XApp di Fujifilm per iPhone: la app compagna che finalmente funziona (quasi sempre)

Per anni i produttori di fotocamere hanno costruito hardware eccellente accompagnandolo con applicazioni per smartphone trascurate e poco affidabili. Le cose stanno cambiando, e XApp di Fujifilm ne è un esempio concreto: non si limita più al semplice trasferimento delle foto, ma funge da vero cruscotto della fotocamera, con strumenti utili e un livello di affidabilità nettamente superiore rispetto al passato.
XApp ha sostituito Camera Remote, la vecchia applicazione di Fujifilm afflitta da problemi di stabilità e valutazioni negative. Il salto di qualità è evidente: oltre al trasferimento manuale e automatico delle immagini, XApp consente il controllo remoto della fotocamera, la geolocalizzazione degli scatti, il salvataggio di più configurazioni, la gestione degli aggiornamenti firmware e la consultazione di un registro delle attività. DPreview ha provato l’app con un iPhone 17 Pro Max e alcuni smartphone del lato oscuro.
XApp è disponibile dal 2023, ma non tutte le fotocamere Fujifilm sono compatibili: alcuni modelli più datati richiedono ancora la vecchia Camera Remote. Il colosso giapponese mantiene aggiornato un elenco sul proprio sito, che include corpi macchina risalenti fino al 2018, con la GFX 50R come modello più anziano supportato.
Configurazione e trasferimento immagini

L’abbinamento tra fotocamera e app è semplice e guidato passo dopo passo. La connessione iniziale avviene via Bluetooth, per poi passare al Wi-Fi nelle operazioni più pesanti come il trasferimento dei file o il controllo remoto. Il collegamento resta generalmente stabile, anche se occasionalmente può interrompersi senza recuperare automaticamente: in quei casi basta chiudere e riaprire l’applicazione per risolvere.
L’interfaccia per selezionare le immagini da trasferire, singolarmente o in blocco, funziona bene e permette di scegliere facilmente tra le due schede di memoria, quando presenti. Sono state apprezzate in particolare le opzioni di filtro: si può cercare per valutazione a stelle assegnata in camera, tipo di file, nome della cartella o soggetto riconosciuto, che sia una persona, un animale, un uccello, un’automobile, una moto, un treno o un aereo. È possibile anche restringere la selezione a un intervallo di date, utile quando la scheda contiene molti scatti.
Con la X-T5, che cattura immagini da 40 megapixel, il trasferimento di cinque coppie Raw più JPEG (dieci file totali) ha richiesto poco meno di tre minuti, ridotti a circa 45 secondi per i soli JPEG. I tempi variano naturalmente in base al sensore: modelli da 26 megapixel saranno più rapidi, mentre i corpi medio formato da 100 megapixel richiederanno più tempo.
Le immagini possono essere trasferite a piena risoluzione oppure ridimensionate, secondo la documentazione Fujifilm, a 3 megapixel: una soluzione comoda per i contenuti destinati ai social. Il trasferimento automatico, invece, va attivato dal menu Bluetooth/Smartphone della fotocamera: non avviene in tempo reale durante lo scatto, ma funziona come una coda che si attiva passando in riproduzione o spegnendo la fotocamera, con notifica sul telefono quando le foto sono pronte per essere ricevute.

Controllo remoto e live view
Lo scatto remoto e il live view rispondono bene, con un ritardo minimo rispetto al pulsante fisico, percepibile solo in situazioni di soggetti molto rapidi. Dall’app si possono regolare tempo di posa, apertura, ISO, simulazione pellicola, bilanciamento del bianco e flash, oltre a impostare il punto di autofocus toccando lo schermo, con una leggerissima latenza nell’attivazione. Per autoritratti su treppiede, scatti di gruppo o composizioni paesaggistiche, la funzione si dimostra affidabile; per il resto delle impostazioni bisogna comunque intervenire direttamente sulla fotocamera.
Sincronizzazione GPS
Attivando la sincronizzazione della posizione nello smartphone, XApp trasmette i dati GPS del telefono alla fotocamera via Bluetooth, incorporandoli nei metadati degli scatti. Il meccanismo funziona generalmente in background senza intoppi, ma su iPhone 17 Pro Max è stato notato che, dopo alcuni giorni di inattività tra app e fotocamera, la geolocalizzazione smette di funzionare finché non si riapre manualmente XApp. Il problema è segnalato anche da altri utenti online, quindi conviene aprire l’app prima di un’uscita fotografica se sono passati giorni dall’ultimo utilizzo. L’intervallo di sincronizzazione è regolabile da 10 a 480 secondi, per bilanciare precisione e consumo della batteria: nella nostra prova, impostarlo al minimo non ha inciso in modo evidente sull’autonomia dell’iPhone.
Salvataggio delle impostazioni

La funzione di backup e ripristino delle configurazioni è semplice ed efficace. Basta un tocco per salvare l’assetto corrente della fotocamera in un elenco, dando un nome a ogni profilo: utile non solo per recuperare impostazioni smarrite, ma anche per creare configurazioni dedicate a soggetti o situazioni diverse, oppure per replicare gli stessi parametri su più corpi macchina dello stesso modello, come farebbe un fotografo di matrimoni che alterna due fotocamere. Attenzione però: le impostazioni di rete e il bilanciamento del bianco personalizzato non vengono salvati, e versioni firmware disallineate tra i corpi possono causare errori di ripristino.
Timeline e Attività
Le sezioni Attività e Timeline offrono un riepilogo visivo dell’utilizzo: numero di scatti e video, ripartizione tra fotocamere e obiettivi collegati, simulazioni pellicola più usate e tipologie di soggetti fotografati. Toccando le infografiche si apre la galleria delle foto corrispondenti, anche se al momento della prova questa funzione si è rivelata piuttosto instabile su iOS, causando spesso la chiusura improvvisa dell’app. La Timeline organizza invece l’attività in ordine cronologico, raggruppando gli scatti in sessioni e segnalando l’aggiunta di nuove fotocamere o obiettivi. Peccato che Fujifilm inserisca, seppur di rado, pubblicità di propri eventi e prodotti proprio in questa sezione. Da notare anche che l’accesso a Timeline e Attività richiede un account Apple che non è disponibile in tutti i Paesi.
Aggiornamenti firmware
XApp scarica automaticamente gli aggiornamenti firmware disponibili e li trasferisce alla scheda di memoria della fotocamera alla connessione successiva via Wi-Fi. L’installazione resta però a discrezione dell’utente: all’accensione, la fotocamera segnala la disponibilità dell’aggiornamento, lasciando scegliere se procedere subito, rimandare o programmare data e ora. Gli aggiornamenti degli obiettivi non sono invece gestiti dall’app.
Il verdetto
XApp rappresenta un netto passo avanti rispetto a Camera Remote e conferma la tendenza dei produttori di fotocamere a prendere finalmente sul serio le proprie applicazioni. Manca però ancora la gestione delle ricette pellicola personalizzate, funzione molto richiesta dalla community Fujifilm e già presente nelle app di altri produttori: un vuoto colmato, per ora, solo da sviluppatori terzi.
🕸️ La Ragnatela di Spider-Mac 🕸️
XApp dimostra che anche fuori da Cupertino si può costruire un’app companion solida e ben pensata, con funzioni che vanno oltre il semplice trasferimento file. Restano però le solite crepe tipiche del software non Apple: la sincronizzazione GPS che si addormenta da sola, la sezione Attività che va in crash su iOS, la dipendenza da un account Apple per usare Timeline. Piccoli difetti, ma sintomo di una cura dei dettagli che su iOS, quando è Apple stessa a scrivere il codice, raramente si vede.

