La battaglia legale Apple-Dipartimento Giustizia USA potrebbe chiudersi con un accordo

Il Procuratore generale degli Stati Uniti d’America sotto l’amministrazione Biden
Il panorama tecnologico americano potrebbe presto vivere una svolta significativa. Secondo recenti indiscrezioni, Apple e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) avrebbero avviato le prime interlocuzioni per esplorare la possibilità di un accordo stragiudiziale in merito alla causa antitrust del 2024. Sebbene le parti si siano mostrate aperte al dialogo, con Apple che avrebbe già avanzato diverse proposte nel corso del 2026, non vi è ancora alcuna certezza sulla chiusura definitiva del contenzioso.
La causa, nata sotto l’amministrazione Biden, accusava il colosso di Cupertino di aver instaurato un monopolio illegale attraverso restrizioni eccessive sull’ecosistema iPhone. Tra i punti critici sollevati dal Dipartimento di Giustizia figuravano le limitazioni ai cosiddetti “super-app”, le restrizioni ai servizi di cloud gaming, l’esclusività di iMessage e la chiusura dell’hardware Apple Watch verso dispositivi non prodotti dall’azienda. Inoltre, l’accusa puntava il dito contro la gestione del portafoglio digitale e l’accesso limitato al chip NFC per terze parti.
Dal canto suo, Apple ha sempre respinto ogni addebito, difendendo il proprio ecosistema come il necessario equilibrio tra le esigenze dei consumatori, la protezione della privacy e la sicurezza dei dati. Per Cupertino, le pretese governative non farebbero altro che degradare l’esperienza d’uso che milioni di utenti apprezzano quotidianamente, eliminando differenziazioni competitive cruciali.
Nonostante ciò, Apple ha già iniziato ad allinearsi ad alcune istanze – basti pensare all’introduzione dello standard RCS in Messaggi – mossa che potrebbe facilitare il raggiungimento di un compromesso salvando la faccia a entrambe le istituzioni.
Nonostante questa possibile apertura, la partita resta complessa. Molti degli ambiti contestati, come l’apertura del sistema operativo ad app store alternativi o una maggiore interoperabilità dei servizi, rimangono punti di frizione in cui Apple non intende cedere.
Mentre in Europa il Digital Markets Act ha già imposto cambiamenti radicali, negli Stati Uniti il braccio di ferro prosegue in un clima di incertezza. Il tempo dirà se queste trattative porteranno a una risoluzione storica o se, al contrario, la battaglia legale si protrarrà ancora per anni nei tribunali americani.

