Apple fa risorgere lo storico slogan Think different

Il celebre e storico slogan Think different è ufficialmente tornato a fare la sua comparsa sul sito di Apple. La scoperta è stata inizialmente condivisa su X da Basic Apple Guy, evidenziando come la celebre frase sia stata inserita nella pagina dedicata ai computer Mac, posizionandosi esattamente in fondo, appena prima del piè di pagina.
L’inserimento, avvenuto all’inizio di luglio, è stato circoscritto esclusivamente alla sezione del sito riservata ai Mac, una scelta coerente e per nulla casuale se si considerano i profondi legami storici che uniscono questa frase al mondo Macintosh. La nascita di questo motto risale infatti al 1997, periodo in cui Cupertino stava attraversando una fase estremamente complessa e complessa dal punto di vista finanziario e strategico, culminata proprio con il ritorno al timone di Steve Jobs. Non convinto della proposta iniziale legata al claim We’re back, Jobs chiese alle agenzie pubblicitarie di ideare una campagna capace di riaffermare l’identità unica del marchio.
L’espressione, attribuita al direttore artistico Craig Tanimoto e concepita anche come una sorta di risposta al celebre Think di IBM, ha dato vita a una delle pagine pubblicitarie più iconiche della storia moderna. La campagna si è impressa nell’immaginario collettivo soprattutto grazie al leggendario spot intitolato The Crazy Ones, un tributo intenso a figure rivoluzionarie che hanno cambiato il corso della storia in svariati settori, da Albert Einstein a Martin Luther King, passando per John Lennon e Muhammad Ali. La scelta grammaticale di utilizzare un aggettivo al posto di un avverbio rispondeva a una precisa esigenza di impatto visivo e comunicativo, contribuendo in modo determinante a risollevare le sorti dell’azienda e a rinsaldare quello spirito ribelle e anticonformista tipico delle origini.
Pur essendo uscito dalla comunicazione quotidiana, il motto non è mai stato del tutto accantonato dalla mamam Apple, che ha continuato a riproporlo sporadicamente nel corso degli anni per tutelarne i diritti di proprietà intellettuale, come accaduto sulle confezioni di alcuni iMac alla fine degli anni duemila o con il deposito di estensioni di marchio estese ad altri dispositivi.
Oggi, veder riapparire quella scritta rappresenta un tuffo nel passato che celebra le radici di un brand capace di ridefinire il concetto stesso di innovazione tecnologica.

