Il nuovo panno Apple costa il 60% in meno: il test di Spider-Mac

È stato senza dubbio l’annuncio a sorpresa di fine estate: Apple ha lanciato un nuovo panno per la pulizia dei display, con un prezzo inferiore del 60% rispetto alla versione precedente.
Il primo panno venduto singolarmente risale al 2021: un “panno per la pulizia” in una bella ed elegante confezione, che costava 25 €, una cifra che fece discutere non poco per un semplice pezzo di stoffa. Il successore arriva in una confezione simile, che si apre tirando due linguette, in alto e in basso. All’interno si trova un quadrato di tessuto da 16 x 16 cm con gli angoli arrotondati.

Il tessuto resta morbido al tatto, forse un po’ più liscio di prima, e ricorda un panno per occhiali ma molto più spesso. Scorre senza problemi sullo schermo di un MacBook come su un display con vetro nanotexture, e Apple lo dichiara “utilizzabile senza rischi su tutti gli schermi e le superfici” dei suoi prodotti. Il logo della mela è sempre discretamente in basso a destra, nel caso vi venisse in mente di mescolarlo con i panni di altre marche.

A prima vista nulla giustifica lo sconto di 15 €. Confrontandolo con il primo, però, la differenza si nota: il modello attuale è più sottile e flessibile, mentre l’originale è più rigido. Cambia anche il colore, un grigio scuro al posto del tono più chiaro di prima.

Nell’uso, questa cura dimagrante per fortuna non incide sull’efficacia. Dopo qualche passaggio su un MacBook e soprattutto un iPad pieno di ditate, il nuovo panno se la cava come il vecchio: i segni spariscono in fretta e non lascia pelucchi. La tinta scura si sporca meno, anche se il modello precedente, più spesso e sodo, conserva un’aria di maggior pregio.

Apple ha rivisto imballo o materiali per tagliare il prezzo? Il risparmio sta altrove: è esattamente lo stesso panno che si trova nelle scatole degli Studio Display nanotexture. Cupertino avrebbe quindi smesso di produrre il primo modello e quello dello Studio Display, però, è accompagnato da istruzioni, mentre il nuovo panno ne è privo.
Vale la pena? A 10 € il prezzo permette di afre meno calcoli rispetto al modello che sostituisce e si avvicina a quello dei tanti cloni. La fabbricazione non è identica, ma questa versione 2.0 non pulisce peggio della precedente.

Considerazioni finali
Per chi ha uno schermo tradizionale se quello precedente era caro, ora è un affarone; per i possessori di un display nanotexture, per cui Apple raccomanda proprio questo tipo di panno, l’affare è ancora più grande. Tra le due generazioni, non ci sono più molte ragioni per preferire la vecchia, ancora disponibile per i collezionisti.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
- Il prezzo scende da 25 a 10 €, un ribasso del 60% che rende l’acquisto molto più giustificabile.
- pulisce bene come il modello precedente: le ditate spariscono in fretta e non lascia pelucchi.
- il tessuto è morbido e Apple lo dichiara utilizzabile senza rischi su tutti gli schermi e le superfici dei suoi prodotti, nanotexture compreso.
- il grigio scuro si sporca meno del tono chiaro della prima versione.
- è più sottile e flessibile, quindi più comodo da riporre e maneggiare.
- è identico al panno incluso nelle scatole degli Studio Display nanotexture, per cui chi ha già uno di quei display ha di fatto lo stesso accessorio.
- il prezzo si avvicina a quello dei tanti cloni in commercio.
Contro:
- rispetto al primo modello ha un’aria meno pregiata, perché è meno spesso e meno sodo.
- non ha le istruzioni che accompagnano il panno dello Studio Display, un dettaglio non trascurabile per l’uso sui vetri nanotexture.
Prezzo: € 10 disponibile su Amazon
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


2 commenti
È utilizzabile anche per pulire schermi di televisori?
Si, ma forse è un po’ piccolo