ClickLock Stealer: la nuova minaccia per macOS che sfrutta il Terminale

La sicurezza informatica nel mondo Apple torna al centro dell’attenzione a causa di una nuova minaccia scoperta dalla società di ricerca Group-IB. Si tratta di un malware per macOS battezzato ClickLock Stealer, attivo da maggio 2026 e capace di colpire utenti a livello globale attraverso una strategia di ingegneria sociale piuttosto aggressiva.
Questo codice non sfrutta vulnerabilità di sistema o privilegi elevati, ma si affida esclusivamente alla collaborazione inconsapevole dell’utente per infettare il computer.
Il meccanismo di infezione prende solitamente il via tramite finte pagine web che simulano controlli di sicurezza di Cloudflare o verifiche del browser. All’interno di queste schermate viene richiesto alla vittima di copiare ed eseguire un comando nel Terminale. Una volta avviato, lo script scarica moduli aggiuntivi e simula una finta barra di caricamento, avviando subito dopo un blocco operativo del computer.
Il sistema operativo viene reso inutilizzabile attraverso la chiusura forzata di tutte le applicazioni aperte a intervalli regolari, finché l’utente non cede alla richiesta di inserire la password.
Nel frattempo, il malware disattiva le notifiche di sicurezza e sfrutta il login dell’utente per forzare l’accesso al Portachiavi e alle chiavi di cifratura di Chrome. In questo modo vengono trafugate credenziali di navigazione, password salvate e portafogli di criptovalute, che finiscono direttamente su un bot Telegram, mentre una backdoor nascosta garantisce accessi futuri.
Apple è intervenuta introducendo in macOS Tahoe 26.4 un sistema di avviso e blocco per i comandi incollati da fonti esterne, ricordando che nessun sito legittimo richiede mai l’uso del Terminale.



1 commenti
Ma c’era qualcuno che ci cascava? Navighi su Internet e appare un messaggio che ti dice di copiare e incollare un comando nel Terminale… gli utenti esperti non ci cascano e quelli inesperti sanno che il Terminale è “pericoloso”, che richiede una esperienza non di poco conto e quindi non ci incollerebbero mai una stringa presa online…