Crisi globale di RAM e SSD: perché i prezzi di iPhone e Mac rischiano di aumentare ancora

La forte crescita dell’intelligenza artificiale continua a sconvolgere il mercato della memoria. RAM e SSD sono diventati componenti sempre più richiesti dai data center, con effetti diretti sui prezzi dell’elettronica di consumo. Apple, che acquista chip di memoria da fornitori come Micron, Samsung e SK Hynix, è riuscita finora ad assorbire parte degli aumenti grazie ai contratti stipulati negli anni scorsi, ma la situazione sta cambiando.
Negli ultimi 18 mesi il costo della memoria è aumentato in modo impressionante. Un kit DDR5 da 32 GB che a inizio 2025 costava circa 100 dollari oggi arriva intorno ai 600 dollari, mentre gli SSD consumer sono triplicati di prezzo e gli hard disk sono quasi raddoppiati. Apple non utilizza moduli RAM tradizionali, ma acquista comunque chip DRAM e memoria flash, quindi l’aumento dei costi della materia prima finisce inevitabilmente per riflettersi sui suoi prodotti.
Il principale responsabile è il boom dell’intelligenza artificiale. I grandi data center assorbono gran parte della produzione mondiale di memoria, soprattutto quella ad alte prestazioni. In particolare cresce la domanda di HBM (High Bandwidth Memory), una tecnologia molto più veloce della DRAM tradizionale grazie alla struttura a più strati. Pur costando circa cinque volte di più, garantisce prestazioni indispensabili per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli AI, spingendo i produttori a destinare sempre più capacità produttiva a questo segmento.
I tre principali fornitori di Apple concordano sul fatto che la situazione non migliorerà a breve. I dirigenti di Micron, Samsung e SK Hynix prevedono che la domanda continuerà a superare l’offerta almeno fino al 2028 e che il 2027 potrebbe essere l’anno più critico per la disponibilità di memoria. La capacità produttiva del prossimo anno risulta già praticamente esaurita e costruire nuovi impianti richiede dai tre ai cinque anni.
Per Apple questo significa affrontare costi sempre più elevati. Cupertino starebbe valutando anche nuovi fornitori, come la cinese CXMT, ma la società è al centro di tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti, rendendo questa strada particolarmente complessa. Nel frattempo Tim Cook ha definito l’attuale situazione della memoria un evento eccezionale, sottolineando che Apple continuerà a intervenire sulla catena di fornitura per limitare l’impatto sui prezzi finali.
Nonostante ciò, compensare rincari così elevati sarà sempre più difficile. Se la domanda legata all’intelligenza artificiale continuerà a crescere, è plausibile aspettarsi nuovi aumenti per i futuri iPhone, Mac e altri dispositivi Apple. Anche quando il mercato tornerà a stabilizzarsi, non è affatto scontato che i prezzi della memoria e dei prodotti elettronici tornino ai livelli del passato.

