Il primo iPhone non funziona più in America, ma resta attivo in Italia

T-Mobile ha spento definitivamente la propria rete 2G GSM negli Stati Uniti lunedì 3 agosto, completando la dismissione di una tecnologia che per anni ha rappresentato lo standard della telefonia mobile. Con questa decisione, tutti e tre i principali operatori americani hanno ormai abbandonato completamente il supporto alle reti 2G.
L’operatore aveva mantenuto attiva la rete 2G più a lungo rispetto ai concorrenti perché alcuni clienti utilizzavano ancora dispositivi compatibili con questa tecnologia. Inoltre, alcuni utenti internazionali in roaming negli Stati Uniti avevano ancora bisogno del 2G per effettuare chiamate vocali. T-Mobile ha quindi collaborato con gli operatori di altri Paesi per preparare la transizione e ridurre i problemi legati alla chiusura della rete.
I clienti rimasti sulla rete 2G sono stati avvisati con largo anticipo e hanno avuto tempo per sostituire i dispositivi incompatibili. Dopo lo spegnimento, però, diversi prodotti non possono più funzionare: tra questi vecchi telefoni cellulari, sistemi di allarme, terminali di pagamento e numerosi dispositivi IoT basati sulla connettività GSM.
La fine del 2G negli Stati Uniti ha avuto un effetto particolare sul primo iPhone lanciato da Apple nel 2007. Il dispositivo utilizzava infatti esclusivamente reti GSM 2G per la connessione cellulare. AT&T aveva già interrotto il supporto al 2G nel 2017, rendendo di fatto inutilizzabile la parte telefonica dell’iPhone originale negli Stati Uniti. Con la chiusura della rete T-Mobile è venuto meno anche l’ultimo possibile collegamento rimasto.
La situazione è però diversa in Italia, dove il 2G non è ancora stato completamente disattivato. Il primo iPhone può ancora collegarsi alle reti GSM italiane compatibili e utilizzare le funzioni telefoniche di base, come chiamate e SMS. Attualmente operatori come TIM, Vodafone e WindTre mantengono ancora attive infrastrutture 2G, principalmente per garantire il funzionamento di vecchi dispositivi e sistemi industriali o IoT. Anche altri operatori virtuali possono offrire accesso al 2G appoggiandosi alle reti degli operatori principali.
Naturalmente, il primo iPhone rimane estremamente limitato rispetto agli smartphone moderni: non supporta le reti 3G, 4G o 5G, non può utilizzare le applicazioni attuali e la navigazione internet è ormai praticamente inutilizzabile. Tuttavia, in Italia può ancora svolgere il ruolo per cui era stato progettato nel 2007: effettuare chiamate attraverso una rete GSM tradizionale.
Negli Stati Uniti, invece, il capitolo è definitivamente chiuso. Verizon aveva terminato il supporto al 2G nel 2020, mentre tutti i principali operatori americani avevano già eliminato le reti 3G nel 2022 e successivamente abbandonato anche i primi dispositivi LTE privi di supporto VoLTE.
La fine del 2G negli USA rappresenta quindi un passaggio storico verso reti più moderne ed efficienti, ma dimostra anche come alcuni vecchi dispositivi possano continuare a vivere in mercati dove le infrastrutture tradizionali sono ancora disponibili.

