iOS 26, arriva il primo jailbreak con Dopamine 3.0

Dopo 326 giorni dal suo debutto, iOS 26 ha ricevuto il suo primo jailbreak. Merito del team dietro Dopamine, uno dei tool più apprezzati dalla community, che ha rilasciato la versione 3.0 dello strumento. Continua, quindi, quello che Steve Jobs definì il “gioco del gatto con il topo”.
Lars Fröder, conosciuto online come opa334, ha annunciato il supporto a diverse versioni firmware più recenti, tra cui iOS 26.0 e 26.0.1, disponibile però solo sui dispositivi equipaggiati con chip A12 o A13.
La novità più rilevante dell’aggiornamento riguarda però la retrocompatibilità: Dopamine 3.0 funziona ora su tutti i dispositivi con iOS 16.5.1 fino a iOS 17.3.1, ampliando notevolmente il ventaglio di iPhone supportati.
Per conoscere nel dettaglio quali modelli e quali versioni di iOS sono compatibili, è possibile consultare AppleDB, il database di riferimento per tracciare la compatibilità dei jailbreak.
Personalmente sono contrario al jailbreak, perché è il sistema più facile per infettare con qualche malware il proprio dispositivo, il tutto per attivare funzioni che non aggiungo nulla di importante a iOS, e che fanno molto “smanettone Windows” (Il jailbreak dell’iPhone non lo faccio perché sono un utente Mac). Ho fatto ricorso al jailbreak solo ai tempi del primo iPhone (acquistato in America nel 2007), perché altrimenti non sarebbe stato utilizzabile in Italia..


4 commenti
Ancora con questa storia del jailbreak? Apple ormai ha reso il sistema così chiuso che non serve più a niente, solo rischi inutili per due funzioni in croce.
326 giorni per craccare un sistema che ormai fa già tutto quello che serve nativamente… boh, io lo vedo più un esercizio di stile per smanettoni che un’utilità reale.
Esercizio di stile per farsi notare.
Il JB un tempo apportava nuove funzionalità, alcune molto utili, ma poi Apple ha integrato nativamente le più interessanti e quindi il senso di farlo non c’è più.
io non l’ho mai fatto, ma per chi lo sviluppa riuscire a sbloccare un iPhone è un traguardo importante, una manifestazione di capacità e nel contempo la dimostrazione che nessun sistema è perfetto, quindi ben vengano questi tentativi, ci insegnano che nessuna immensa azienda, per quanti soldi e dipendenti abbia, potrà sconfiggere l’ingegno umano.