ChatGPT Ads sbarca anche in Italia: la pubblicità arriva nelle conversazioni con l’AI

OpenAI ha ufficialmente varato OpenAI Ads, la piattaforma che porta gli annunci pubblicitari dentro ChatGPT, e da lunedì 24 agosto la novità sbarca anche in Italia. L’espansione riguarda complessivamente 31 nuovi mercati, tra cui Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Polonia, Portogallo e diversi altri paesi europei, dopo il debutto negli Stati Uniti avvenuto a inizio 2026.
L’obiettivo dichiarato resta lo stesso: intercettare gli utenti proprio nel momento in cui confrontano prodotti, valutano alternative e si preparano a una decisione d’acquisto, offrendo alle aziende un canale pubblicitario “nativo” costruito attorno alla conversazione. Il funzionamento è semplice: dopo la registrazione si accede ad Ads Manager, dove creare campagne, caricare i dettagli degli annunci e monitorare impression, click e conversioni. Gli annunci compariranno solo agli utenti dei piani gratuiti e Go, mentre chi paga un abbonamento Plus, Pro, Business o Enterprise continuerà a navigare senza pubblicità.
OpenAI assicura che gli annunci saranno chiaramente etichettati, separati dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale e mai mostrati a utenti minorenni, oltre a essere esclusi da argomenti sensibili come salute, politica e religione. Promesse rassicuranti, certo, ma che arrivano proprio mentre cresce la diffidenza verso l’uso commerciale dei dati raccolti dalle piattaforme di IA conversazionale, con il GDPR europeo pronto a fare da banco di prova.
🕸️ La ragnatela di Spider-Mac 🕸️
È l’ennesima conferma di un percorso già visto: un servizio nato come strumento gratuito e “puro” che, una volta raggiunta una massa critica di utenti, si trasforma in un ecosistema pubblicitario. La stessa parabola di Google, di Facebook, di Instagram. Chi in casa Apple ha sempre fatto della privacy un valore fondante, con un modello di business che non dipende dalla vendita di annunci basati sui dati personali, osserva questa mossa di OpenAI con più di una perplessità: l’ennesima dimostrazione che, quando il prodotto è gratuito, il vero prodotto in vendita siamo noi.


5 commenti
Apple che non ha bisogno di venderti mentre parli con Siri resta un’altra categoria.
Apple continua a dimostrare che si può fare innovazione senza vendere l’anima agli inserzionisti.
Ahahah aspetto il prompt sponsorizzato “chiedi a ChatGPT dove comprare il tuo prossimo divano” anche in italiano.
Io con questi annunci nell’IA smetto di fidarmi delle risposte.
Veramente pessima idea