un vero e proprio assistente domestico guidato da ChatGPT. L’annuncio, tuttavia, è stato immediatamente oscurato da una pesante battaglia legale avviata da Apple, che accusa la startup di aver sottratto segreti industriali per realizzare il prodotto.
Il dispositivo è pensato per agire come un compagno AI capace di integrarsi profondamente nella vita quotidiana degli utenti. Sfruttando la tecnologia GPT-Live, sarà in grado di controllare gli accessori di domotica, riprodurre contenuti multimediali, gestire la messaggistica e rispondere a domande complesse in modo estremamente naturale. Per creare un’interazione più empatica, lo speaker sarà dotato di una personalità definita, elementi meccanici capaci di muoversi autonomamente per dare un senso di “vitalità” e una fotocamera integrata per comprendere il contesto circostante. Grazie a una batteria ricaricabile, l’utente potrà spostarlo facilmente da una stanza all’altra.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Sam Altman e Jony Ive, il leggendario ex designer Apple. I due hanno spesso descritto i prototipi come straordinari, parlando di un concetto di computer del tutto inedito e progettato su misura per l’intelligenza artificiale. Questa visione sinergica si scontra però frontalmente con gli interessi di Cupertino. Nella causa legale appena depositata, Apple sostiene che OpenAI abbia sfruttato informazioni riservate, tra cui una tecnica proprietaria per la finitura dei metalli. Gli avvocati di Apple non hanno usato mezzi termini, definendo il nascente business hardware di OpenAI compromesso fin dalle fondamenta a causa del ricorso illegale a segreti commerciali sottratti.
Fonti vicine al progetto ridimensionano le accuse, evidenziando come lo speaker sia profondamente diverso da qualsiasi prodotto Apple attualmente sul mercato, rendendo improbabile una reale violazione di brevetti. Sebbene Apple proponga già i suoi HomePod, OpenAI non considera questi dispositivi come concorrenti diretti del proprio hardware. Ciononostante, anche a Cupertino si lavora a un nuovo hub domestico dotato di uno schermo da 7 pollici, fotocamera per FaceTime e integrazione avanzata con Siri, che andrebbe a sovrapporsi parzialmente alle funzionalità dello smart speaker concorrente.
La disputa legale potrebbe ora riscrivere completamente la tabella di marcia del nuovo dispositivo. Inizialmente previsto per il 2026, il lancio sul mercato dello speaker OpenAI sembra essere slittato al 2027. Sebbene l’azienda di Altman possa decidere di svelare l’hardware già nel corso di quest’anno per anticipare i tempi, l’ingiunzione restrittiva richiesta da Apple ai Tribunali rischia di bloccare definitivamente la commercializzazione del prodotto prima ancora del suo debutto ufficiale.

