TrendForce: portatili più cari e meno venduti nel 2027 per colpa dei costi dei componenti

Nel 2027 le spedizioni mondiali di computer portatili caleranno: la stima base parla di un calo di pochi punti percentuali, ma nello scenario peggiore la flessione potrebbe avvicinarsi al 10%. Lo prevede TrendForce in un rapporto pubblicato questa settimana, precisando che tutto dipenderà da quanto i produttori trasferiranno sui prezzi di vendita l’aumento dei costi, invece di assorbirlo con un taglio dei margini.
Secondo gli analisti, il rischio principale per il mercato non sarà più la carenza di forniture, ma l’effetto dei rincari sulla domanda. Per ora la stima centrale indica un calo di pochi punti percentuali. Se però i prezzi di DRAM e CPU resteranno alti, i listini saliranno ancora, i cicli di sostituzione si allungheranno e la discesa potrebbe avvicinarsi alla soglia dell’alta cifra singola.
Il 2026 è stato sostenuto da una maggiore disponibilità di processori, da acquisti anticipati dei produttori e da ricambi anticipati rispetto ai tempi previsti. Poiché parte degli acquisti attesi per la seconda metà del 2026 e oltre è già stata fatta, lo slancio dei rinnovi tenderà a indebolirsi. Inoltre, con l’esaurirsi delle scorte acquistate a prezzi più bassi, le aziende sentiranno più direttamente il peso di CPU, DRAM e SSD.
TrendForce calcola che, nel terzo trimestre 2026, questi tre componenti abbiano coperto il 68% della distinta dei materiali di un portatile di fascia media da 900 dollari di prezzo consigliato. L’anno prossimo, se i costi continueranno a salire, i marchi dovranno scegliere: aumentare i prezzi rischiando vendite più deboli, ridurre i margini oppure abbassare le specifiche, con prodotti meno competitivi.
La DRAM resterà scarsa a causa della domanda legata all’intelligenza artificiale, mentre le tensioni sulle memorie NAND dovrebbero allentarsi nella seconda metà del 2027 con l’arrivo di nuova capacità. Prezzi, specifiche e redditività non potranno dunque essere difesi tutti insieme.
Infine, se i dazi non cresceranno ulteriormente, parte della produzione potrebbe tornare in Cina per contenere i costi: la sua quota sul totale mondiale passerebbe dal 76% del 2025 al 79% del 2026, per superare forse l’80% nel 2027.
🕸️ La Ragnatela di Spider-Mac 🕸️
Lo scenario riguarda tutto il settore e Apple non ne è immune: anche i Mac dipendono da memoria e archiviazione, e i suoi prezzi sulle configurazioni maggiorate sono già alti. Cupertino ha però contratti di fornitura di lungo periodo e margini più ampi della media, quindi può assorbire meglio gli aumenti. Il rischio vero è che il rincaro di RAM e SSD diventi un argomento comodo per ritoccare ancora i listini.

