Apple, scorte al minimo per il MacBook Air a causa dei chip AI

Nonostante il recente aumento di prezzo avvenuto nel mese di giugno, il MacBook Air sta registrando una carenza di scorte particolarmente significativa. Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, diversi punti vendita al dettaglio segnalano enormi difficoltà nel mantenere i laptop riforniti, evidenziando una restrizione nelle spedizioni di nuove unità che supera qualsiasi precedente riscontro del settore. Negli Stati Uniti, il negozio online ufficiale mostra stime di consegna che oscillano tra le due e le sei settimane, con i ritardi maggiori concentrati sulle configurazioni dotate di quantitativi di RAM superiori.
Alla base di questa situazione vi è una forte limitazione nella catena di fornitura dei chip di memoria, provocata dalla massiccia espansione dei centri dati dedicati ai server di intelligenza artificiale. Questo fenomeno ha generato un’impennata nei costi delle memorie RAM e dei chip di archiviazione SSD utilizzati in numerosi dispositivi della mela morsicata, coinvolgendo direttamente il MacBook Air insieme ai modelli Mac Studio e Mac mini. Già nel mese di giugno, la società di Cupertino aveva ritoccato verso l’alto i listini di quattordici prodotti differenti, portando il prezzo di partenza del portatile negli Stati Uniti da 1099 a 1299 dollari. Ciononostante, la domanda continua a superare nettamente la capacità produttiva attuale, confermando le difficoltà di Apple nel far fronte a questa fase di mercato complessa.

