Accadde oggi: Apple rilascia il Macintosh Centris 660av, anni luce avanti ai PC

29 luglio 1993 Apple rilascia il Macintosh Centris 660av (nome in codice Tempest), un computer dotato di innovative funzionalità audiovideo, tra cui un monitor AppleVision con microfono e altoparlanti, e una porta che poteva funzionare come modem, fax e telefono con l’adattatore Apple GeoPort incluso. Nella dotazione di serie c’era anche il primo software Apple per il riconoscimento e la sintetizzazione della voce.
Il costo relativamente basso di $2.489, fece si che il Centris 660av divenne uno dei primi Mac multimediale a un prezzo accessibile.
Mac PlainTalk era il nome del nuovo software di riconoscimento e sintesi vocale. Era a dir poco rivoluzionario dal momento che con la maggior parte dei computer dell’epoca non era facile registrare audio senza periferiche.

Arrivando 18 anni prima di Siri, PlainTalk non era solo un software di dettatura, rappresentava il primo passo verso un sistema operativo con “assistente digitale intelligente”. Infatti, con il Macintosh Centris 660av si poteva aprire un file dicendo “Computer, apri…”
PlainTalk è un’ulteriore dimostrazione di come Apple fosse anni luce avanti rispetto alla concorrenza dei PC-Windows. È stato anche immortalato nella canzone “Fitter Happier” dei Radiohead dall’album OK Computer che era un altro comando riconosciuto di PlainTalk.

Il Centris 660av aveva in dotazione il processore Motorola 68040 con una velocità di clock di 25 MHz, surclassando così il possente Quadra 950, il top di gamma di allora. Per alleggerire il carico di lavoro del Motorola e velocizzare l’elaborazione audio-video, fu aggiunto anche un chip AT&T 3210 DSP (Digital Signal Processor), con una velocità di clock di 55 MHz. Il computer supportava l’audio stereo a 16-bit 48 KHz, e si poteva registrare e riprodurre suono di qualità CD, così come acquisire video da una telecamera o altra fonte, e perfino reindirizzare il segnale a un televisore o videoregistratore grazie alle porte S-Video e Composite in entrata e in uscita. Tenendo premuta la combinazione Cmd-Opt-T-V durante l’avvio del computer si poteva attivare la condivisone a specchio del monitor su un televisore, in modo da poter registrare ciò che si stava facendo sullo schermo utilizzando un videoregistratore.
Il video in basso mostra i progettisti festeggiare il lavoro fatto per la scheda madre Macintosh Centris 660av (e del Quadra 840AV) La registrazione è del 1993, e il filmato era incluso sul CD-Rom con il System 7.1, fornito insieme ai due Macintosh AV.
Il Centris 660av riassumeva il buono e il cattivo di Apple della metà degli anni ’90. È stato un Mac straordinario grazie ad alcune caratteristiche davvero rivoluzionarie. Considerando che oggi gli streaming live e i dispositivi vocali sono all’ordine del giorno, si può capire quanto forse avanti il Macintosh Centris 660av a quel tempo.
Ma, il Centris 660av era anche il testimone del più grande difetto di Apple: la confusione della linea dei Mac. Oltre al nome complesso, il Centris 660av fu rinominato a ottobre dello stesso anno in Quadra 660av contribuendo a disorientare sempre più gli utenti.


2 Comments
Che nostalgia!
Apple Italia mi mandò la targhetta con la scritta “Quadra 660av” da sostituire a quella con “Centris 660av”.
Infatti, curiosamente, il nome del Mac non era serigrafato sul case, ma era scritto su una targhetta rimovibile e quindi sostituibile.
Forse avevano già previsto il cambio del nome?
Macchina straordinaria, mi ricordo di nottate infinite col Quadra 660av, musica a palla e via a lavorare duramente col mitico FreeHand.