Accadde oggi: Apple lancia il primo e subito dimenticato Mac con CD-ROM integrato

19 ottobre 1992 Apple lancia il Mac IIvx, il primo computer Macintosh a essere fornito con una case metallico e, ben più importante, con un’unità CD-ROM interna.
L’ultimo della serie Macintosh II però passerà alla storia per la variazione improvvisa di prezzo: dopo appena cinque mesi dalla spedizione, Apple portò il costo da $2.949 a $1.899.
Nome in codice “Brasile”, inizialmente il Mac IIvx era nato come progetto di ricerca per vedere come un’unità CD-ROM interna (memoria di sola lettura del disco compatto) potesse essere inclusa in un Mac. Ma, l’allora CEO di Apple, John Sculley, nel corso del Macworld di Tokyo annunciò che sarebbe stato lanciato un Macintosh con un’unità CD-ROM, e così Apple iniziò la produzione.
All’epoca, il Mac IIvx era particolarmente interessante soprattutto per i più giovani, che cercavano un computer con cui utilizzare i tanto di moda videogame distribuiti su CD.
L’unità CD-ROM era stata lanciata nel 1985, un anno dopo la commercializzazione del Macintosh 128K. Dal 1988, Apple ha prodotto unità CD-ROM esterne basate su SCSI per il Mac con il nome AppleCD. Alla stragrande maggioranza degli utenti, tuttavia, queste sembravano periferiche “inutili”, infatti la maggior parte delle persone non le utilizzava per il computer di casa, ufficio o scuola.
Il Mac IIvx ha segnato l’inizio della commercializzazione dei Mac con un’unità CD integrata, che è continuata fino a quando Apple non ha cominciato a eliminarle gradualmente, iniziando con il MacBook Air nel gennaio 2008 e poi dagli iMac nel 2012.
L’IIvx è arrivato praticamente quando Apple ha iniziato a includere QuickTime sui Mac, e la possibilità di riprodurre facilmente video era incredibilmente futuristica per il suo tempo. QuickTime 1.5 era la versione preinstalla sul Mac IIvx, ed era la più veloce nella decompressione video. Era possibile guardare video con una risoluzione 640×480 a 30 fotogrammi al secondo.
In più, l’IIvx era in grado di gestire un secondo monitor, permettendo così di ingrandire significativamente l’area di lavoro della scrivania spostando documenti, file e cartelle su entrambi gli schermi.
Ma, nonostante tutto il Mac IIvx non è stato un computer amato dagli utenti, addirittura quando qualcuno acquistava un costoso Mac che diventava rapidamente obsoleto, si diceva che erano “IIvx-ed”.
I motivi di questa impopolarità erano principalmente due. Il primo, è che era significativamente sottodimensionato. L’IIvx aveva una CPU a 32 MHz su un bus a 16 MHz, il che significava prestazioni più lente rispetto al Mac IIci rilasciato tre anni prima nel 1989, che era il 30% più veloce dell’IIvx, e aggiungendo una cache da 32 KB diventava il 60% più veloce.
Anche la porta seriale del Mac IIvx era limitata a 57,6 kbit/s, il che ha causato problemi con le connessioni seriali e l’hardware MIDI. Completavano la dotazione hardware dell’IIvx 4 MB di RAM, un disco rigido da 80 MB, tre slot NuBus, uno slot per acceleratore e 512K di RAM video (VRAM).
Tuttavia, il vecchio Mac IIci continuava a essere molto popolare, e così molti clienti optarono per quest’ultimo, che tra l’altro spesso si trovava scontato, invece di acquistare il nuovo modello che era più lento.
A compromettere ulteriormente la situazione ci fu il lancio del Macintosh Centris 650 decisamente più potente, che con un prezzo di partenza di 2.700 dollari costava 250 dollari in meno rispetto al Mac IIvx.
Apple ha riposizionato il Mac IIvx come modello Centris entry-level (nonostante non avesse il nome Centris), e abbassato il prezzo a 1.899 dollari. Naturalmente, gli utenti che avevano acquistato il computer nei primi cinque mesi di commercializzazione si ritrovarono ad aver speso 1.000 dollari in più.


1 commenti
Il mio primo mac!