Apple sceglie batterie cinesi per gli AirPods e lo storico fornitore Varta fallisce

Le batterie ricaricabile a bottone degli AirPods
La crisi che sta attraversando il settore industriale europeo segna una nuova e complessa tappa con la situazione del gruppo tedesco Varta. L’azienda ha depositato quattro istanze di insolvenza presso il tribunale di Stoccarda, confermando le difficoltà finanziarie che da tempo minacciano la stabilità di uno dei marchi storici nella produzione di accumulatori di energia. Con oltre quattromila dipendenti sparsi in tutto il mondo, la notizia rappresenta un duro colpo non solo per il brand, ma per l’intero comparto manifatturiero della Germania, oggi chiamato a fare i conti con una concorrenza globale sempre più spietata.
Le radici di questa battuta d’arresto affondano in problemi di indebitamento pregresso, acuitesi drasticamente la scorsa primavera in seguito a una decisione cruciale da parte di Apple, che rappresentava il cliente di riferimento per la divisione di microbatterie, perchè ha scelto di spostare la catena di approvvigionamento in Cina per le batterie ricaricabili CoinPower destinate agli AirPods. Tale mossa ha privato l’azienda tedesca di commesse vitali, portando direttamente alla programmazione della chiusura dello stabilimento bavarese di Nördlingen, fissata per il prossimo mese di ottobre e destinata a lasciare senza occupazione circa trecentocinquanta lavoratori.
A rendere il quadro insostenibile è intervenuta la reazione dei creditori finanziari, tra cui compaiono istituti come Deutsche Bank e diversi fondi di investimento, i quali hanno preteso il rimborso immediato dei prestiti concessi. Nel frattempo, la speranza in un intervento di salvataggio interno è svanita quando gli azionisti di riferimento, tra cui Porsche e l’imprenditore austriaco Michael Tojner, hanno escluso la possibilità di immettere nuovi capitali nella società. La combinazione tra il calo dei ricavi derivanti dalla perdita della commessa Apple, la pressione dei debiti e la chiusura dei rubinetti da parte dei soci ha così delineato uno scenario in cui il futuro del gruppo appare quanto mai incerto.


4 commenti
Una notizia davvero triste per la storia industriale tedesca. Dimostra come la dipendenza da un unico grande cliente possa diventare un rischio fatale nel mercato globale.
La velocità con cui le catene di fornitura vengono riorganizzate fa impressione.
Se L’UE invece di incaponirsi su certi DMA avesse concordato per il mantenimento della fornitura, forse ne gioveremmo un po’ tutti.
Tra qualche anno, i nostri amici asiatici ci faranno scoprire le delizie del riso.