macOS 27 Golden Gate: l’ottimizzazione di Apple rigenera il chip M1

Valutare le prestazioni di una versione beta è da sempre un compito complesso, poiché i continui affinamenti software possono comportare variazioni percentuali minime nei test sintetici. Tuttavia, le prime analisi condotte sulla seconda beta di macOS 27 Golden Gate
indicano che alcune funzionalità specifiche mostreranno un incremento di velocità tangibile rispetto all’attuale macOS 26 Tahoe
, un beneficio che si estenderà persino ai modelli storici come il MacBook Air M1. Il famoso sito giapponese MacOTakara ha approfondito la questione mettendo a confronto l’attuale release di macOS 26.5.1 con la nuova beta su una configurazione dotata di 16 GB di memoria RAM e un’unità SSD da 1 TB, delineando un quadro chiaro tra componenti stabili e novità sorprendenti.

I test di forza bruta focalizzati sull’architettura hardware principale non evidenziano uno stravolgimento delle prestazioni complessive. I punteggi ottenuti su Geekbench 6 Pro per quanto riguarda le operazioni in modalità monocore e multicore mostrano una stabilità assoluta, segno che il processore principale continua a svolgere il proprio lavoro senza variazioni strutturali introdotte dal nuovo sistema operativo. Una dinamica analoga si riscontra sul fronte della componente grafica tramite le API Metal, dove i valori rimangono invariati, a eccezione di una significativa anomalia positiva che vede il sotto-punteggio dedicato al riconoscimento facciale registrare un balzo in avanti del 21% a favore del nuovo sistema operativo.

Il vero cambio di passo emerge in modo evidente quando si analizzano le prestazioni legate ai flussi di lavoro neurali attraverso Geekbench AI. Sebbene i calcoli generici affidati a CPU e GPU non mostrino variazioni di rilievo, il Neural Engine del chip M1 subisce un’accelerazione notevole.

Sotto la gestione di macOS 27, il motore dedicato ai processi di intelligenza artificiale evidenzia incrementi compresi tra il 15% e il 25% nella rilevazione dei volti e un progresso del 15% nella traduzione automatica. Questo potenziamento mirato conferma l’intenzione di Cupertino di preparare il terreno per l’ecosistema Siri AI, ottimizzando gli algoritmi di calcolo anche sui processori di prima generazione Apple Silicon.

Nessun miracolo si registra invece sul fronte della velocità di archiviazione interna, con i test eseguiti tramite AJA System Test che confermano prestazioni del display e del disco perfettamente sovrapponibili tra le due versioni. Questo approccio riflette la strategia comunicata ufficialmente durante la scorsa WWDC, in cui il colosso tecnologico ha posto l’accento su ottimizzazioni mirate per specifiche operazioni di sistema piuttosto che su incrementi globali. Se per le piattaforme mobili si è parlato di un avvio delle applicazioni più rapido e di trasferimenti AirDrop potenziati, sul fronte desktop la nuova iterazione di macOS si concentra nel rendere più reattivi i flussi di rete, la condivisione di file e la schermata iniziale del browser proprietario, dimostrando che l’hardware attuale viene ottimizzato nei flussi d’uso dove l’esperienza utente ne trae il massimo beneficio.



5 commenti
Tradotto in termini pratici, ho un MacBook Pro 13 M1, funzionerà meglio con questo nuovo sistema operativo?
In generale è più veloce rispetto a Tahoe, ed è nettamente più veloce in tutto quello che riguarda l’AI.
e suppongo che ciò riguardi anche chi ha un MacBook Air M2
I miglioramenti dovrebbero essere per tutti i processori M, ma ne sapremo di più a breve.
Ottime notizie, un’altro anno di respiro per le mie macchine (MbP M1, iPhone 12 e iPad 9th gen.). Grazie Stefano.