Nikon, scandalo al concorso Small World In Motion; il video vincitore creato con AI

Nikon ha squalificato il video che si era aggiudicato il primo posto al concorso Small World In Motion, perché non rispettava il regolamento sull’intelligenza artificiale generativa. La norma è semplice: i video generati con l’IA non sono ammessi e l’organizzatore può chiedere l’originale per verificarne l’autenticità.
Il filmato mostrava presunti movimenti anomali delle ciglia delle vie respiratorie in un bambino affetto da discinesia ciliare primaria, una rara malattia genetica che compromette la funzione respiratoria. Il comunicato che lo aveva annunciato come vincitore dedicava ampio spazio all’importanza delle immagini e al modo in cui erano state ottenute.
Il colosso giapponese spiega di aver deciso dopo una nuova valutazione del video e dei materiali di supporto, sentiti alcuni membri della giuria. Precisa inoltre che la scelta riguarda soltanto l’idoneità rispetto al regolamento e non va letta come un giudizio sulla reputazione, sui meriti scientifici o sulle intenzioni dell’autore. Resta però un punto oscuro: Nikon non chiarisce che ruolo abbia avuto l’IA, ovvero se il video sia interamente sintetico o se una ripresa reale sia stata soltanto elaborata. Secondo la BBC, l’autore avrebbe ammesso di aver usato strumenti di intelligenza artificiale, mentre altri scienziati avevano dato l’allarme. Un esperto della malattia ha dichiarato che le cellule mostrate “non somigliano per nulla” a quelle dei pazienti.
La classifica è stata riscritta. Il primo premio, da 3.000 dollari, va ora a Nguyen Nam Nhat, autore del video su un minuscolo nematode e su un Dileptus, protozoo unicellulare, alle prese con il loro mondo microscopico. Secondo posto per Benedikt Pleyer con le larve di medusa, terzo per Andrew Moore con la divisione sincronizzata di cellule vicine.
Nikon ammette di dover rivedere regole e procedure. Il problema è che gli strumenti per riconoscere contenuti generati o modificati sono spesso poco più che congetture, oppure si appoggiano a filigrane inserite da aziende in buona fede, facilmente aggirabili da chi voglia davvero barare.

