Apple tra i maggiori donatori della sala da ballo di Trump: 25 milioni di dollari

Apple ha promesso 25 milioni di dollari per la sala da ballo voluta da Donald Trump alla Casa Bianca. Lo rivela una lista di donatori ottenuta dal Washington Post, dove compare anche Nvidia: le due aziende risultano tra i principali finanziatori. Nell’elenco figurano inoltre Microsoft, Comcast, Amazon, Cisco, Meta, T-Mobile, HP, Google (con fondi legati a un accordo giudiziario), Palantir, Salesforce e Micron. I contributi privati ammontano a 333 milioni di dollari, versati in un’unica soluzione o a rate.
La Casa Bianca non ha reso pubblici gli importi, benché i finanziamenti politici richiedano di norma trasparenza e rispetto delle regole elettorali. Le somme transitano da un’organizzazione senza scopo di lucro e confluiscono in un conto controllato da Trump. Un portavoce ha annunciato che l’amministrazione perseguirà senza tregua i responsabili della fuga di notizie.
Il costo finale non è noto, ma una stima di giugno parlava di circa $600 milioni, con oltre la metà a carico dei contribuenti. La sala misurerà circa 8.000 metri quadrati e accoglierà 1.000 ospiti; per realizzarla è stata demolita l’ala Est.
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Venticinque milioni non sono un dettaglio per un’azienda che fa di valori e trasparenza un tratto distintivo. Sostenere un’opera istituzionale è una scelta legittima, ma colpisce che la cifra emerga da una fuga di notizie e non da una comunicazione ufficiale. Mamma Apple dovrebbe spiegare le proprie ragioni.


6 commenti
Apple, Amazon, Microsoft, Google…. Perché ? Cosa avranno in cambio o che cosa evitano di ricevere ? Non lo so.
Tranquilli gliel’ho progettata sulla sabbia…
Madre Teresa chiese e ottenne di devolvere in beneficienza i denari del banchetto previsto per il suo Nobel.
E’ la qualità del legno che fa sempre la differenza…
Meglio fermarsi qui.
tangenti che: “transitano da un’organizzazione senza scopo di lucro” tax free
È sopravvivenza. Se ti metti contro uno come Trump, fulgido esempio di autoironia, cultura e tolleranza, c’è il rischio di dove dire a qualche migliaio di dipendenti che non vi sono nuovi contratti e dovranno essere licenziati. Oltre a tutte le altre conseguenze negative.
la credibilità delle multinazionali e dei molti miliardari beneficiati da Trump, pronti a svendere le istituzioni democratiche e a sostenere sistemi politici oligarchici, con maggiori o minori belletti, scade sempre più in basso. Non che ci si dovesse aspettare nulla di diverso ma è davvero avvilente, e preoccupante, vedere come si stiano erodendo i principi ed i valori delle democrazie costituzionali. L’Europa, con tutti i suoi limiti e difetti, resta a tutt’oggi l’unica barriera politica, sociale ed economica ad un mondo in mano a pochi plutocrati