Titanium Court per Mac, la recensione: quando il match-three incontra la stregoneria

Non osavi muoverti dalla tua posizione, mentre il terreno sotto i tuoi piedi tremava, in attesa di frantumarsi ulteriormente.
Titanium Court è un curioso mix – in parte match-three, in parte autobattler, in parte RPG narrativo, in parte avventura comica. Ma stipando questi elementi in un unico gioco, la chimera che ne risulta è in qualche modo più grande della somma delle sue parti.
La premessa di base è questa: mentre vaghi per i boschi, il terreno si sposta sotto i tuoi piedi; prima ancora di accorgertene, ti ritrovi intrappolato in un mondo mutaforma abitato da strane creature perennemente in guerra con castelli rivali, o “corti”. Nessuno sa dove si trovi né come il mondo sia diventato così. Il tuo compito è trovare una via per tornare a casa – sempre che tu riesca a sopravvivere abbastanza a lungo.
Fino ad allora, la tua casa temporanea è Titanium Court. Piena di “fate” che sembrano umane ma spesso appaiono un po’ confuse dall’umanità, la Corte avanza nel mondo, ritrovandosi regolarmente sul campo di battaglia ad affrontare i propri nemici.
Le battaglie ti presentano una griglia di tessere, ciascuna contenente un elemento geografico – grano, colline, acqua, ecc. La prima fase (Alta Marea) ti concede alcune mosse per riorganizzare queste tessere. Se tre tessere dello stesso tipo si allineano orizzontalmente o verticalmente, i blocchi scompaiono, facendoti guadagnare risorse e generando sostituti (che possono essere utili o dannosi).
Una volta esaurite le mosse, inizia la Bassa Marea. Qui scegli come spendere le risorse accumulate, ad esempio in soldati, cannoniere o contadini raccoglitori di grano. Quando sei pronto, la battaglia ha inizio e le tue forze si dispiegano per combattere per tuo conto.

Detto così sembra semplice, ma in Titanium Court scorre una forte vena strategica. La maggior parte delle forze (amiche e nemiche) viene rallentata dalle colline, mentre l’acqua le blocca del tutto. Conviene spendere le risorse in orde di soldati comuni o in un’unica arma potente? C’è molto su cui riflettere, perché una volta dato il via, devi fidarti dei tuoi combattenti autobattling.
Titanium Court non si fa notare solo per il suo gameplay ibrido – è anche traboccante di un umorismo strano e stridente. Le fate sono eccentriche, i dialoghi arguti e assurdi, e il gioco sembra godersi la propria stranezza. Distruggi una corte nemica, per esempio, e lo schermo si riempie di immagini trionfali di giocatori di baseball che segnano fuoricampo e palloni da basket che sfrecciano nei canestri. Il testo scintilla, trema e, a volte, diventa a dir poco impazzito davanti ai tuoi occhi. È tutto decisamente bizzarro e assolutamente divertente.
Pochi titoli riescono a essere così stravaganti senza perdere il giocatore per strada, ma Titanium Court fonde in modo memorabile lo strano e il sublime in un mix seducente e assuefacente.
Va detto, però, che il titolo non è localizzato in italiano: chi non ha una buona padronanza dell’inglese dovrà affidarsi a strumenti di traduzione basati sull’intelligenza artificiale per non perdersi i tanti dialoghi e le sfumature della scrittura, elemento che qui è tutt’altro che secondario.

