Apple rilascia iOS 27 e iPadOS 27: arriva Siri AI (non in UE)

Apple ha rilasciato oggi iOS 27 e iPadOS 27, i nuovi aggiornamenti destinati a iPhone e iPad. Il software è gratuito e scaricabile via etere da Impostazioni, Generali, Aggiornamento Software; nelle prime ore dal rilascio il download potrebbe richiedere più tempo del solito per l’elevata richiesta.
iOS 27 è compatibile con tutti i modelli che già eseguono iOS 26, quindi a partire da iPhone SE di seconda generazione e iPhone 11. iPadOS 27, invece, gira su iPad Pro dalla seconda generazione in poi, iPad Air dalla quarta generazione, iPad mini dalla sesta generazione e sul recente iPad con chip A16.
La novità principale è Siri AI, versione più evoluta e capace dell’assistente vocale, accompagnata da un’app dedicata e da un’interfaccia rinnovata secondo il linguaggio Liquid Glass. Dopo l’aggiornamento potrebbe essere richiesta un’iscrizione a Siri AI, gestibile dalla sezione dedicata nelle Impostazioni. Il pacchetto comprende anche numerose funzioni aggiuntive di Apple Intelligence.
Va segnalato un limite importante per gli utenti italiani ed europei: Siri AI è al momento disponibile solo in lingua inglese e non è attiva nei Paesi dell’Unione Europea. Il motivo è normativo, legato al Digital Markets Act, la legge comunitaria sulla concorrenza digitale che impone ad Apple requisiti di interoperabilità non ancora soddisfatti per questa funzione.
Per sfruttare le funzioni di intelligenza artificiale serve comunque un dispositivo compatibile con Apple Intelligence: su iPhone si parte da iPhone 15 Pro e 15 Pro Max, per arrivare a tutti i modelli delle serie 16, 17 e 18. Su iPad l’accesso è riservato ai modelli con chip della serie M e a iPad mini con A17 Pro. Al momento Siri AI e le altre funzioni di Apple Intelligence restano gratuite, ma Apple si riserva la possibilità di introdurre in futuro un costo per un utilizzo più intensivo.
🕸️ La Ragnatela di Spider-Mac 🕸️
Il salto tecnologico di Siri AI arriva puntuale, ma l’esclusione dell’Unione Europea per motivi legati al DMA lascia l’amaro in bocca a chi in Italia aspetta da tempo un assistente vocale davvero all’altezza della concorrenza. Non è la prima volta che una funzione Apple resta bloccata oltre confine per ragioni regolatorie, e finché la situazione non si sblocca gli utenti europei continueranno a sentirsi cittadini Apple di serie B.

