Tim Cook e il caro memorie: i prezzi Apple non scenderanno

Durante la recente conferenza con gli investitori per i risultati del terzo trimestre 2026, Tim Cook ha affrontato le crescenti difficoltà legate alla catena di approvvigionamento e ai costi delle memorie. Di fronte alle pressioni inflazionistiche che hanno costretto Cupertino ad aumentare i listini di diversi dispositivi, Apple sta valutando l’ingresso di nuovi partner produttivi, pur frenando gli entusiasmi su un’eventuale discesa dei prezzi al pubblico. La questione è emersa quando ai vertici di Cupertino è stato chiesto se la diversificazione dei fornitori servisse a garantire la disponibilità o a preservare il valore per il cliente.
Ricordando i forti rincari registrati negli ultimi mesi nel settore delle memorie, Cook ha spiegato che l’attuale mercato delle componenti DRAM vede la presenza di pochissimi attori chiave e che l’arrivo di ulteriori aziende aiuterebbe senz’altro a stabilizzare i volumi produttivi.
Tuttavia, il CEO ha corretto parzialmente il tiro riguardo ai benefici sui costi, definendo l’impatto sui prezzi finali ancora incerto e ridimensionando le aspettative dei consumatori. Nelle strategie di Apple rientrerebbe la possibilità di attingere anche a produttori cinesi per i mercati esteri, alleggerendo la pressione sui canali domestici americani. Questo approccio mirato dimostra che i recenti rincari potrebbero non essere una parentesi temporanea, lasciando presagire uno scenario in cui i listini elevati rischiano di consolidarsi nel medio periodo.

