Scontro tra Stati Uniti e Unione Europea: Trump minaccia dazi per le multe Antitrust alle Big Tech

Le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea si sono nuovamente inasprite in seguito alle recenti decisioni di Bruxelles in materia di concorrenza digitale. Il presidente Donald Trump ha infatti annunciato l’avvio immediato di un’indagine ufficiale per contrastare quella che ha definito una pratica ingiusta e discriminatoria nei confronti dei colossi tecnologici d’oltreoceano. La mossa arriva come reazione diretta alle pesanti sanzioni economiche comminate dall’Unione Europea ad aziende di primo piano come Apple, Google, Meta e Amazon per presunte violazioni delle normative antitrust e del Digital Markets Act.
Attraverso i propri canali social, la presidenza americana ha espresso una forte condanna, sottolineando che gli Stati Uniti non intendono fungere da riserva finanziaria per le istituzioni europee. Nel mirino della Casa Bianca ci sono le sanzioni miliardarie accumulate negli ultimi anni, tra cui la recente multa da un miliardo di dollari inflitta a Google per presunti favoritismi nei propri servizi di ricerca e nei negozi di applicazioni. A queste si aggiungono le penalizzazioni subite in passato da Apple e Meta, cifre che secondo l’amministrazione americana danneggiano ingiustamente sia le imprese sia i contribuenti degli Stati Uniti.
La risposta di Washington si concretizzerà attraverso una specifica procedura d’indagine commerciale, che potrebbe aprire la strada all’introduzione di dazi sostanziali sulle merci provenienti dall’Unione Europea. Tale linea dura si inserisce in un quadro di politica economica particolarmente aggressivo sul fronte dei dazi doganali adottato durante il secondo mandato di Trump. La recente scadenza di precedenti tariffe e l’introduzione di nuove misure restrittive nei confronti di decine di paesi rischiano ora di aggravare ulteriormente lo scenario degli scambi transatlantici, lasciando presagire un braccio di ferro diplomatico e commerciale di forte impatto per il settore tecnologico globale.


7 commenti
Tramp ha perfettamente ragione a difendere Apple dai ricatti della burocrazia europea!
Ma quale difesa, Mirco! Qui si parla di arroganza pura. Le Big Tech infrangono le regole sulla concorrenza e sul mercato digitale ogni santo giorno. Che dovrebbero fare in Europa, far finta di nulla e stendere un tappeto rosso?
Sono d’accordo sull’arroganza e sulle Big Tech… meno Apple.
Io all’equazione Apple = Meta oppure Apple = Google non ci sto.
Apple è sicuramente un’azienda a scopo di lucro, e ci mancherebbe, ma ha un’etica che TUTTE le altre non hanno.
Un’etica di Jobsiana memoria, che è nel suo DNA e che viene perseguita tuttora dall’attuale dirigenza.
La sicurezza e la protezione degli utenti Apple è imparagonabile con quella fornita dalle altre Big Tech e trovo assurdo che l’UE non lo capisca, spingendo Apple ad indebolire la tutela dei propri utenti.
Ragazzi, sveglia! L’Europa usa queste sanzioni miliardarie solo come un bancomat per fare cassa perché non sa competere sull’innovazione tecnologica. È un accanimento politico bello e buono contro l’America.
Una cosa sono le multe per non aver rispettate delle regole, giuste o meno ma pur sempre emanate da Stati sovrani che per tempo le hanno anticipate rispetto all’entrata in vigore.
Altra cosa è imporre dazi a prodotti che già rispettano le regole in vigore sulle importazioni solo per ripicca.
Trump non sa fare altro che applicare dazi, ma secondo me alla fine e un boomerang che gli si ritorcerà contro, perché oltre alla Cina ci sono altri paesi emergenti ( Sudamerica, Est asiatico e anche l’Africa) farebbero molto volentieri a meno dei scambi commerciali con gli U.S.A.
Concordo con iWalter, Apple è una corporation ma non è come le altre. Meta, Alphabet, Microsoft e le compagnie di LLM sono il peggio del peggio, distruggono menti e democrazie con i loro social, fanno perdere milioni con i loro software bacati e minano alla base la privacy di miliardi di utenti in nome del profitto