Accadde oggi: Apple rimuove l’app “I Am Rich” da 1.000 dollari

Il 10 agosto del 2008, a poche settimane dal debutto dell’App Store, Apple rimosse dallo store un’applicazione che aveva fatto discutere mezzo mondo: I Am Rich. Il prezzo, 999,99 dollari, era già di per sé una provocazione, ma a colpire era soprattutto il fatto che l’app non svolgesse alcuna funzione concreta.
Il suo autore, lo sviluppatore tedesco Armin Heinrich, ha sempre rivendicato la natura ironica del progetto, definendolo apertamente un’opera d’arte. Un gesto forse inevitabile in un contesto in cui Steve Jobs stesso, inizialmente scettico sull’apertura dell’App Store a sviluppatori terzi, temeva che la piattaforma potesse riempirsi di software di scarsa qualità.
Lanciato il 10 luglio 2008, l’App Store aveva conquistato rapidamente gli utenti iPhone, imponendo però anche uno standard di prezzo molto basso, con la maggior parte delle applicazioni vendute a meno di un dollaro. Fu proprio questa tendenza il bersaglio polemico di Heinrich, che dichiarò al New York Times di aver notato le lamentele degli utenti per prezzi superiori ai 99 centesimi, decidendo così di ribaltare provocatoriamente la logica del mercato.
Nonostante le recensioni negative della stampa specializzata, otto persone acquistarono comunque l’app, e solo due di loro chiesero poi un rimborso. Una volta aperta, I Am Rich mostrava semplicemente un gioiello rosso sullo schermo; toccandolo, compariva una frase motivazionale con tanto di errore di battitura, a certificare la natura volutamente kitsch del progetto:
“I am rich
I deserv [sic] it
I am good,
healthy & successful”
La vicenda sollevò anche una delle prime discussioni pubbliche sull’opportunità di introdurre nell’App Store una modalità di prova gratuita prima dell’acquisto, un’idea che Apple non adottò formalmente ma che anticipava il modello degli acquisti in-app oggi diffusissimo.
Heinrich, sommerso da messaggi di insulti oltre che di curiosità, non si fermò: nel 2009 pubblicò un seguito, I Am Rich LE, venduto a 8,99 dollari e arricchito da una calcolatrice e da una versione corretta del celebre mantra. L’app non raggiunse mai la notorietà dell’originale, pur ricevendo aggiornamenti fino alla compatibilità con iOS 12, prima di sparire definitivamente dallo Store.
Oggi I Am Rich resta un piccolo aneddoto simbolico dei primi, sperimentali anni dell’App Store, quando bastava un’idea provocatoria per finire sulle prime pagine della stampa tecnologica internazionale.

